Valeria Amerano – Nuda proprietà

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Conosco Valeria Amerano da un po’ di anni, so che è una persona riservata, schietta e limpida, se leggete il suo libro Nuda proprietà lo capirete dalla sua scrittura.

Nuda proprietà è la narrazione di una storia d’amore, nata dentro le corsie di un ospedale; il racconto di due anime che si incontrano in età già matura a cui la scrittrice dà voce con un’intensità e un’armonia che solo la scrittura in un italiano di vecchia scuola può rendere così poetiche.

Nora e Ruggero arrivano da due ambienti diversi: Nora piemontese della Torino benestante con una mamma molto invasiva e severa, Ruggero meridionale emigrato al nord nella periferia di Torino, famiglia numerosa e allargata, ma queste diversità saranno per loro i punti di forza della relazione tenuta nascosta agli occhi del mondo, il loro nido, il loro ossigeno, il loro trovarsi ammettendo e sfidando quello che non sarà un amore per sempre anche se lo vorrebbero.

Una Torino anni ottanta, una voglia di evadere dentro ognuno di loro, dove ogni energia è convogliata dentro la casa dove si trovano per dividere i loro sentimenti e tante chiavi di lettura dentro questo romanzo.

E’ un viaggio che merita, un soffio di vento sopra una realtà giornaliera, una melodia in una storia d’amore autentica.

 

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Alessandro Cerutti – Indizi e Silenzi

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Nuovo viaggio, nuova scoperta. In questa avventura ho avuto il piacere di stare in compagnia di Rita, poliziotta, madre, con qualche problema di salute.

Alessandro Cerutti è stato meraviglioso a tracciare le linee di Rita, perché Rita è una di noi, non è prettamente un personaggio della fantasia dell’autore, ma inserita nel contesto di vita e società moderna ci sta a pennello.

Inutile dirvi che dovrà trovare indizi, movente e assassino; in fondo è una poliziotta e anche brava nel suo mestiere a detta del suo capo e della sua squadra, ma è perfettamente in linea con la realtà.

Se Rita fosse in carne ed ossa e non solo nella penna dello scrittore, ci racconterebbe esattamente quello che viene in parte descritto nel libro: la corruzione, l’indizio insabbiato, la pericolosità di avere a che fare con gli individui solo perché indossi una divisa. C’è tutto in questo libro, eppure è solo un poliziesco, ma Alessandro Cerutti è stato bravissimo a delineare con le parole quello che spesso appare, ma che non vogliamo mettere in evidenza per troppa paura.

Sarà che l’autore ha lavorato nelle carceri minorili come insegnante, sarà un misto di capacità di vedere e tradurre a parole, ma questa storia è da leggere, perché come sempre un poliziesco può non essere un libro impegnativo ma se lo vogliamo leggere con una chiave diversa riusciamo a cogliere in profondità i tanti spunti di riflessione.

Io, nel frattempo, aspetto la prossima indagine di Rita.

 

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Piergiorgio Pulixi – L’isola delle anime

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Questa volta ho fatto un magnifico viaggio: letto il titolo mi sono trovata in una Sardegna completamente sconosciuta.

Piergiorgio Pulixi, scrive in una maniera speciale: il suo modo di condurre le danze tramite le parole è assolutamente meraviglioso, non ci si stanca, non ci si stufa, non ci si perde. Sì, non ci si perde, perchè la più grande magia di questo libro, dopo la bravura dello scrittore a usare le parole, è una doppia storia. Due storie legate con una capacità straordinaria, in una straordinaria Sardegna.

Conoscere le due ispettrici Mara Rais e Eva Croce è stato un onore. Due meravigliose donne, che si trovano a collaborare sullo stesso caso, ma non potrebbero essere più diverse. Non si fidano l’una dell’altra fin dalle prime pagine, ma il lavoro vuole che in qualche modo le due debbano trovare una soluzione per arrivare alla fine del caso.

Le ho amate tutte due, per motivi diversi, per modi di affrontare la vita, per modi di difendersi dal mondo spesso troppo maschilista e troppo complicato; durante la storia imparerete a conoscerle, vi verrà svelato poco alla volta il perchè delle corazze che si sono costruite per poter continuare a svegliarsi all’alba del giorno dopo.

Un’indagine moderna legata a un cold case: qui sarà meraviglioso conoscere un popolo di una Sardegna chiusa, dove riti e usanze del passato vi faranno scoprire una popolazione legata alla terra, alle colture, all’importanza dell’acqua per il raccolto, alla necessità di rinunciare a qualcosa per poterlo donare alle Dee e a tutto quello in cui queste persone credono.

Un libro consigliatissimo, prima ancora della storia, per questo magico modo che identifica Piergiorgio Pulixi: il modo in cui scrive. Una volta scoperto difficilmente riuscirete a farne a meno.

Mara Rais e Eva Croce ci terranno a breve compagnia con una nuova indagine? Se volete scoprirlo seguiteci.

 

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Nadia Toffa – Fiorire d’inverno

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Mai scrivere cosa pensavo è risultato più difficile. Era qualche tempo che avevo il libro di Nadia Toffa che mi girava per le mani; non ho mai, per scelta, letto libri autobiografici di personaggi famosi, ma questa copertina mi attirava, mi trasmetteva sensazioni diverse, mi chiamava a gran voce.

