Luoghi di libri

Sara Magnoli – Dark web

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E’ un po’ di tempo che ho finito di leggere questo libro, ma avevo bisogno di lasciarlo depositare, per capire appieno il valore che ha avuto per me e per capire come farlo camminare in una società in cui la sensazione è quella di appiattimento.

Sicuramente non avendo figli, quello che Sara Magnoli mi ha lasciato è ben diverso da quello che potrebbe lasciare ad un genitore, ma ho provato a immedesimarmi. Cosa farei io se non mi accorgessi di avere una figlia che si rivolge al web e in questo caso al Dark Web per ricevere attenzioni? Non sempre la risposta è: sono un cattivo educatore, non sono stata in grado di allevare i miei figli con principi morali solidi. Si possono nascondere dietro questa risposta sfaccettature diverse a mio avviso: curiosità adolescenziale, provare un brivido, mancanza di attenzioni per situazioni famigliari non ben chiare. Non sono nemmeno psicologa per affrontare un’analisi tanto accurata, ma so per certo che Dark Web è un libro che porta a nudo sentimenti e quesiti importanti per gli adulti e può essere un punto di inizio per affrontare il discorso con gli adolescenti.

Non voglio descrivervi la storia, spero che sia la capacità di ogni lettore, quella di immaginarsi in uno scenario tanto attuale. Sarei però grata a tutti i ragazzi che lo hanno letto e lo leggeranno di provare a partecipare in incognito a una sorta di “i miei pensieri dopo Dark Web”. L’amicizia sarà il fulcro di tutto, sarà la cosa più importante, l’ancora di salvezza nei momenti bui, nei momenti di vergogna dove tutto si vorrebbe cancellare, ma non si può.

Da adulta quello del dark web è un mondo che non capisco, a cui non so dare spiegazioni nella mia testa, ma purtroppo esiste e tutti probabilmente dobbiamo accettarlo e affrontarlo per quello che è, mettendo in guardia i nostri ragazzi, insegnando loro che la noia, o la presunta noia, porta a percorrere strade e viali che non sono fioriti, ma spazi angusti e bui da dove spesso è difficile fare ritorno in modo sereno.

Sara Magnoli ha scritto quello che definisco per me un “piccolo capolavoro”, è riuscita a immedesimarsi nella voce dei giovani con maestria. Spero vivamente che le scuole e gli insegnanti possano prendere spunto da questo libro per aiutare tutti i ragazzi a percorrere autostrade di luce, di colori e di profumi, perché la vita merita di essere vissuta anche quando le salite sembrano insormontabili.

 

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Barbara Comyns – La ragazza che levita

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Morta la regina Vittoria, la Londra Edoardiana si presenta sempre più spaccata in due tra miseria e splendore: il progresso e le nuove architetture hanno come sfondo fabbriche e sobborghi operai e una densa nebbia giallognola ricopre la città.

Alice, la protagonista di questo romanzo che potremmo definire un moderno gothic novel, non è la protagonista della fiaba di Carroll. La Alice di Barbara Comyns vive una realtà che è peggiore di qualsiasi fantasia: un padre violento e crudele, una madre debole e malata, degli amici che non riescono a proteggerla e una donna, Rosa Fisher; che alterna momenti di compassione a attimi di vera malvagità. Come la più famosa Cenerentola, alla morte delle madre, Alice si trasforma nella serva della nuova matrigna. In seguito, tenterà di cambiare vita, allontanandosi da Londra, ma sarà costretta a farvi ritorno dopo aver vissuto altre peripezie. Non c’è amore nell’orizzonte che l’autrice ricama per la sua protagonista, ma solo sopraffazione e sofferenza. Sembra proprio non esserci pace per una ragazza nella sua posizione. Ed è così che Alice trova il modo per sganciarsi da una realtà così orrenda che sembra non lasciarle scampo.

Magistrale la conclusione della Comyns che riconduce gli eventi ad un fatto di cronaca e dà, lungo tutta la narrazione, elementi geografici reali per permettere al lettore una maggiore immedesimazione in un fatto distante oltre cento anni.

Da leggere se amate le descrizioni dettagliate dei luoghi e la psicologia dei personaggi che rendono quasi secondaria la vicenda centrale, preannunciata dal titolo, mentre danno una perfetta descrizione del ruolo riservato alla donna nella Londra di inizio XX secolo. Un po’ come in “The Turn of the Screw” di Henry James, ritroverete un’atmosfera di piacevole inquietudine.

 

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Laura Orsolini – Play

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Ci sono libri che escono in commercio destinati a un pubblico di ragazzi, ma che sono utilissimi per le riflessioni degli adulti.

Play parla di un ragazzo succube della Playstation, i giorni e le notti divisi tra poche ore di scuola e cicli di livelli alla console del gioco. Tutto quello che porta a diventare l’essere dominati da qualcosa è scritto con abilità in questo libro: problemi di salute, difficoltà a riconoscersi nel “branco” compagni di scuola, estraniarsi da tutto quello che ci circonda, aggressività e isolamento.

Per certi versi un mondo più facile, per altri no. Si arriva a pensare e a sognare di essere il protagonista del gioco, con incubi notturni di rilievo. Ma fortunatamente la vita ci circonda di persone che possono salvarci, anche senza saperlo o senza volerlo. Capitano per caso sul nostro cammino e basta uno sguardo per accendere una luce, una piccola fiammella per alimentare un grande fuoco.

