Luoghi di libri

Emmanuel Carrère – Yoga

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Emmanuel Carrère è, soprattutto ma non solo, un maestro della scrittura autobiografica. Compito non facile perché qui barare è quasi impossibile, inventare talvolta si può ma con parsimonia e comunque, la verità o la verosimiglianza dei ricordi restano, pur sempre, elementi discutibili. Cosa ricordiamo davvero e con quanta onestà ricordiamo?

Detto questo, Yoga non parla solo di come praticare questa particolare disciplina orientale, di sicuro non si addentra nelle sue componenti filosofiche, ma si concentra piuttosto sul potere della meditazione e le sue molteplici forme e definizioni. Tant’è che inizia proprio con un seminario sulla meditazione al quale l’autore partecipa con l’intenzione – lui che lo yoga lo pratica da trent’anni – di scrivere un arguto saggio sulla sua esperienza. Siamo nel 2015, Carrère si considera un uomo felice, capace di tenere a bada i demoni che da anni lo tormentano, i cani neri della depressione, ma d’improvviso tutto cambia. È costretto a lasciare il centro Vipassana in seguito alla strage di Charlie Hebdo e la morte di un caro amico. Poco dopo è la depressione a piombargli addosso di nuovo e costringerlo a un lungo ricovero nell’ospedale Sainte-Anne di Parigi uscito dal quale si reca in vacanza in Grecia e passa, per scelta, alcuni mesi nell’isola di Leros come volontario in un centro di accoglienza per migranti.

Queste le tappe fondamentali del libro. Ma Carrère divaga fra ricordi e pensieri, ci racconta molto di più. Ci parla di sé, del suo rapporto con lo yoga, delle donne e degli uomini incontrati lungo il cammino della vita, dei luoghi che lo hanno colpito, della sofferenza propria e altrui, di come la depressione sia un vortice di spaventosa oscurità dal quale nulla, neppure lo yoga, sembra poter salvare chi vi sprofonda, di come gli risulti difficile diventare un uomo migliore e quindi uno scrittore migliore. Ci sono capitoli di assoluta desolazione, altri di meraviglia e bellezza espressi in modo mai scontato e pieni di una saggezza e di una compassione ammirevoli. Ci sono la musica e la poesia che gli hanno restituito il sapore della vita, gli amici che l’hanno arricchita anche se in qualche caso sono morti all’improvviso. Yoga è un percorso fatto di luci e ombre lungo il quale l’autore ci invita ad accompagnarlo, per la sua e la nostra soddisfazione e forse anche per la sua e la nostra liberazione dalla sofferenza e dalla negatività.

Un libro ricco e corposo che comunica bellezza e ricchezza di sentire a noi lettori. Inspirate, espirate e voltate pagina. Non ve ne pentirete.

Francesca

 

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Alessandro Robecchi – Una piccola questione di cuore

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Per essere solo “una piccola questione di cuore”, sono tante le persone coinvolte.

Carlo Monterossi, un passato da scrittore e creatore di storie per programmi di intrattenimento, che osservando la vicenda nel suo insieme, ”avvolto dai suoi accappatoi bianchi da pugile suonato”, riflette su che cosa sia davvero questa cosa chiamata amore, capace di creare e spazzare via, unire e dividere con una violenza che tutte le parole dolci che romanzi e canzoni spendono su di lui, mai farebbero sospettare.

Agatina Cirrielli, “una pellaccia, una che ne ha viste tante e non si fa impressionare”, una con un cuore grande, che il mondo lo “fiuta” perché, nonostante tutto, non può cancellare la sua natura di “sbirra”.

Oscar Falcone, investigatore asciutto, capace di fare il suo lavoro e chiudere la questione senza strascichi, senza interesse per ciò che viene dopo. Taciturno, concreto ed efficiente. Ma anche lui, quando si tratta di amore, rimane in qualche modo imprigionato da quella sensazione “vischiosa” che ti si appiccica addosso, di dovere intervenire e ripristinare l’ordine delle cose. Ma quale sia il giusto ordine chi lo sa davvero?

Il sovrintendente Ghezzi, che dopo tanti anni di matrimonio, l’amore crede di averlo scordato e di guardarlo da lontano, ma forse, invece, lo conosce meglio di tutti.

