Luoghi di libri

Davide Panzarella – Un autunno particolare

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Nuovo autore in casa Biplane. Come sempre Edizione Biplane non mi delude: copertina come sempre azzeccata e il lavoro di ricerca di nuovi scrittori non lascia dubbi.

Un autunno particolare, una miscela esplosiva di verità, mistero, bugie, scoperte, fumetti, rapporti, domande scomode. Due fratelli che iniziano a indagare e a cercare un’autrice di fumetti cresciuta nel loro piccolissimo paese. Queste ricerche aprono nuovi orizzonti, danno la possibilità di fare nuove amicizie, ma portano alla luce scomode verità.

Sarà da questo intreccio di indizi che dovranno decidere come affrontare la famiglia e le loro relazioni all’interno di essa, dovranno decidere se le scoperte fatte li aiuteranno a maturare o a decidere di non dare una seconda possibilità.

In fondo tutti possiamo sbagliare, tutti possiamo prendere strade non corrette durante i percorsi della vita, tutti abbiamo cose che teniamo nascoste nel nostro cuore per proteggere chi amiamo, ma quando un adolescente scopre che tutto questo è stato fatto da un adulto, i piani cambiano, sembra di essere saliti su una giostra senza avere la possibilità di scendere, le certezze svaniscono anche davanti a un’educazione impeccabile. Quindi cosa fare? Come reagire? Perdonare o accusare?

Leggete Un autunno particolare, saprete dare le giuste risposte e vivrete veramente un autunno particolare innamorandovi di arte e fumetti.

Grazie Edizioni Biplane come sempre, e grazie a Davide Panzarella per questa sua voglia di portare il lettore in una realtà parallela.

Simona

 

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Elena Molini – La Piccola Farmacia Letteraria

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Che la lettura sia una “cura” per lo spirito noi di Luoghi di Libri lo sosteniamo da sempre, infatti abbiamo cercato di sensibilizzare i nostri “follower” – che figo dirlo, fa tanto Ferragni 😊- con il progetto “Audioteca”, iniziato durante il primo lockdown e portato avanti tutt’ora.

Leggere vuol dire viaggiare, almeno con la fantasia.
Leggere vuol dire conoscersi e conoscere altro da sé – altre culture, altre persone, altri pensieri, altre idee.
Leggere vuol dire vivere altre vite oltre la nostra, camminare in altri mondi e gustare altre avventure.

Eppure l’editoria è in crisi, da quanto ci dicono i dati. Ci sono sempre più scrittori ma sempre meno lettori, come se tutti avessimo molto da dire ma non volessimo ascoltare il prossimo. Individui egocentrati che pascolano nelle librerie o sui social solo per vedere in che posizione sia il proprio manoscritto. La Letteratura è da sempre specchio dei tempi ma mai come ora lo è anche la sua fruizione.

Blu, la vivace proprietaria di una piccola libreria in un quartiere non proprio centralissimo di Firenze, ci racconta la sua prospettiva, dall’altro lato del bancone: la letteratura è il suo mondo, la libraia prima che una professione è una vera e propria passione ma… occorre un’idea geniale per riuscire ad arrivare alla fine del mese. Nasce così La Piccola Farmacia Letteraria, un’idea che conquisterà lettori e scrittori e di cui tutta Italia parlerà: ogni libro è una “medicina”, corredata da tanto di bugiardino e prescrizione. Ci sono autori per il mal d’amore, per le amicizie lontane, per gli amori non corrisposti, per l’ansia da prestazione: Blu, aiutata da tutti gli amici che le ruotano intorno, riuscirà ad accoppiare ciascun lettore con un titolo ad hoc.

Ho amato questo romanzo perché:

  • la biblioterapia mi affascina dal primo romanzo che presi in mano in vita mia: “Piccole Donne”. In una afosa estate torinese, non ero più una bambina di sette/ otto anni che si annoiava durante interminabili pomeriggi afosi ma diventavo una ad una le sorelle March. Piccole donne è stato il mio antidoto alla noia e da lì non mi son mai più fermata.
  • La “Piccola Farmacia Letteraria” esiste davvero (www.piccolafarmacialetteraria.it) e, in parte – e se volte sapere perché dovrete leggerlo è una storia autobiografica. Ma ci pensate? Esiste davvero un luogo, a Firenze, in cui c’è un titolo per ogni acciacco dello spirito.
  • Adoro i libri che trattano, in maniera leggera quasi impalpabile, problematiche reali come crisi personali o di settore.

Il messaggio del romanzo è positivo e propositivo: i momenti di crisi fanno scaturire idee geniali.

Consigliatissimo!

Annamaria

 

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Gianluca Mercadante – L’Isola senza Tempo

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L’Isola Senza Tempo è un “non luogo” e per noi di Luoghi di libri, che ai luoghi facciamo particolare attenzione, ha un sapore particolare: uno spazio creato dal nulla dalla mente di un uomo, per custodire e trattenere, ma che ha tutta la forza e la concretezza fisica di un luogo del tutto reale, con i suoi paesaggi diversi, molteplici come le sfaccettature dei sentimenti e dell’animo che li ha creati.

