Luoghi di libri

L’Audioteca di Luoghi di libri

Là, dove gli abbracci e le visite sono ancora vietati, dove l’isolamento genera solitudine e sconforto, il suono di una voce può essere determinante per alleviare il peso di una giornata altrimenti infinita. Una voce che arriva nitida e non filtrata da mascherine e visiere.

Quella voce, per noi e per voi, si nutre ovviamente di immagini tratte da libri e racconti. E’ la voce delle ragazze de Lo Scatolino di Ars e Corde, degli stessi autori e anche nostra, tutti meravigliosi interpreti di racconti. Come meravigliosi sono gli autori che, quei racconti, ce li regalano. E noi li regaliamo a voi, ovunque siate, affinchè possiate scacciare la noia e la solitudine in nostra compagnia.

Questo il nostro abbraccio virtuale per voi tutti.
Buon ascolto!

I racconti possono essere ascoltati direttamente su questa pagina oppure cliccando su è possibile scaricarli e ascoltarli più tardi.

12/07/2020

Prigionieri del tempo di Letizia Vicidomini letto da Sonia Sacrato

La Ravizzana del maestro Marco Ravizza

06/07/2020

Il suo nome era Cilo di Maria Pia Gambini letto da Cristina Avidano

Ugo di Pier Carlo Maschera letto da Sara Alessandra Sottile de Lo Scatolino di Ars e Corde

23/06/2020

Il cerchio di Luisella Ceretta letto da Elisa Albicenti de Lo Scatolino di Ars e Corde

Gastone Manpreso di Maria Pia Gambini letto da Mimma Caserta

21/06/2020

Irlanda indiani e Covid di Alice Basso letto da Alice Basso

Valse Vague del maestro Marco Ravizza

16/06/2020

Rocco Campochiaro (da Meraklidikos 28/01/2020) letto da Annamaria Blogna

85 centesimi di Maria Pia Gambini letto da Cristina Avidano

14/06/2020

Il miracolo di Lara di Giuliana Balzano letto da Giuliana Balzano

Come vuoi tu del maestro Marco Ravizza

09/06/2020

Qualcuno da amare di Luca Caci letto da Mimma Caserta

Ultimo giorno di scuola di Alice Basso letto da Alice Basso

02/06/2020

Handy va al mare di Flavio Massazza letto da Elisa Albicenti de Lo Scatolino di Ars e Corde

Tutto di Giuliana Balzano letto da Sara Alessandra Sottile de Lo Scatolino di Ars e Corde

The Ship del maestro Marco Ravizza

26/05/2020

Chi arriva ultimo di Luisella Ceretta letto da Mimma Caserta

Rocco Campochiaro (da Meraklidikos 19/01/2020) letto da Michele Giaquinto

Matteo Bussola (da Facebook 27/04/2020) letto da Sara Alessandra Sottile de Lo Scatolino di Ars e Corde

Sudamerica del maestro Marco Ravizza

19/05/2020

Fiocchi di neve di Alessandro Codogno letto da Sara Alessandra Sottile de Lo Scatolino di Ars e Corde

La signorina Felicita di Annamaria Blogna letto da Mimma Caserta

Quello della 22 di Sonia Sacrato letto da Sonia Sacrato

12/05/2020

Matteo Bussola (da Facebook 26/03/2020) letto da Michele Giaquinto

Matteo Bussola (da Facebook 04/04/2020) letto da Annamaria Blogna

Vorrei dirti di Sonia Sacrato letto da Elisa Albicenti de Lo Scatolino di Ars e Corde

05/05/2020

Matteo Bussola (da Facebook 16/04/2020) letto da Annamaria Blogna

Sonata per pianoforte n. 14 in Do diesis minore di Sonia Sacrato letto da Sara Alessandra Sottile de Lo Scatolino di Ars e Corde

La vanità è femmina di Patrizia Durante letto da Sonia Sacrato

La Divina di Sonia Sacrato letto da Mimma Caserta

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Ferdinando Salamino – Il margine della notte

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Un romanzo tagliente come un bisturi, o forse sarebbe meglio dire un taglierino, per usare uno strumento tanto caro al protagonista.
Un thriller psicologico di quelli che non lascia spazio al respiro, ma mantiene il lettore sui fili dell’alta tensione dalla prima all’ultima riga.

Un romanzo dai toni grigio neri, una città dove il sole sembra non arrivare e sembra avvolta in una notte continua.

Una malattia che diventa un valore aggiunto del personaggio, perché lo rende più ricettivo e intuitivo rispetto ai crimini su cui si trova ad indagare.

