Luoghi di libri

Sara Magnoli – Il cuore in guerra

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Il retro del libro porta questa frase “La storia del Fermo e Lucia non è mai stata più attuale. Leggere Manzoni oggi è facile attraverso le parole di Sara Magnoli”.

Iniziano qui le mie confessioni: io ho iniziato a leggere veramente quando ho amato la storia dei Promessi Sposi, io che non ho fatto licei, ma scuola professionale, il mondo letterario era qualcosa di secondario nella nostra preparazione. Sono poi passata come tutti gli adolescenti tra Agatha Christie e libri rosa, ma Manzoni mi ha sempre affascinato.

Ed ecco che Sara Magnoli decide di prendere la storia di Fermo e Lucia e di ambientarla nel presente, nel nostro oggi. Noura e Lorenzo, Rudy, la Prof Cristofori, Il Principe della Piazza, ognuno di loro prende un ruolo della vecchia storia, dando vita a una nuova storia, quella che ognuno di noi incontra quasi tutti i giorni. Uno spaccato di società, uno spaccato dei ragazzi di oggi che troviamo sulla nostra strada tutte le mattine aspettando un treno o un bus. Etnie diverse che si mescolano e che “tentano” di integrarsi, ogni tanto riuscendo nell’intento ogni tanto no.

Fa pensare questo libro; è un libro in cui Sara crede, e anche noi di Luoghi di Libri, un libro che dovrebbe essere usato in tutte le scuole per insegnare Manzoni, ma per insegnare l’oggi, le differenze, le cattiverie, la paura, i gesti fatti per ferire. Una storia che analizzata porta a chiedersi chi ci circonda e perché spesso si reagisce solo per cattiveria e per egoismo.

Quando ho finito di leggerlo mi sono fatta questa domanda: gli adolescenti del 2023 sono nella maggioranza come Rudy o come Lorenzo? Anche nella mia adolescenza c’erano i buoni e i cattivi, ma forse avevamo meno mezzi e meno noia addosso, forse avevamo meno contatti con chi arrivava da etnie e mondi culturali diversi dal nostro. Ma devo essere sincera oggi tutto questo mi spaventa.

Docenti leggete questo libro, contattate Pelledoca Edizione e portate questa meravigliosa donna che sta portando alla luce nei suoi libri tanti punti oscuri dei giovani di oggi nelle vostre scuole. Sarà sicuramente un valore aggiunto per chi avrà la voglia di ascoltarla con il cuore in mano senza avere un cuore in guerra.

Simona

 

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Fabrizio Carcano – La quinta carta

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Com’è bella e spaventosa la Milano del 2023 raccontata in questo noir sincopato e martellante di Fabrizio Carcano, milanese lui stesso e giornalista professionista, diciassettesima avventura fra i misteri di una città dove c’è sempre qualcosa di nuovo da scoprire.

Il vicequestore Bruno Ardigò, capo della Sezione Omicidi e Reati contro la persona, si trova a fronteggiare un caso di estrema difficoltà. Un assassino seriale ha deciso di giocare con lui presentandogli, attraverso enigmatiche missive accompagnate da strane carte da gioco, gli omicidi che intende commettere avvertendolo che l’ultimo della serie sarà proprio lui, l’odiato vicequestore della Omicidi. E benché Ardigò sia un poliziotto tosto e navigato, nonché buon conoscitore dei meccanismi che muovono i delinquenti di quel tipo, c’è ben poco che può fare per anticiparne le mosse e i morti si accumulano.

Non sembra esserci una logica nella scelta delle vittime: un ex boss della mala calabrese Domenico Sunseri, ormai vecchio e malato di tumore; Jerry Carbone, titolare di un’agenzia di viaggi; il ricco e altezzoso notaio Berthier. Qual è il legame fra persone così diverse e distanti per posizione sociale e lavoro? Tutti uccisi con una vecchia Colt M911, ma neppure questo è di qualche utilità per Ardigò e colleghi. Il vicequestore le prova tutte. Cerca aiuto presso lo psichiatra e profiler Luca Nebuloni – un tempo famoso e ora condannato per uxoricidio -; si avvale di un’esperta di cartomanzia, Elena Cartotto, che gli viene consigliata dall’amico giornalista Federico Malerba, ma niente. Intanto, Milano vive la morte di Berlusconi, subisce i terribili problemi legati al traffico di rifiuti che le ecomafie trasportano dal Sud al Nord e bruciano o seppelliscono in terreni che diventeranno edificabili, si addolora per l’incendio forse doloso di una RSA.