Così tornano le emozioni, i sentimenti, le sensazioni, la capacità di vedere colori e rapportarsi con il prossimo. Amore della famiglia, in questo caso di una mamma, la vicinanza di un professore che ci stima e ci stimola, l’accorgersi di un’amica al nostro fianco, basta veramente poco per salvarci e in questo caso per salvare Vasco da se stesso e dalla non percezione di cosa lo contorna.

Questa storia insegna: ci prende per mano e ci porta nel baratro del gioco per riaccendere la luce toccando temi come l’amicizia, l’amore, il perdono, la vicinanza, l’arroganza, ma soprattutto la cognizione che siamo qualcuno e che siamo importanti per noi stessi.

La vita va vissuta non attraverso un gioco.

 

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Luca Bianchini – Baci da Polignano

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Polignano è quella perla incastonata nella roccia a metà strada tra il Gargano e il Salento, dove cielo e mare si fondono in un blu così profondo da aver ispirato Domenico Modugno per la sua “Volare”.

In questa cornice che ci conquista per la bellezza mozzafiato dei suoi paesaggi e la naturalezza dei personaggi, ritroviamo i protagonisti di “Io che amo solo te”, alcuni anni dopo il matrimonio di Chiara e Damiano. Nonostante siano cresciuti (e invecchiati) le loro vite gravitano ancora tutte intorno a Polignano.

Luca Bianchini ci presenta in media res un romanzo in cui il “girl power” la fa da padrone: da Matilde, che stanca di essere sempre “la seconda scelta” del marito intreccia una relazione seria con Pasqualino Settebellezze, tuttofare degli Scagliusi, Chiara che si invaghisce di un giovane futuro sposo di cui sta seguendo il matrimonio. Tra tutte le donne del romanzo emerge sempre lei, Ninella, che per una volta nella vita parrebbe aver scelto la leggerezza e la felicità che ha il volto di un bell’architetto milanese, detto anche il toy-boy, vista la differenza d’età.

Fanno da sfondo i personaggi secondari e le loro storie: Orlando in cerca dell’Amore, Nancy che vuole diventare collega di Chiara Ferragni, la Signora Labbate ormai non solo più pettegola del paese ma anche donna d’affari, lo zio Franco e i suoi affari al limite della legalità e infine la zia Dora, giunta da Castelfranco Veneto per spartire un’eredità.

Bianchini gioca a confermare e sfatare miti e luoghi comuni, in una commistione di descrizioni evocative ora del Nord ora del Sud, dove tutto poi si mescola in nome dei sentimenti, pur rimanendo fedele a se stesso. Le caratteristiche dei personaggi vengono esaltate dall’uso consapevole del dialetto e dell’intercalare nei vari dialoghi che, come in una pièce teatrale, tengono il ritmo della narrazione sempre vivace.

Don Mimì, Ninella, Chiara, Damiano, Orlando, Matilde, Franco e persino la zia Dora ci accompagnano ancora una volta, mano nella mano, in una Polignano che non è solo turisti e villeggiatura ma è soprattutto calette nascoste in cui ci si può baciare al chiaro di luna, scogli da cui tuffarsi all’alba, spiagge in cui campeggiare abbracciati.

Non manca la parte sui manicaretti (panzerotti e cozze impanate) che non c’è modo migliore di dimostrare il proprio affetto che cucinare per chi si ama.

Insomma, “Baci da Polignano” è proprio una cartolina di saluti da personaggi che abbiamo tanto amato nel primo romanzo e che ci invitano ancora una volta ad entrare nelle loro storie, consapevoli che, davanti a tanta bellezza, il finale non potrà essere altro che il migliore possibile.

 

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Elisa Bedoni – Il vento non si arrende

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Per una volta parto dalla copertina del libro: Biplane Edizione azzecca sempre l’impatto visivo, non delude e le copertine che presenta portano sempre a innamorarsi del libro prima ancora di averlo letto.

Tanti sono gli ingredienti che si mescolano in questo romanzo e che ti insegnano quali siano le regole del volo. Amore, amicizia, passione, delusione, sogni, fallimenti, attese, orgoglio, tutto mescolato con un pizzico di cuore che portano sempre a un risultato finale, che non sapremo mai se sarà giusto o sbagliato ma avremo una strada da percorrere nuova.

Ho amato questa storia e questo libro, forse perché nella mia testa piena di storie c’è sempre posto per un uomo come Leo, libero, che ti mette davanti alle verità disarmanti della vita e delle situazioni.

Ma ho tanto amato anche l’amicizia di Daria e Sam, quelle amicizie senza limiti, assortite in modo perfetto che un giorno, però, incontrano sulla strada un granello di sabbia che ostruisce il meccanismo e allora le strade in discesa diventano salite insormontabili e non sai se le fondamenta di quel rapporto siano poi così solide.

Ma questa è la vita, questo è il percorso che in qualche modo tutti dobbiamo percorrere, con salite, discese, fallimenti, vittorie, dobbiamo solo temprarci e prepararci per sopravvivere alle tempeste, ma se abbiamo intorno a noi amici veri tutto risulta più semplice.

Avevo bisogno forse oggi di leggere un libro così: è un libro che mi ha fatto volare, mi ha fatto guardare le situazioni da un’altra angolazione. E’ un libro che passa come un soffio, di un’armonia e una sensibilità disarmanti anche quando racconta cose crude mettendoti davanti ai fallimenti.

Vale la pena leggerlo in profondità, percorrere con Elisa Bedoni i passi da Milano a Gubbio dopo una violenta tempesta di acqua e vento che ha distrutto le vite di tante famiglie nei dintorni di Milano nel 2001.

Anche questa volta il vento non si è arreso e ha fatto il suo percorso: fatelo anche voi con lui leggendo questa storia.

 

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