Luoghi di libri

Alessia Gazzola – Costanza e i buoni propositi

Vai alla scheda del libro

Il primo buon proposito era il mio e sono lieta di averlo seguito: non fermarmi alla prima avventura del nuovo personaggio di Alessia Gazzola, Costanza al suo esordio non mi aveva convinta. Da lettrice affezionata ad Alice Allevi l’avevo trovata molto simile a lei, ma priva delle “stravaganze” che di Alice tanto mi piacevano e, quindi, meno accattivante.

Questa volta Costanza è diversa: più matura di come l’avevamo lasciata, e decisamente differente da Alice e questa evoluzione non guasta affatto, anzi.

Anche questa volta alle vicende di Costanza si accosta un mistero, che affonda le radici nel passato e che spetterà alla nostra paleopatologa indagare e risolvere; una parte ben strutturata e approfondita in cui si racconta una storia parallela, in cui leggenda e verità storica sono sapientemente mescolate e che lambisce la vita di Costanza, appassionandola e avvicinandola a un mondo lontano dalle sue aspirazioni, in cui si era rassegnata a “sopravvivere” solo per qualche tempo, in attesa di realizzare il suo sogno e aprire le ali per volare oltre Manica. Ma, del resto, se la sua vita privata è stata così tanto sconvolta da un vissuto che diventa più presente che mai, perché anche il suo lavoro, i suoi colleghi e le tante storie che il passato ha da raccontare, non dovrebbero assumere importanza e spessore diversi da quelli che si aspettava?

Questa dimensione affettiva meno rigida, che non sfora nel salto nel vuoto a cui era avvezza anni prima, fa di Costanza, finalmente, una adulta a tutto tondo, pronta ad affrontare la vita per sé e per la figlia. E, diciamolo, ce la rende anche un po’ più simpatica.

Mimma

 

Ti interessa acquistare questo titolo? Vai allo store!

Amazon

Feltrinelli

IBS

Mondadori Store



Verifica la disponibilità in biblioteca (SBN – Servizio Bibliotecario Nazionale)

Posted in recensioniLeave a Comment on Alessia Gazzola – Costanza e i buoni propositi

Gianluca Mercadante – L’Isola senza Tempo

Vai alla scheda del libro

L’Isola Senza Tempo è un “non luogo” e per noi di Luoghi di libri, che ai luoghi facciamo particolare attenzione, ha un sapore particolare: uno spazio creato dal nulla dalla mente di un uomo, per custodire e trattenere, ma che ha tutta la forza e la concretezza fisica di un luogo del tutto reale, con i suoi paesaggi diversi, molteplici come le sfaccettature dei sentimenti e dell’animo che li ha creati.

Chi non vorrebbe avere un posto così, dove andare a ripescare e rivivere le emozioni del passato e, soprattutto, dove poter rimediare a errori, dire cose mai dette, stringere ciò che non si vuole lasciar andare?

Un luogo delle seconde occasioni, in cui il tempo è sospeso e dilatato, le paure e i silenzi si possono superare insieme e possono addirittura diventare collante, laddove in passato hanno separato; un posto in cui non esistono un inizio e una fine già definiti, ma si può scegliere quando essere pronti a dirsi davvero addio. Biagio ritorna nell’isola che era stata lo sfondo dei racconti della sua infanzia e che diventa, ora, lo scenario della riscoperta di sé e del suo rapporto con un padre che scopre di conoscere meno di quanto pensasse e che, al contrario, conosce lui e i lati più reconditi del suo cuore molto più di quanto avesse mai immaginato; un luogo in cui il cerchio della sua vita si apre e si chiude.

Gianluca Mercadante scrive del distacco, della perdita e dell’amore, romantico e filiale, con una tenerezza particolare, riuscendo ad essere contemporaneamente toccante, commovente e scanzonato pur affrontando temi delicati come la lenta decadenza del corpo e della mente, la morte e l’inevitabile introspezione a cui ognuno di noi si trova di fronte, più o meno consapevolmente, in situazioni simili.

Mimma

 

Ti interessa acquistare questo titolo? Vai allo store!

