Hai accettato di raccogliere la sfida del Concorso, perchè per te la scrittura è… raccontacelo scegliendo tre aggettivi che più ti rappresentino.

Per me la scrittura è in qualche modo terapeutica, perché mi permette di esorcizzare alcune delle mie paure e scaricare anche l’ansia che ne deriva; è rivitalizzante, perché le storie che creo mi danno qualcosa di emozionante a cui pensare anche durante la più grigia delle giornate; è stimolante, perché mi obbliga a migliorarmi sempre, parola dopo parola.

Soffermandoci sull’incipit del concorso e sul racconto che ti ha permesso di classificarti tra i vincitori, da dove è arrivata l’idea per proseguire la tua storia? E i personaggi?

In realtà, quando ho letto l’incipit, ho pensato a una storia completamente diversa da quella che poi ho scritto. Solo iniziando a buttar giù le parole è venuta fuori la trama giusta. Mi sono tornati in mente due personaggi di cui non avevo avuto ancora occasione di parlare. Andrea e Franca, i protagonisti del mio racconto, vivono in realtà le storie di Andreina e Gianfranco, i miei nonni, mancati entrambi qualche anno fa. A quel punto le frasi si sono avvicendate velocemente e quando ho fatto leggere il risultato ai miei familiari… si sono commossi tutti!

Quali sono le emozioni che hai provato ad essere sullo stesso palco con autori affermati al Circolo dei Lettori?

Oltre ad essere affascinata da quella sala in cui non ero mai stata prima, mi sono incantata ad ascoltare le parole degli autori affermati. Cerco sempre di trovare un insegnamento dagli altri scrittori, soprattutto se sono conosciuti, amati e se ho apprezzato i loro libri. Poi, il fatto di aver incontrato Alice Basso, di cui ho letto praticamente ogni cosa e che seguo da tempo sui social, è stato davvero entusiasmante!