Nadia Terranova – Addio fantasmi

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Quella mattina di ventitre anni prima mio padre aveva aperto gli occhi alle sei e sedici, le cifre erano rimaste sulla sveglia spenta con un colpo netto, seicentosedici, sei uno sei, e per giorni sul lavabo era rimasto il suo spazzolino blu, steso fuori dal bicchiere dove tenevamo tutti e tre i nostri, portandosi appresso una scia di dentifricio come bava di lumaca. Mia madre già era uscita, come spesso faceva, per regalarsi lunghe camminate all’alba, prima di andare al lavoro.

Ida scrive storie per la radio e abita a Roma con il marito Pietro. Ha con lui un rapporto particolare, che entrambi continuano a portare avanti, nonostante la stanchezza sessuale e, per certi versi, anche affettiva.

Il corpo aveva smesso di essere il luogo della comunicazione. La dolcezza si riversava nelle cerimonie quotidiane, nei dialoghi e nelle premure, e di giorno anche se litigavamo non ci facevamo mai veramente male: vivevamo all’ombra l’uno dell’altra vegliandoci con una cura che non avevo mai conosciuto; per qualche tempo dopo la fine del desiderio avevamo coltivato un nostro rituale nel darci comunque piacere, poi anche quello scambio era diventato inutilizzabile come un vecchio dizionario.

E Ida convive da ventitre anni con l’ossessione della scomparsa del padre Sebastiano, insegnante in una scuola per ricchi, un uomo che provava a riparare gli altri ma incapace di riparare sé stesso e che aveva contratto la tristezza, come una malattia.

Il ritorno a Messina per aiutare la madre a ristrutturare la casa di famiglia diventa occasione per una lunga riflessione sul significato di scomparsa e di morte. Il romanzo è tutto un lungo ricordo, fatto di capitoli lunghi intervallati da brevi intermezzi, i “notturni”, dove protagonisti sono i sogni di Ida.

Con la scomparsa del padre era iniziato un periodo di odio verso la felicità altrui, percepita come sopruso fisico, materiale, dove anche piccole opere edili (3 centimetri di dislivello di un balcone dei vicini) diventavano danni alla quotidianità del duo formato da lei e dalla madre. Felicità altrui come sopruso immateriale perché i vicini erano una famiglia felice, che giocava con i figli, cantava e pregava, mentre per la sua famiglia spezzata non poteva più esistere gioia.

L’inconsapevolezza degli altri era il nostro nemico, la quotidianità degli altri era il nostro nemico, i nomi degli altri erano i nostri nemici.

Elemento fondamentale nella storia, che ritorna sempre, a più riprese, è l’acqua sotto forma anche di sudore, di annegamento, esondazione perché è proprio con l’acqua che il padre o, meglio, il suo ricordo si manifesta. E come l’acqua fluisce, lungo le parole che circondano i ricordi. Riflettendo anche sul fatto che la vita è ein Augenblick, un momento, un battito di ciglia che da un momento all’altro può far cambiare tutto.

 

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Et voilà! Un sogno che si realizza.

L’antologia del Concorso letterario Iniziamo da qui! Uno spunto per 15 storie è stata pubblicata ed è disponibile all’acquisto.

Grazie a chi ha partecipato.
Grazie a chi ha lavorato dietro le quinte.
Grazie a chi ci ha creduto e l’ha reso possibile.
Grazie a chi ha prestato il proprio tempo.
Grazie a chi ha regalato la propria professionalità e disponibilità.
Grazie a chi ancora stenta a crederci.
Grazie a Ugi Onlus e Banco Alimentare del Piemonte Onlus che ci hanno dato la loro fiducia.

E grazie a tutti voi che, certamente numerosissimi, contribuirete a rendere una “piccola iniziativa” un “grosso progetto”!

Ordina la tua copia direttamente on line!!!

L’evento di premiazione e presentazione dell’antologia si è svolto al Circolo dei Lettori di Torino presso la Sala della Biblioteca in data 3 maggio 2019 alle ore 18.00.

Conosciamo gli autori vincitori del concorso attraverso le nostre interviste.

Vi aspettiamo!

Marina Rissone – Indelebile

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Indelebile: un romanzo noir ma non troppo, un gruppo di amici che indagano su fatti avvenuti intorno a loro e che hanno preso di mira un componente del gruppo. Una scomparsa, due omicidi, furti, tutti e tutto legato da fili invisibili, che compongono la trama della storia.

Avete presente trama e ordito in una stoffa? La storia di questo romanzo è un vero tessuto, dove i quattro punti cardinali ne limitano il percorso.

Tanti i personaggi, tutti legati da lavori importanti e tutti con cultura di rilievo e doti nascoste di investigazione, dislocati in Italia e nel Regno Unito, ma tutti legati da un’amicizia e dalla voglia di aiutare la Polizia a dipanare la matassa. Giornalisti, doppiatori, arredatori d’interni, veterinari, agenti di Scotland Yard, viene fuori un gruppo di amici molto interessante.

Nel libro ci si illumina a leggere le descrizioni dei luoghi del Monferrato e di Roma, ci si perde nei vari itinerari e nel toccare con l’autrice i paesini degli itinerari sparsi sulle colline; colline ricoperte di vigne e paesini romantici, dove la cultura prevale e si armonizza con il paesaggio.

E’ stato un viaggio interessante, dove spesso la natura risalta più della trama, dove poco dopo aver sognato di essere esattamente in quel posto l’indagine e la sparizione del doppiatore ti riporta a indagare con i personaggi per la risoluzione del caso.

Ora aspettiamo il prossimo caso!

 

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