Carcano è più che bravo a tenere i suoi lettori con il fiato sospeso pagina dopo pagina mentre ci porta in giro per una Milano in costante cambiamento eppure intatta nel suo centro storico, bella e inquietante come dicevamo all’inizio, e ci racconta una storia di dolore, autocommiserazione e vendetta.

Francesca

 

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Viola Ardone – Grande meraviglia

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Viola Ardone chiude un’ideale trilogia del Novecento con una celebrazione della vita delicata e struggente, con una vicenda che trasuda fiducia nella tenerezza dell’amore e nella possibilità di rinascita che ognuno di noi ha, al di là dei pregiudizi, delle mura reali o astratte che non ci permetterebbero di essere noi stessi.

Una storia in cui si intrecciano follia e desiderio di libertà, in cui i muri non si abbattono con un piccone ma con la forza di affermare i propri diritti, in cui è il nutrimento dell’anima più che quello del corpo, a mantenerci in vita; in cui le aspirazioni dell’uno diventano la forza dell’altro, in cui i legami vanno oltre i vincoli di sangue.

Ogni vita è calamita, anche quella più appassita. Io sto dentro al mezzomondo: pure questa è vita in fondo”: questa è la storia di Elba, un personaggio in cui all’inizio può essere difficile immedesimarsi, ma che conquista con la sua infinita forza, di cui nemmeno lei stessa è consapevole. Una ragazzina marchiata alla nascita, che nessuno, a parte la “sua Mutti” ha mai visto davvero: un’invisibile come tutti gli abitanti del Fascione, che ha bisogno di essere vista da qualcun altro per vedersi. Il dottor Meraviglia è il primo a farlo, senza essere consapevole, – proprio lui che della consapevolezza propria e altrui ha fatto una ragione di vita – del fatto che Elba, ai suoi occhi di giovane e fervente basagliano, è un riflesso di se stesso e della concretizzazione dell’ideale per cui si batte.

Nonostante questo, Elba fiorisce e spicca il volo.

Il confine tra malattia e sanità mentale si perde continuamente, nel passato e nel presente, nella mente di Elba e di Fausto e nel loro legame indissolubile, fatto contemporaneamente di nodi stretti e di lontananza, di dipendenza e libertà. Si perde nelle sfumature di grigio delle tante sfaccettature del “sentire” di ognuno di noi, nelle zone d’ombra di ogni mente, nelle contraddizioni dell’anima e nelle convenzioni di una società che rifiuta ed emargina il diverso, che forse teme perché sa, che in fondo, poi così diverso non è.

Mimma

 

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Erica Arosio, Giorgio Maimone – Mannequin

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Milano, 1965, maggio. In via Passione, nel salone di rappresentanza della White Eagle, si prepara la sfilata italiana della stilista Egle Bianchetti che per anni è vissuta e ha costruito il suo successo a New York. Ora si è alleata con l’industriale tessile Eriprando Clerici e sta per lanciare, con l’aiuto della sua mannequin preferita Ines Corelli, una nuova linea di abiti fatti di tessuti speciali. Il parterre è affollato da celebrità del mondo della moda e dalle autorità cittadine nonché da giornalisti e fotografi. Tutto sembra filare liscio sebbene la bellissima Ines non appaia, cosa di cui in molti si stupiscono. Ma, all’improvviso, arrivano al pubblico attonito le urla di un litigio dietro le quinte: Egle e Ines si stanno azzuffando come tigri. Si accusano a vicenda di tradimenti e imbrogli in un crescendo preoccupante che termina con il grido di Ines: “Ti uccido se non dici la verità!”. Così, quando il giorno dopo il cadavere di Egle viene rinvenuto nel suo alloggio milanese, Ines, immaginando di diventare la prima sospettata, corre nello studio dell’avvocatessa Greta Morandi per affidarsi a lei. La sua bellezza lascia Greta senza fiato:
La bellezza è un valore, come l’intelligenza, come la cultura. La differenza è che non nasce dal merito, la bellezza te la ritrovi gratis. Ines la usa per incantare uomini e donne.” (pag. 37).

