Luana Troncanetti

Silenzio (2017)

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Ernesto è un tassista capitolino che vive un rapporto ormai logoro con la moglie depressa, il suo taxi è teatro di storie che si intrecciano a un delitto nella Roma “bene”. La vittima è uno scultore di fama internazionale, ma pochissimi avevano accesso all’appartamento dove viene ritrovato cadavere e nessun movente valido per torturarlo a morte. L’assassino si concentra in particolar modo sulle sue mani; la ferocia del delitto fa scattare subito la caccia al maniaco e il circo mediatico attorno all’omicidio. L’ispettore Paolo Proietti, a capo dell’indagine, non può contare sull’ausilio della scientifica. Nonostante lo scempio compiuto su quel corpo, la scena del crimine non svela alcuna traccia significativa. La malattia dell’arte, l’idolatria di chi ne fruisce e l’arroganza di chi la crea, il suicidio di un ragazzo, un matrimonio che si disgrega, l’amore disperato di una donna, si snodano nel silenzio che protegge i mostri e offende gli innocenti. Silenzio che si spezzerà nella voce di una giustizia sommaria, che non regala pace o reale assoluzione dai peccati, ma dignità a quanti sono costretti a macchiarsi le mani di sangue.

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