Non è un romanzo facile, e secondo me non è un libro per tutti. Tocca il cuore e le corde di chi non teme di guardare in fondo a quell’abisso che, se lo sfidi, ti guarda dentro. Ti sbatte in faccia una realtà scomoda, quella che vorremmo tutti nascondere sotto un rasserenante tappeto emotivo per continuare a condurre una vita appagata e prima di scossoni. E lo fa senza sconti.

Ferdinando Salamino ha il potere di turbare, scuotere e talvolta di ferire, magistralmente con la sua penna almeno quanto Michele Sabella e il suo taglierino.

 

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Gertrude Atherton – Il divorzio non si addice a Enid Balfame

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Un’atmosfera d’altri tempi per un romanzo che effettivamente ad altri tempi risale, anche se acutamente “scovato” e pubblicato ai giorni nostri dalle Edizioni Le assassine. Le vicende girano intorno ad un corteo di personaggi decisamente “vintage”: in particolare un avvocato galantuomo che, da vero cavaliere senza macchia, sarebbe pronto a sacrificare la vita e la felicità pur di non mancare alla parola data, e una protagonista brillante che tiene la scena dall’inizio alla fine, da vera prima donna. Enid Balfame è un personaggio strano: una donna mite, posata, l’incarnazione della borghesia del suo tempo, apparentemente devota al marito, dedita a cause benefiche, ma che in una frazione di secondo, come in un lampo, concepisce addirittura l’idea di uccidere quel marito che altro non diventato nei lunghi vent’anni del loro matrimonio, se non un peso. La moglie modello preferisce macchiarsi di un assassinio piuttosto che divorziare e infrangere così le convenzioni della sua classe sociale. Una donna a tratti algida, ma il cui fascino ammalia tutti, dalla sua migliore amica, che per lei prova un affetto sincero, alle signore del circolo, pettegole pronte a cambiare bandiera a seconda della direzione del vento, ma alla fine strette intorno a lei, anche se in privato alcune arrivano a dubitare della sua innocenza.

Eh sì, perché il signor Balfame viene davvero ucciso e Enid viene accusata dell’omicidio, anche se questo avviene ma prima che lei abbia trovato il modo di mettere in atto il suo piano. Inizia così la girandola di eventi, supposizioni e manipolazioni della verità, intorno ad una donna che pare spesso recitare la parte dell’eroina romantica, salda nel suo contegno, incrollabile anche di fronte alla possibilità di una condanna imminente. Sullo sfondo una descrizione ironica della società americana dell’epoca con le sue ipocrisie e, soprattutto, un interessante scorcio sull’iniziale emancipazione della donna, affidato alla descrizione del gruppo di giornaliste che si affannano a dipingere un ritratto lusinghiero dell’imputata e a trovare un colpevole alternativo, possibilmente un uomo, da dare in pasto all’opinione pubblica. L’esatto opposto di ciò che fanno i loro colleghi maschi, attenti fin dall’inizio ad ogni indizio che potesse indicare la donna come colpevole, ma come il loro corrispettivo femminile, pronti a tutto pur di colpire e influenzare l’opinione pubblica, quasi del tutto incuranti della verità e delle implicazioni che la loro ricerca dello scoop fine a se stesso avrebbe avuto sulla vita dei diretti interessati. Tutti, in fondo, uniti dalla convinzione che, per la sua posizione, la signora Balfame non sarebbe comunque stata condannata al carcere, anche nel caso fosse stata giudicata colpevole. Un continuo soffermarsi sulle apparenze e la salvaguardia della forma, anche a totale discapito della sostanza, in una società in cui lo status sociale sembrerebbe essere tutto.

Chi avrà la meglio: colpevolisti o innocentisti? Enid è davvero innocente? A distanza di un secolo possiamo dire che proprio tutte le dinamiche descritte sono davvero completamente cambiate? Non vi resta che avventurarvi in questo particolarissimo giallo per trovare le risposte.

 

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Alice Basso – Il morso della vipera

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Dopo cinque anni passati a raccontarci la storia e le avventure di Vani Sarca, Alice Basso affronta una nuova sfida presentandoci un nuovo personaggio: Anita Bo.

Dopo tanto tempo in compagnia di Vani delle sue abitudini e del suo ritmo, possiamo solo immaginare l’emozione della Basso che, con un atto di coraggio ha deciso di lasciare la “confort zone” di un personaggio ormai rodato e tanto amato dal pubblico, per entrare a capofitto in un progetto completamente diverso.

