Luoghi di libri

Il Salone del Libro, la nostra casa, la nostra immagine, la nostra pelle

XXXV edizione del Salone del Libro e noi siamo presenti. Diligentemente ti metti in fila e appena senti il “bip” della vidimazione del tuo pass ti senti invadere da un’emozione nuova.

Tutte le volte che varchi quei cancelli hai la sensazione di essere tornata a casa.

Si, perché il Salone del Libro di Torino è sempre casa: passeggi per i corridoi e negli stand intravedi facce amiche, sorrisi che conosci e sguardi curiosi dei tanti addetti ai lavori. Incontri autori amici, e facce note che immortali prontamente con il telefonino. L’olfatto diventa acuto e sai che il profumo che aleggia intorno a te è quello della carta stampata, quel profumo in cui ti tuffi e respiri a pieni polmoni ogni volta che acquisti e apri un libro cartaceo.

Quando entri nel piazzale antecedente alle porte a vetri di quello che è il contenitore di questa kermesse, ti aspetta la scritta “attraverso lo specchio” e oggi questa scritta mi ha fatto pensare più di tutte le volte precedenti. Le storie che incontriamo e che facciamo nostre, sul nostro sito ci piace tramutarle in appunti di viaggio e proprio al viaggio ho pensato quando mi sono trovata davanti al grande titolo.

Un viaggio mi fa attraversare uno specchio perché mi fa iniziare un’avventura ora, qui, e mi porta ad attraversarlo quello specchio immaginario per farmi vedere quello che c’è dietro, oppure il nostro viaggio lo sogno visto e raccontato attraverso lo specchio, riflesso per restituirmi un’immagine di una storia che può prendere la stessa strada per tornare o una strada diversa.

Lo specchio, quell’oggetto magico che ci fa usare la fantasia, che ci proietta una cosa in modo nitido, ma anche in modo distorto, che ti porta immaginarci diversi e che metaforicamente parlando può tramutare una storia o un viaggio rispetto a un nostro pensiero.

Quante volte da bambini ci siamo trovati davanti a uno specchio a fantasticare storie, a giocare con la nostra immagine, nello stesso modo ogni libro, ogni racconto ci porta creare, immaginarci proiettati dentro le parole che leggiamo.
Uno specchio tante immagini, un libro, tante storie, tanti lettori da uno stesso libro immaginano storie completamente diverse pur avendo la stessa trama.

Oggi è stato solo l’inizio. Cinque giorni intensi, cinque giorni di abbracci, sorrisi e storie, di dediche e di firmacopie, di scoperte e di ritrovi, di foto e di selfie. Se solo quelle mura potessero scrivere, racconterebbero una storia con tanti personaggi, dove ognuno di noi avrebbe il suo ruolo.

Giorni intensi, lunghi e faticosi, ma che caricano, che fanno venire voglia di continuare a far correre gli occhi su tutte quelle parole, scritte dai più bravi come una sinfonia.

Buon lavoro a tutti, con l’augurio di guardarsi con occhi nuovi attraverso lo specchio. Un abbraccio dovuto a tutti quelli che per l’alluvione non hanno potuto esserci. Forza Emilia Romagna!

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Vincenzo De Lillo – Delirio, Il mattino ha l’oro in bocca (capitolo 1) [#audioteca]

Là, dove gli abbracci e le visite sono ancora vietati, dove l’isolamento genera solitudine e sconforto, il suono di una voce può essere determinante per alleviare il peso di una giornata altrimenti infinita. Una voce che arriva nitida e non filtrata da mascherine e visiere.

Quella voce, per noi e per voi, si nutre ovviamente di immagini tratte da libri e racconti. E’ la voce delle ragazze de Lo Scatolino di Ars e Corde, degli stessi autori e anche nostra, tutti meravigliosi interpreti di racconti. Come meravigliosi sono gli autori che, quei racconti, ce li regalano. E noi li regaliamo a voi, ovunque siate, affinchè possiate scacciare la noia e la solitudine in nostra compagnia.

Questo il nostro abbraccio virtuale per voi tutti.
Buon ascolto!

I racconti possono essere ascoltati direttamente su questa pagina oppure cliccando su è possibile scaricarli e ascoltarli più tardi.

10/03/2021

Il mattino ha l’oro in bocca (capitolo 1) da Delirio di Vincenzo De Lillo letto da Giancarlo Viani

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Desy Icardi – Ho un ritardo… ed è il tuo! [#audioteca]

Là, dove gli abbracci e le visite sono ancora vietati, dove l’isolamento genera solitudine e sconforto, il suono di una voce può essere determinante per alleviare il peso di una giornata altrimenti infinita. Una voce che arriva nitida e non filtrata da mascherine e visiere.

