Hai accettato di raccogliere la sfida del Concorso, perchè per te la scrittura è… raccontacelo scegliendo tre aggettivi che più ti rappresentino.

Scelgo tre sostantivi: respiro – appagamento – benessere.

Soffermandoci sull’incipit del concorso e sul racconto che ti ha permesso di classificarti tra i vincitori, da dove è arrivata l’idea per proseguire la tua storia? E i personaggi?

È arrivata parlando con un amico. Cercavo un’idea che fosse originale, lasciasse un po’ spiazzati magari con un sorriso, ma che si chiudesse comunque nel modo “nero” di cui avevo bisogno. Lui mi ha lanciato la sfida indicandomi cosa inserire nella famosa valigia di decisamente inusuale, dicendomi: “e adesso voglio vedere che ti inventi” e io ho inventato
Per i personaggi ho attinto alle mie amicizie, a parte per il sig. Quattroni che, nella mia testa, ha le sembianze di un noto attore torinese.

Quali sono le emozioni che hai provato ad essere sullo stesso palco con autori affermati al Circolo dei Lettori?

Incredulità e soddisfazione. Non mi aspettavo di vincere, non mi aspettavo di poter essere lì in quel contesto e mi sono detta che tutto il tempo investito a studiare e cercare di migliorarmi per trasformare la mia passione in qualcosa di più di un passatempo da vivere nel mio studio, iniziava ad avere un senso…