Chi non vorrebbe avere un posto così, dove andare a ripescare e rivivere le emozioni del passato e, soprattutto, dove poter rimediare a errori, dire cose mai dette, stringere ciò che non si vuole lasciar andare?

Un luogo delle seconde occasioni, in cui il tempo è sospeso e dilatato, le paure e i silenzi si possono superare insieme e possono addirittura diventare collante, laddove in passato hanno separato; un posto in cui non esistono un inizio e una fine già definiti, ma si può scegliere quando essere pronti a dirsi davvero addio. Biagio ritorna nell’isola che era stata lo sfondo dei racconti della sua infanzia e che diventa, ora, lo scenario della riscoperta di sé e del suo rapporto con un padre che scopre di conoscere meno di quanto pensasse e che, al contrario, conosce lui e i lati più reconditi del suo cuore molto più di quanto avesse mai immaginato; un luogo in cui il cerchio della sua vita si apre e si chiude.

Gianluca Mercadante scrive del distacco, della perdita e dell’amore, romantico e filiale, con una tenerezza particolare, riuscendo ad essere contemporaneamente toccante, commovente e scanzonato pur affrontando temi delicati come la lenta decadenza del corpo e della mente, la morte e l’inevitabile introspezione a cui ognuno di noi si trova di fronte, più o meno consapevolmente, in situazioni simili.

Mimma

 

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Giorgia Bellone – Sognando di volare

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Con Giorgia Bellone ho viaggiato nei ricordi, nei ricordi tramandati da un nonno ai nipoti, nel viaggio di un ragazzino portato via dal giardino di casa dove stava giocando e facendolo diventare internato civile nei lager nazisti.

Un viaggio che nessun ragazzino vorrebbe fare, ma che una nipote si sente in dovere di trascrivere. Ottavio Allasio racconta ogni tanto qualche ricordo, qualche spezzone di quello che ha vissuto, ma spesso non entra nei particolari, lascia ai nipoti la libertà di interpretazione delle sue parole. Sarà Giorgia a decidere di mettere in questo piccolo, ma ricco libro, i ricordi di un nonno che nonostante tutto è un nonno che dalla sua esperienza insegna quanto dura possa essere stata la vita, ma senza mai smettere di sperare di volare.

Volare con le idee e i pensieri, ma volare come senso di libertà, quella libertà che a lui per un periodo della vita è stata tolta.

Ricordi che devono servire a tutti a non dimenticare, a non perdere la retta via, a prendere il passato per rendere migliore il futuro.

Grazie a Giorgia Bellone e a Ottavio Allasio per averci lasciato questa testimonianza che spero continui il suo percorso all’interno delle scuole.

Anche da adulti si impara sempre, e anche questa volta ho imparato lezioni nuove.

Simona

 

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Frédéric Dard – I bastardi vanno all’inferno

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I bastardi vanno all’inferno” è un noir veramente “nerissimo”, come gli “otto giorni lenti e scuri come la più buia delle notti”, che i protagonisti trascorrono in cella di isolamento e come tutti i giorni e le notti che si susseguono inclementi nell’anonimo carcere, nel sud della Francia, in cui sono rinchiusi.

Hal e Frank, una spia e un poliziotto sotto copertura che ha il compito di estorcergli informazioni. Ma chi è chi? Non lo sappiamo, ma, personalmente, ho smesso di chiedermelo dopo poche pagine, trasportata nell’atmosfera tetra della prigione, in un mondo intriso di crudeltà disumanizzante, in cui il vero fulcro della storia diventa la relazione tra i due prigionieri, che si sviluppa indipendentemente dal loro ruolo iniziale.

Il racconto è breve, intenso e crudele nel suo mettere a nudo la fragilità umana e il lato oscuro di ognuno e la ferocia di un rapporto che la cattività rende sempre più stretto e in cui il bisogno dell’altro e l’istinto di sopravvivenza sconfinano continuamente l’uno nell’altro.

Dard sonda sapientemente l’animo umano, non solo attraverso i personaggi principali, ma affiancando loro comprimari inusualmente “concreti”: primo tra tutti “il Fetente”, compendio di sadismo e perfidia in aperto contrasto con la delicatezza dei fiori che mastica per vezzo e che quasi buca la pagina, per arrivare davanti agli occhi del lettore con la stessa potenza di un ritratto dipinto su tela. E che dire del Muto, che trasmette angoscia con la sua sola presenza continua, discreta e silenziosa, con lo stesso effetto di una disperazione gridata al vento a pieni polmoni?

Tante le suggestioni, dalla sensazione claustrofobica quasi kafkiana della prigionia, all’inevitabile ricordo del Robinson Crusoe di Defoe e la Tempesta di Shakespeare, che fanno di questo romanzo una perla nella produzione di un autore prolifico e irrinunciabile.

Mimma

 

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