Di certo non incanta il navigato Marlon, al secolo Mario Longoni, detective per lo studio Morandi, e neppure il giudice Umberto Nardi che si occupa del caso ed è da anni il principale avversario di Greta in tribunale. Presente alla sfilata, ha assistito anche lui alla sfuriata e non esita a convocare la modella nel suo ufficio e a incriminarla per il delitto spedendola a San Vittore. Ora tocca a Greta scagionare la sua assistita, ma il compito si rivela improbo e le difficoltà aumentano con l’accanirsi di due giornalisti del quotidiano milanese Il Sorpasso che sembrano essere sempre un passo avanti agli investigatori. Chi è, si chiede Marlon, il loro suggeritore occulto? E fra tutti i coinvolti o sospettati, in quanti nascondono la verità sui rapporti fra le due donne e fra queste e l’imprenditore Clerici? Invidia, avidità e una lotta manifesta fra vecchia guardia e giovani iniziative sono forse alla base del delitto? A peggiorare le cose arriva un secondo omicidio: quello della equivoca esperta di moda Diana che ha scattato una foto di troppo…

I giornalisti e autori di questo giallo spumeggiante, Erica Arosio e Giorgio Maimone scrivono a quattro mani ormai da anni e sono veramente bravi non solo nella costruzione dell’indagine, ma nella presentazione dei personaggi, nei frizzanti dialoghi e nel descrizione di una Milano di cui è impossibile non innamorarsi. Un tocco di classe le molte citazioni dalle canzoni dei Beatles ad inizio capitoli e la rievocazione finale del celebre concerto al Vigorelli di Milano.

Francesca

 

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Caterina Falconi – Rose di Capodanno

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Teramo, Abruzzo, ultimo giorno dell’anno 2017. Domenico, addetto alle pulizie presso la Casa del Sorriso in frazione Centogatti, un istituto cattolico per la riabilitazione di portatori di disabilità gestito dalle suore Gertrudine, fa una macabra scoperta. Al centro della palestra che si apprestava a pulire, giace, in una posa lasciva e scomposta, il corpo di Claudia Paladini, da otto anni assistente educatrice nell’Istituto. Claudia era una gran bella donna di quarantatré anni con un triste passato – abbandonata dal marito, aveva perso per una terribile malattia l’unico figlio – e un presente molto chiacchierato fra i colleghi.

Si vocifera che, nonostante l’ineccepibile curriculum lavorativo, sia una di facili costumi e che la Madre Superiora, suor Maura, abbia sempre chiuso ambedue gli occhi sulla vita di Claudia fuori da quelle mura. A indagare sul delitto arrivano il magistrato Manuela Travaglini e l’ispettore capo della Squadra Mobile di Teramo, la giovane Vera Ferri, nota non solo per la sua avvenenza, ma soprattutto per la perizia con la quale conduce le indagini e la grande empatia che dimostra. Anche Vera ha trascorsi tormentati e dolorosi dai quali, nonostante gli anni passati e l’aiuto del suo amico e compagno di scuola, lo psichiatra Massimo Dejana, non riesce ancora a liberarsi. Tempo addietro è caduta nella rete di un narcisista maligno, la peggior specie di manipolatore che esista, maestro nel creare con la vittima prescelta una relazione tossica e distruttiva.

L’abuso è come un’opera architettonica, una complessa concrezione del male, può essere interpretato da più angoli prospettici, ha svariati accessi e poche uscite.

Vera, dunque, ha giurato che se mai nella vita si fosse imbattuta in crimini legati a questa orribile patologia, che vede le donne vittime di psicopatici senza possibilità di recupero, avrebbe ottenuto per loro giustizia e massima pena per i colpevoli. Nel caso di Claudia Paladino, sono molti gli elementi che la spingono a cercare il reo fra i manipolatori. Affiancata dal magistrato Travaglini, dalla giovane ispettrice Stella Bellosguardo, da Massimo Dejana, dalla Scientifica e dal suo capo, il commissario Mariano Farandola – solo temporaneamente fuori servizio, ma in realtà coinvolto nell’indagine – Vera verrà a capo della complessa vicenda rischiando a sua volta la vita.

Caterina Falconi, con questo thriller ad alta tensione, estremamente ben costruito e documentato, non solo mette in guardia ogni donna da un rischio reale eppure sfuggente – quello di credere di essere amate da uomini che in realtà capitalizzano sulla sofferenza e l’umiliazione inflitte alle loro compagne – ma ricostruisce per i lettori un Abruzzo ancora piagato dal terremoto e le vite complesse e intrecciate dei suoi protagonisti.

Francesca

 

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