E poi, lui, che si è ritagliato un posto speciale nel mio cuore di nuova lettrice di Alessandro Robecchi: Carella, “lo sbirro che sta sul cazzo agli sbirri, un irregolare, un cane sciolto che torna sempre con l’osso”. Un duro dal cuore più tenero di quanto non sarebbe mai disposto ad ammettere, che fa a pugni con la vita e che con l’amore sembra proprio stonare. Ma in fondo, non sarà anche questo uno dei volti di un sentimento tanto complesso e sempre capace di trovare uno spiraglio anche dove non sembrerebbero essercene?

E poi Ana, Stefano, Bianca, boss mafiosi e manager ambigui, avvocati di grido e giornalisti senza scrupoli. Vite estremamente diverse tra loro, alcune ordinarie, altre spinte ai limiti, ma tutte con una cosa in comune: ruotano intorno all’amore in tutte le sue sfaccettature. E dall’amore vengono divorati: chi perché lo rifiuta, chi perché lo sfrutta, chi invece perché ci crede talmente tanto da essere disposto a qualunque cosa.

“Una piccola questione di cuore” mette in scena una versione moderna e originale di un binomio ben noto alla letteratura: amore e morte. E a ricordarci che così è sempre stato e sempre sarà, i versi del Bardo dell’Avon, che uno come Monterossi non poteva non richiamare alla mente:

Go hence, to have moretalk of these sad things
Some shall be pardoned, and some punished
Fore never was a story of more woe
Than this of Juliet and her Romeo.

Mimma

 

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Valeria Corciolani – Di rosso e di luce

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Edna Silvera torna ed è in gran forma: splendente nel suo abito elegante a una festa dell’alta società, con la sua intelligenza vivace e i suoi modi irriverenti brilla nell’indagine in cui si trova – di nuovo – involontariamente implicata.

Anche questa volta un mistero diventa pretesto per digressioni artistiche che ci riportano a tecniche pittoriche, alla ricerca di significati nascosti nei colori e nei simboli. Come era stato per il giallo nel precedente romanzo, qui è il rosso, in tutte le sue tonalità, a dominare la scena. D’altra parte il rosso, è il colore per eccellenza del file rouge – termine più appropriato che mai, che lega le storie che si intrecciano nel nuovo romanzo di Valeria Corciolani: la passione. Quella di Edna per l’arte e la scoperta, quella del Cavalier Petracchi per i suoi preziosi cimeli da mostrare nel suo piccolo personale “museo”, quella per il proprio lavoro, che porta Lara, timida giovane investigatrice, ad affrontare i fantasmi del passato e del presente a sbocciare, pagina dopo pagina, sotto gli occhi del lettore.

Perfino Edna, in questo tripudio di rosso, colore del fuoco e dell’amore, diventa più malleabile e disposta al contatto con gli esseri umani, da cui ha scelto di isolarsi insieme alle sue “umanissime” galline, uniche compagne nella sua anelata solitudine sulla collina genovese.

La danza del pesce scarlatto mima perfettamente il vagare di Edna e della sua solita squadra di aiutanti, arricchita da una ex allieva rivalutata e da un bel tenebroso (e chi potrebbe avere più dimistichezza con il rosso “sanguigno”, di un affascinante cardiochirurgo?); un continuo passaggio tra miniature del Seicento e statuette Ming, colline genovesi e casali piemontesi, amori passati e futuri, reali o presunti, badanti dalla ferrea disciplina e dimore lussuose e antiche che sembrano uscite da un romanzo di una Agatha Christie dell’era moderna, con tanto di maggiordomo (“nei romanzi gialli d’appendice pare sia sempre il colpevole, nonostante ciò lo scoprono sempre alla fine”).

Quindi… bentornata professoressa Silvera. Alla prossima avventura, certi che le promesse dei nuovi arrivi, non ci deluderanno.

Mimma

 

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AA.VV. – Tutto sotto. Sotto zero

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Sotto Zero, libro che racchiude sedici racconti, ambientati in Piemonte i cui autori hanno dato fantasia al Sotto Zero. Parto con il dire che spesso faccio difficoltà a leggere libri di racconti: una storia breve non soddisfa il mio viaggiare e la mia fantasia, quando termina ho sempre mille domande che dovrei fare all’autore per ampliare la conoscenza di tutta la storia, in primis su tutte la domanda: ma che cosa capita poi a quel personaggio?

