Cristiano Cavina

Ottanta rose, mezz’ora (2019)

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Ottanta rose mezz’ora è la storia di due persone che si incontrano per caso e si riconoscono al primo sguardo. Si appartengono: entrambi inseguono i propri sogni con occhi bene aperti sulla realtà. Lui è uno scrittore ‘di fascia medio bassa’, lei insegna danza alle bambine. Si incontrano in settembre; si mandano messaggi, si vogliono. È un amore che viene dritto dal desiderio, e che li porta in territori estremi. È fatto di vodka e punch al mandarino, saracinesche che cigolano, parole al buio, cene carbonizzate, incontri a tre. Poi c’è il mutuo da pagare, la Vespa distrutta a un incrocio una mattina, ed è dicembre. Pasti saltati, il bisogno che stringe, un salto verso soldi che sembrano facili e di certo sono tanti: ottanta rose mezz’ora. Basta un annuncio, aprire la porta a sconosciuti, assentarsi dal corpo per un po’… Invece no, non sono facili, quei soldi. Il problema è l’odore degli uomini che pagano per averla; la loro dolorosa solitudine. A marzo diventa insopportabile: lei dirà basta a tutto. E lui dovrà regolare un conto duramente. In nome di lei, che è il bellissimo eroe di questa favola d’amore dolce e non romantica.

 

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