Amazon

Feltrinelli

IBS

Mondadori Store



Verifica la disponibilità in biblioteca (SBN – Servizio Bibliotecario Nazionale)

Posted in recensioniLeave a Comment on Gianluca Mercadante – L’Isola senza Tempo

Frédéric Dard – I bastardi vanno all’inferno

Vai alla scheda del libro

I bastardi vanno all’inferno” è un noir veramente “nerissimo”, come gli “otto giorni lenti e scuri come la più buia delle notti”, che i protagonisti trascorrono in cella di isolamento e come tutti i giorni e le notti che si susseguono inclementi nell’anonimo carcere, nel sud della Francia, in cui sono rinchiusi.

Hal e Frank, una spia e un poliziotto sotto copertura che ha il compito di estorcergli informazioni. Ma chi è chi? Non lo sappiamo, ma, personalmente, ho smesso di chiedermelo dopo poche pagine, trasportata nell’atmosfera tetra della prigione, in un mondo intriso di crudeltà disumanizzante, in cui il vero fulcro della storia diventa la relazione tra i due prigionieri, che si sviluppa indipendentemente dal loro ruolo iniziale.

Il racconto è breve, intenso e crudele nel suo mettere a nudo la fragilità umana e il lato oscuro di ognuno e la ferocia di un rapporto che la cattività rende sempre più stretto e in cui il bisogno dell’altro e l’istinto di sopravvivenza sconfinano continuamente l’uno nell’altro.

Dard sonda sapientemente l’animo umano, non solo attraverso i personaggi principali, ma affiancando loro comprimari inusualmente “concreti”: primo tra tutti “il Fetente”, compendio di sadismo e perfidia in aperto contrasto con la delicatezza dei fiori che mastica per vezzo e che quasi buca la pagina, per arrivare davanti agli occhi del lettore con la stessa potenza di un ritratto dipinto su tela. E che dire del Muto, che trasmette angoscia con la sua sola presenza continua, discreta e silenziosa, con lo stesso effetto di una disperazione gridata al vento a pieni polmoni?

Tante le suggestioni, dalla sensazione claustrofobica quasi kafkiana della prigionia, all’inevitabile ricordo del Robinson Crusoe di Defoe e la Tempesta di Shakespeare, che fanno di questo romanzo una perla nella produzione di un autore prolifico e irrinunciabile.

Mimma

 

Ti interessa acquistare questo titolo? Vai allo store!

Amazon

Feltrinelli

IBS

Mondadori Store



Verifica la disponibilità in biblioteca (SBN – Servizio Bibliotecario Nazionale)

Posted in recensioniLeave a Comment on Frédéric Dard – I bastardi vanno all’inferno

Giuseppe Catozzella – Italiana

Vai alla scheda del libro

Ho già avuto modo di dire che le biografie non sono il mio genere preferito, ma anche questa volta mi sono imbattuta in un modo particolare di raccontare la storia di una vita. L’unità d’Italia, le condizioni della popolazione prima, durante e dopo l’arrivo di Garibaldi nel meridione, il brigantaggio con le sue origini e le sue ragioni, sono una pagina della storia del nostro paese tra le più controverse e, per questo, spesso ignorate. Giuseppe Catozzella ci porta proprio in quella che ancora non era l’Italia unita, nelle campagne, dove la gente vedeva nelle camicie rosse la possibilità di riscatto e uguaglianza, la fine della sudditanza ai ricchi padroni da cui veniva sfruttata. Ci racconta la storia di una bambina, che in quel clima cresce e diventa donna, in mezzo alla crudeltà della miseria, che non toglie solo il pane, ma porta via gli affetti e la dignità. Ci mostra fino a che punto l’indigenza o il terrore di ricaderci possono portare a cancellare anche i legami di sangue e rendere perfidi e vendicativi, disposti a sacrificare la propria famiglia pur di non privarsi degli agi. Ci descrive una elite di possidenti e nobili, che cambia faccia con il mutare dell’assetto politico e rimane sempre uguale a se stessa, riportandoci alla memoria le parole del principe Tancredi di Giuseppe Tomasi di Lampedusa: “se vogliamo che tutto rimanga come è, bisogna che tutto cambi”. Una lezione per l’epoca tristemente italiana, come “Italiana” è Maria Oliverio, che, invece, crede nel cambiamento radicale e lotta perché diventi reale, perché per lei e per quelli come lei, è l’unica possibilità di sopravvivenza.

