Hai accettato di raccogliere la sfida del Concorso, perchè per te la scrittura è… raccontacelo scegliendo tre aggettivi che più ti rappresentino.

Scrivere per il concorso è stata una sfida divertente in primis con me stessa. Sono abituata a scrivere random, quando mi capita, senza darmi regole precise. Invece per il concorso ho dovuto attenermi a poche dritte ma molto chiare, ho dovuto seguire un incipit scritto da altri e da lì ho iniziato ad immaginare. Scrivere per me è LIBERATORIO perchè la mia fantasia è libera di creare luoghi e persone che altrimenti non esisterebbero, STIMOLANTE perchè lo prendo come un gioco ma mi piace fare del mio meglio, RILASSANTE perchè sono un’iperattiva mentale e quando scrivo “libero spazio” nella mente e mi rilasso.

Soffermandoci sull’incipit del concorso e sul racconto che ti ha permesso di classificarti tra i vincitori, da dove è arrivata l’idea per proseguire la tua storia? E i personaggi?

L’incipit si prestava a qualcosa di misterioso e anche un po’ inquietante se vogliamo. Uno dei punti fondamentali era però citare luoghi realmente esistenti e mi sono appoggiata ai luoghi della mia infanzia e della mia adolescenza. Volevo una storia che sembrasse verosimile e che fosse uno scandalo allo stesso tempo. I fatti di cronaca mi hanno aiutata ad inventare il resto e, una volta trovata l’ambientazione giusta, i personaggi sono venuti da sè.

Quali sono le emozioni che hai provato ad essere sullo stesso palco con autori affermati al Circolo dei Lettori?

Il palco della premiazione era in una delle sale più belle e ricche del Circolo. L’atmosfera mi sembrava surreale: se ti guardavi intorno, con quei lampadari così imponenti, il velluto e gli stucchi dorati, potevi pensare di trovarti nella scena del ballo de “Il Gattopardo”. Stare su quel palco, fianco a fianco agli autori di cui ho letto i romanzi, è stato un sogno e lo interpreto come un “battesimo”, un segno di buon auspicio 🙂