Così, in un periodo della mia vita che può essere paragonato alle montagne russe, ho aperto il cuore e ho viaggiato con Nadia Toffa. E’ stato un viaggio meraviglioso, quasi a lasciarsi cullare da quella che era la melodia della sua voce, e ho imparato a vedere la parola vita in modo diverso, con sfaccettature e angolazioni differenti. Andiamo con ordine. Innanzitutto la sua storia non è un trattato sulla malattia che l’ha accompagnata per un periodo della sua vita, ma è un inno alla vita, a quelli che sono i colori, la voglia di volare e di arrivare sempre a destinazione e nel modo migliore.

Dalle righe del libro la carta sbagliata o quella che spariglia, come la chiama lei, è semplicemente un analizzare come lei abbia cercato di non sentirsi malata e diversa, non è stato mettere in piazza i suoi guai per essere compatita: ha solo lasciato trasparire quale era il carattere di Nadia Toffa.

E’ stata una ragazza semplice, dove la vita privata e il personaggio pubblico erano sempre molto bene distinti, è stata una ragazza piena di obiettivi, raggiunti con volontà e caparbietà, è stata una ragazza che si è sempre adattata, che ha cercato di rendersi indipendente fin da subito, che ha lottato per quello in cui credeva, proprio come la sua testardaggine e la sua gavetta l’hanno portata a far parte dello staff de “Le Iene”.

Racconta dei suoi viaggi, delle sue inchieste, delle sue interviste, delle difficoltà a raggiungere obiettivi solo con le sue forze e non con l’aiuto altrui.

Meravigliosa è l’unica parola che mi viene in mente pensando al suo viso sulla copertina: una ragazza unica, di altri tempi dove lo sport è stato fonte di ispirazione e aiuto per capire le regole, la disciplina, il metodo di costante lavoro per arrivare al risultato: discutibile l’approccio di tanti tecnici, che si bruciano promesse dello sport per aggressività, incapacità e poca diplomazia..

Nadia Toffa è stata una ragazza magica, la ragazza magica, proprio come le ha dedicato Jovanotti sul palco, e potrete scoprirlo leggendo questo soffio di vita che sono state queste meravigliose pagine che ci ha lasciato, non un viaggio nella malattia, ma una costante ricerca del sorriso, della vita; un viaggio difficile che l’ha portata a dover resettare parametri e certezze che si era costruita, ricostruire il suo mondo intorno alla carta sbagliata, con sentimenti e certezze diverse.

Da te traspare la voglia di vivere, la ricerca di perfezione e di un mondo migliore, la goccia che con le tue inchieste ci ha portato a migliorare il mare, ma soprattutto sono convinta che dai tuoi occhi traspaia sempre tutta la tavolozza dei colori esistenti. Grazie Nadia Toffa per quello che sei stata e per questo meraviglioso e magico viaggio.

 

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Rocco Campochiaro – Una notte al centralino

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Mi hanno presentato Rocco Campochiaro, in un caldo pomeriggio durante il Salone del Libro di Torino nel 2018, nella sua divisa, sguardo fiero per il suo piccolo gioiello tra le mani, contornato da istituzioni che si complimentavano con lui per il successo di quel piccolo libro che splendeva nel titolo Una notte al centralino. Portai a casa quelle 100 pagine con la promessa di leggerlo in breve tempo: ne parlavano tutti così bene. Non so come, ma siamo arrivati ad oggi e quel libro era rimansto chiuso; ho sempre seguito i post che l’autore lasciava sulle sue pagine Facebook meravigliata di quella scrittura netta, tagliente, ma piena di poesia. Ho rivisto Rocco Campochiaro per parlare di libri, per conoscerci fuori da pagine scritte, per capire cosa potrebbe essere una presentazione con lui e il suo manoscritto. Sempre la stessa persona di un anno prima, sguardo fiero, risoluto, deciso, come la sua penna e forse come il suo cuore che ha raccontato nel suo libro, questa volta mancava la divisa. Quella divisa che spesso mette un muro anche quando conosci alla perfezione chi la indossa, quella divisa che può raccontare una vita, ma che non ti lascia spazio per vedere il cuore, che non ti lascia passare oltre alle sue maglie di istituzione.

Il libro di Rocco Campochiaro è così: non aspettatevi di trovare un racconto di quelle ore che un poliziotto svolge all’interno di un centralino durante il turno di notte, e non pensate di trovare un storia romanzata di una centrale di polizia; nello scritto dell’autore troverete lui, la sua vita, le sue emozioni, la sua voglia di vivere e sognare che solo un turno di notte ti mette davanti. Le ore più buie, più noiose se vogliamo, quelle che sono più difficili da far passare, sono invece per l’autore un viaggio, una dimostrazione che dietro a una semplice divisa ci sono emozioni, e persone vere.

Un libro che parla di lui, dei suoi figli, dell’amore per una donna, della sua famiglia, delle sue amicizie più vere, che in passaggi scritti con maestria ti portano a pensare di danzare in una poesia.

Non voglio raccontarvi di più, leggetelo, non vi pentirete: come sempre Luoghi di Libri sostiene che leggere è un viaggio, e questo lo è stato tra i colori più vivi che un’estate può portare.

 

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