Siamo a Torino negli anni ’30, in pieno Regime fascista e non mancheremo di incontrare le Camice Nere e di poterne ricordare i pensieri e i metodi.

Anita Bo è una giovane ragazza in età da matrimonio, direbbero le nonne. Ma nonostante ci voglia far intendere di essere la classica bella un po’ svampita, di quelle che ti conquistano più per la gentilezza del viso e dello sguardo, che per le conoscenze culturali e scolastiche su cui ha oggettive lacune; durante la lettura ci conquista per il suo sguardo sagace e per quel suo precorrere i tempi rispetto all’emancipazione femminile. Ad Anita, l’essere relegata al ruolo di moglie e madre secondo il diktat del Regime, non va. Nonostante il fidanzato sia quel che si diceva un buon partito, appaia felice di sposarsi con il desiderio di uscire di casa e costruire con lui una famiglia tutta sua, Anita è una donna curiosa e perspicace, chiede tempo: sei mesi per poter lavorare e quindi scoprire la bellezza dell’autonomia che tanto ammira in Candida Fiorio, la sua ex insegnante.

Inizia così la storia, che va inevitabilmente ad intersecarsi a Sebastiano Satta Ascona, lo scrittore a cui farà da dattilografa, uno dei pochi lavori definiti e concessi alle donne in periodo fascista.

Nonostante la scenografia che prende gran parte dell’attenzione del lettore, una Torino che appare diversa nella luce e nei colori. Perché le pagine di un libro racchiudono e mostrano al lettore, colori diversi a seconda del tono dell’autore. Non è la Torino a toni freddi di Pavese, quella che ritroviamo splendidamente rappresentata da Michelangelo Antonioni. È la Torino di un periodo sicuramente grigio e oscuro su cui Alice Basso, pur mostrando una precisa cura e conoscenza dei dettagli indice di uno studio approfondito del tempo, apre sprazzi di umorismo e luminosità. Con l’abilità e la maestria che la contraddistingue, ci porta a vivere e rivivere quei giorni con la piena consapevolezza di ciò che rappresentarono per la Storia, ma senza dimenticare di dare spazio alle risate, alla voglia di vivere e di lottare contro il totalitarismo dell’epoca. Il tutto condito con l’ironia e la sagacia delle battute che sono la sua firma.

Insomma, nonostante la profonda diversità dalle storie e dalle ambientazioni a cui ci aveva abituati, nonostante la nostalgia per Vani e Berganza che un po’ ci resta dentro, Anita Bo e Sebastiano Satta Comesichiama finiranno per conquistare completamente i lettori.

Alice Basso ha fatto centro.

 

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Gianrico Carofiglio – La misura del tempo

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Gianrico Carofiglio non mi delude mai, e nemmeno l’Avv. Guerrieri. Finalista nel Premio Strega, mancano poche ore per sapere se sarà La misura del tempo a vincere.

Come sempre Guido Guerrieri fa i conti con la sua coscienza, con i suoi sogni rimasti nel cassetto, con la sua paura del tempo che scorre. Arrivati sulla soglia dei cinquant’anni ci guardiamo indietro e cosa vediamo? Abbiamo portato a termine i nostri progetti? Abbiamo superato le nostre paure? Siamo in grado di fare i conti con eventi del passato che si ripresentano?

Non entro nella trama per lasciarvi il piacere di leggere, ma tutte le storie che hanno come protagonista l’avvocato Guerrieri mi hanno sempre trasmesso sicurezza: da un professionista così mi farei difendere. La pacatezza, la tranquillità, l’intuito riescono sempre a darti spunti di riflessione nonostante l’incarico che ha assunto e che descrive nella storia.

Mai noioso, mai banale, anche nelle descrizioni più tecniche. Accettando la difesa del figlio di un vecchio amore, il protagonista accetta anche un coinvolgimento in un passato che non ha mai dimenticato, un passato che è rimasto sopito in attesa di un’epifania che lo riportasse a galla.

Due temi basilari a mio avviso: il tempo, quello che scorre inevitabile, quello che non ci appartiene più, quello della maturità che ci rende riflessivi e accorti e forse in qualche modo più fragili, ma che l’autore ci mostra anche questa volta come alleato. E la verità. Fino a che punto conosciamo la verità? É la nostra verità o quella che vogliamo vedere?

Dimenticavo, siamo a Bari, nella sua Bari, e da come viene descritta sembra di essere a “casa” con Guido Guerrieri.

La parola alla Giuria del Premio Strega, ma voi leggetelo!

 

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