Il racconto mescola verità storiche documentate alle tante leggende fiorite intorno alla figura di Ciccilla, nome assunto da Maria a capo di un banda di briganti, prendendola per mano da quando, bambina china sui libri, cerca l’emancipazione nella conoscenza, fino a quando, scontratasi per l’ennesima volta con la feroce invidia di chi le sbarra la strada, diventa una donna con una nuova miseria ad attenderla: quella della delusione e della violenza. E’ allora che Maria diventa Ciccilla, sui sentieri impervi della Sila, accompagnata dalla lupa che la segue ovunque, alla conquista di ciò che è “giusto”: “se ho usato un coltello per tagliarmi i capelli e mi sono vestita da uomo non è stato per essere come uno di loro. Se l’ho fatto è stato perché, senza, non mi sarei mai liberata. Senza, sarei rimasta Maria”.

L’autore delinea un periodo storico che non è solo lo sfondo, ma è il vero motore delle azioni dei personaggi, di cui emerge, nel bene e nel male, la profonda complessità della natura dell’animo umano: dalla perfida Teresa, al disperato Pietro che non pare non trovare pace se non nella guerra e nell’ira, a Maria stessa, dipinta dalla gente come “una specie di mostro, mezzo animale e mezzo donna, un essere che portava morte e distruzione, il terrore dei bersaglieri”.

Maria vive e muore sotto gli occhi del lettore, affidando il suo messaggio di speranza e forza, al vento in cui si disperde un grido: ”Italiana”, tanto più potente perché affidato a chi, pur distante e costretto a braccarla, ha conosciuto la sua indole libera e dà a quella parola il suo significato più vero e profondo.

Mimma

 

Ti interessa acquistare questo titolo? Vai allo store!

Amazon

Feltrinelli

IBS

Mondadori Store



Verifica la disponibilità in biblioteca (SBN – Servizio Bibliotecario Nazionale)

Posted in recensioniLeave a Comment on Giuseppe Catozzella – Italiana

Andrea Bajani – Il libro delle case

Vai alla scheda del libro

Originale è il primo aggettivo che mi viene in mente per questo romanzo così diverso da quanto mi è capitato di leggere finora. L’idea che le case “vivano” dello spirito, delle gioie e dei dolori di chi le abita è affascinante: vi è mai successo di entrare in casa di persone sconosciute e percepire qualcosa di indefinibile? A me sì, spesso: che fosse ció che rimaneva dell’essenza di tutte le persone passate tra quelle mura?

I personaggi di Andrea Bajani sono completamente calati nei propri ruoli, tanto da essere identificati proprio con il posto che ricoprono rispetto a quello principale: sfilano quindi davanti a noi Madre, Padre, Nonna e Sorella di Io, protagonista umano, ma, in fondo, attore secondario rispetto alle case che vedono lui e la sua Famiglia vecchia e nuova, crescere, gioire, piangere, amare, morire. Le stanze che assistono agli eventi delle loro vite ne riflettono, come specchi fedeli, le emozioni assorbendo, allo stesso tempo, un po’ di ognuno di loro, per tornare a trasmetterlo ai sensi di chi verrà dopo: “ogni scoria di vita precedente, ogni frammento di voce rimasta nella casa” è “trattenuta dalla polvere sui muri“.

Ma che cosa definiamo “casa”? Deve essere per forza fatta di mattoni o si può chiamare così qualunque luogo “contenga” qualcosa di noi? Forse è proprio questo che mi ha colpita: ogni volta che proviamo un’emozione o che accade un evento il posto in cui avviene ne diventa la dimora: per un bambino il televisore può essere la casa del volto che vi vede trasmesso ogni giorno; una macchina, per qualcuno, può diventare la “casa della morte”; il tribunale, può essere considerato la casa della legge? Un conto corrente é la casa del risparmio?

Il libro delle case ci trasporta in un mondo quasi surreale, partendo dagli anni 60, passando attraverso la morte di Pasolini e il sequestro di Aldo Moro, per poi nel portarci bruscamente al 2020 insieme a Io, a vivere la sua routine aspettando di tornare “a morire di morte varia, e non sono dell’unica che ammazza, della morte ufficiale di quest’anno, la morte per troppa vicinanza”. E di certo, a guardare le case con occhi diversi.

Mimma

 

Ti interessa acquistare questo titolo? Vai allo store!

Amazon

Feltrinelli

IBS

Mondadori Store



Verifica la disponibilità in biblioteca (SBN – Servizio Bibliotecario Nazionale)

Posted in recensioniLeave a Comment on Andrea Bajani – Il libro delle case