Bene questa cosa non è successa con questi racconti, vero è che in alcuni di essi c’è ampio spazio alla fantasia, ma quale libro o storia lunga non lascia questa possibilità? Il Sotto Zero è ampliamente stato toccato da tutti i racconti, ma cosa può essere per voi una storia sotto lo zero? Lo zero inteso come un numero, come una soglia, come un limite, come una temperatura o come che cosa?

I generi che ne escono sono i più svariati e spesso mi chiedo se rimane più difficile condensare una storia in poche battute o se la costruzione di un romanzo rimane sopra di tutto il massimo. Questo lo chiederemo a tutti gli autori non appena li incontreremo in una delle nostre presentazioni.

Mi sono divertita a leggere questo libro, compratelo e non ve ne pentirete: una storia prima di prendere sonno tutte le sere potrebbe alimentare la fantasia dei vostri sogni.

Simona

 

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Sonia Sacrato – L’istinto del gatto

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Cloe Damiani ha terminato il suo incarico come insegnante nella città di Alba, ma non ha alcuna intenzione di trascorrere le vacanze estive da sua madre nel paese di Vas: troppi ricordi la legano a quel luogo dove sei mesi prima, nel cuore dell’inverno, ha risolto un intricato caso di omicidio e si è lasciata travolgere dalla passione per l’ex carabiniere e ora proprietario del bar locale, Fabrizio.

Una pessima idea perché Fabrizio è sposatissimo e perché il colpo di testa è costato a Cloe la rottura con il suo compagno Sandro. Le restano dunque amari ricordi e l’adorato gatto Pablo, unica certezza nella sua vita da single quasi quarantenne. Così Cloe decide di trasferirsi pro tempore a casa dell’amica e mamma sostituta Cristina a Torino. Accolta con l’amore di sempre e i mille manicaretti che la padrona di casa non manca di cucinare, Cloe incontra un giovane nipote della sua ospite, Alex Priante, stagista presso un quotidiano torinese e in rotta con il direttore per un articolo che ha sollevato un polverone. Alex vuole riabilitarsi, ma soprattutto aspira a diventare un vero giornalista per fare la qual cosa gli serve uno scoop con i fiocchi.

Nonostante gli anni che li separano, Cloe e Alex scoprono di avere molto in comune e Cristina fornisce loro un oggetto che potrebbe diventare elemento per un’interessante indagine: un vecchio violino all’interno del quale Cloe e Alex rinvengono una foto ingiallita e un biglietto del Cinema Statuto del 1983. Da qui si dipana una girandola di accadimenti solo in apparenza scollegati fra loro, ma in realtà facenti parte di un’unica trama con singolari diramazioni. Accadimenti che porteranno i nostri eroi in un divertente locale dove si esibiscono splendide drag queen; nella liuteria dell’esperta Silvia Cravero; a casa della sorella di una ragazza perita nel rogo del Cinema Statuto e, per finire, a rischiare la pelle per un’improvvida testimonianza. In parallelo all’indagine di Cloe e Alex si muove quella della questura di Torino, nei panni dell’affascinante vicequestore Luca Ferraris e dei suoi sottoposti Paolo Schiavo e Celeste Priante, sorella di Alex, per scoprire a chi appartiene il cadavere carbonizzato rivenuto in una Punto bianca nei pressi dell’Abbazia di Sant’Antonio di Ranverso e il motivo di quella morte.

Diviso in un Preludio, tre Movimenti, un Interludio e una Coda con cadenza sospesa, questo bel giallo ci accompagna proprio come una sinfonia in giro per una Torino estiva e semi deserta che rammenta al lettore La donna della domenica di Fruttero e Lucentini, non a caso citata nel libro.

Sonia Sacrato non lesina sui colpi di scena e sulla suspense, ma lo fa come sempre con grande bravura e indiscutibile ironia. Perfetti i dialoghi fra i protagonisti e quelli fra i comprimari; tenere e profonde le riflessioni di Cloe sulla sua vita presente e il suo passato; arguti e mai scontati tutti i riferimenti a libri, film e musica; meraviglioso il personaggio della drag queen Rebecca/Roberto. Sulla nostra eroina, infine, veglia il gatto Pablo con il suo innegabile intuito, mentre noi lettori attendiamo con ansia la prossima avventura di Cloe.

Francesca

 

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