Quella voce, per noi e per voi, si nutre ovviamente di immagini tratte da libri e racconti. E’ la voce delle ragazze de Lo Scatolino di Ars e Corde, degli stessi autori e anche nostra, tutti meravigliosi interpreti di racconti. Come meravigliosi sono gli autori che, quei racconti, ce li regalano. E noi li regaliamo a voi, ovunque siate, affinchè possiate scacciare la noia e la solitudine in nostra compagnia.

Questo il nostro abbraccio virtuale per voi tutti.
Buon ascolto!

I racconti possono essere ascoltati direttamente su questa pagina oppure cliccando su è possibile scaricarli e ascoltarli più tardi.

03/03/2021

Ho un ritardo… ed è il tuo di Desy Icardi letto da Mimma Caserta

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Pillole di #saltoextra

𝚊 𝚜𝚙𝚊𝚜𝚜𝚘 𝚌𝚘𝚗… 𝙽𝙰𝙳𝙸𝙰 𝙵𝚄𝚂𝙸𝙽𝙸

Fin da quando ero bambina sono una frequentatrice del Salone del libro di Torino. Dai libri di Geronimo Stilton e gli spazi per bambini sono passata ai romanzi gialli classici. All’inizio era un semplice divertimento che con il tempo si è tramutata in una vera passione grazie all’amore per la lettura di mia madre.

Passeggiando per le stanze virtuali del salone di questa edizione 2020, mi sono fermata ad ascoltare l’intervento di Nadia Fusini che trattava l’importanza delle stanze nei libri di Virginia Woolf.

In questo momento in cui siamo costretti a restare nelle nostre case per proteggerci dalla pandemia e le viviamo quasi come prigioni, mi ha incuriosito ascoltare un punto di vista diverso.

Virginia Woolf aveva un’idea quasi sacra della casa, era il luogo in cui poter accogliere e condividere con gli altri. Una condivisione da intendersi non solo a livello di spazi e oggetti ma, soprattutto, di tempo da dedicare agli ospiti per creare relazioni e far crescere gli affetti e le amicizie.

Le stanze sono però, per l’autrice, anche luoghi in cui potersi ritirare in solitudine per scrivere, uno spazio creativo lontano dagli obblighi della quotidianità.

Molte delle ambientazioni dei romanzi della Woolf valorizzano le stanze; da “Gita al faro” in cui la casa è il luogo fondamentale di incontro della famiglia Ramsey, a “La signora Dalloway” in cui il gesto di aprire le finestre per iniziare la giornata simboleggia l’apertura al mondo… proprio quella che noi stiamo faticosamente attendendo in questi giorni!

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Pillole di #saltoextra

𝚊 𝚜𝚙𝚊𝚜𝚜𝚘 𝚌𝚘𝚗… 𝙹𝙾𝚅𝙰𝙽𝙾𝚃𝚃𝙸

Davvero molto bello prendere parte, seppur in maniera virtuale, ad una chiacchierata amichevole tra Jovanotti e Nicola Lagioia. Come due amici che non si vedono da un po’ e si informano sulle reciproche novità.

Bella, anzi strepitosa l’idea di questo Salone Extra!
Ho seguito il tuo “non voglio cambiare pianeta” su Rai Play bravo Lorenzo!

Lagioia ha nella manica un paio di domande per Jovanotti che definisce uomo dalle grandi visioni (che poi realizza) e “lettore fortissimo”.

Cosa si impara in TANTISSIMI (come al Jova-Beach Party) e cosa si impara in SOLITUDINE?

Lorenzo, sempre bello come il sole, con quell’entusiasmo che contagia dà una risposta spiazzante: un deserto e un oceano di gente sono due antipodi e come tutti gli antipodi sono molto simili, non c’è tutta questa differenza. Dipende da come ci si pone nei confronti dell’altro. Ovvio che quando sei da solo sei responsabile di te stesso, mentre quando hai di fronte una folla di gente la responsabilità nei confronti degli altri è grande.

Hai detto che musica è sport si assomigliano. Cosa intendi?

Secondo il cantante, musica e sport sono due linguaggi simili nell’efficacia perché parlano a tutti e non c’è bisogno di formazione specifica per poterne godere. “Poi”; aggiunge Jovanotti “lo sforzo fisico che si fa nello sport e quello che si fa durante i concerti hanno a che fare col corpo, col darsi agli altri, con l’imporsi dei limiti e superarli”.

Ed è proprio per superare i limiti che Jovanotti crea, sperimenta, elabora soluzioni come il Jova- Beach Party, assembramento bellissimo nel nome della musica e del rispetto ambientale, ad altissimo tasso di entusiasmo. Di quelle esperienze che speriamo un giorno di poter rivivere.

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