Flavio Balsi – Paul McPherson e il potere primordiale. Il popolo arcaico

Vai alla scheda del libro

Siamo abituati a romanzi fantasy, trilogie, quadrilogie, pentalogie eccetera, ambientate in luoghi fantastici con alcune eccezioni che coinvolgono città straniere, americane soprattutto. Nel romanzo di Flavio Balsi, primo di una trilogia, tra i vari luoghi dove si muovono i personaggi c’è anche Torino.

Abitavo sulla collina torinese in una casa indipendente. Il nonno l’aveva acquistata prima che io nascessi e immaginavo non fosse costata poco.” Suona strano, vero? Abbinare il termine fantasy a città italiane. Eppure Flavio Balsi ci vuole abituare a sconvolgere questa stranezza. Nel suo romanzo, anzi, nella trilogia che vede protagonista Paul McPherson, come in ogni fantasy che si rispetti, troviamo l’eterna lotta tra il bene e il male. Abbiamo i buoni e, contro di loro, i cattivi. All’apparenza sembra banale, quasi da dire “tutto lì?”. Tutto lì, sì, se non teniamo conto del ritmo incalzante degli eventi, dei co-protagonisti ben disegnati dalla penna dell’autore, della consistente dose di avventura che scorre nelle pagine e, non da ultima, della dimensione umana di un eroe per caso, permettetemi di definirlo così e dei suoi compagni. Non mi pare poco, anzi. Con questo primo episodio Flavio inizia a catturare la nostra curiosità, soprattutto quella dei giovani lettori, e ci invita a proseguire per scoprire come andrà a finire.

E allora, chi la spunterà tra Pangeani e Pantalassiani? Leggere per scoprirlo!

 

Ti interessa acquistare questo titolo? Vai allo store!

Amazon

Feltrinelli

IBS

Mondadori Store



Verifica la disponibilità in biblioteca (SBN – Servizio Bibliotecario Nazionale)

Visualizza la mappa delle biblioteche (Anagrafe Biblioteche Italiane)

Stefania Bertola – Divino Amore

Vai alla scheda del libro

“Ho bisogno di un consiglio. Cioè, veramente ho bisogno di cinquantamila euro, ma il modo per ottenerli ce l’avrei. Solo che è un crimine. Vorrei il vostro parere.”

A richiedere il consiglio è Lucia Lombardi, una wedding planner titolare dell’agenzia Il Palazzo degli Sposi, organizzatrice di matrimoni che di sobrio non hanno neppure la minima parvenza e più che cerimonie sono vere e proprie rappresentazioni a tema. Il wedding planning dell’agenzia si occupa di tutto: dagli inviti al servizio fotografico, dall’abito a tema della sposa a quello degli invitati, dal pranzo o cena di nozze alla location, anch’essa rigorosamente a tema.

Lavorano con lei e per lei “Gemma Diamanti, la sua principale collaboratrice, trent’anni traboccanti di energia. Stella Martinelli, in arte Stella Martin, stilista specializzata in abiti da sposa, sua cognata Carolina, con gli occhi allegri, la più recente acquisizione dello staff, e il marito di Carolina, che è lì solo perché ci sono sua moglie e sua sorella.” Insieme a loro c’è anche il vivaista/botanico Rodrigo, di cui Stella è innamorata senza apparente speranza.

Intorno a questo nucleo centrale di protagonisti, gravitano i committenti dei matrimoni, quasi, ma solo quasi, caricatura di tipi umani che possiamo trovare nei vari reality show del momento o seduti a seguire come vangelo quegli stessi reality. E all’interno della storia principale ce n’è un’altra, La vera storia di Vera Storia, il romanzo su cui Carolina sta lavorando come editor.

Stefania Bertola ritorna a farci sorridere raccontando di amori diversi, divini solo per alcuni o solo per mera definizione, come l’abitazione di Kevin e Carolina, soprannominata “Divino amore”, appunto. Amori difficili per molte, come Gemma che cerca di rintracciare il suo misterioso, sconosciuto amante intravisto per pochi minuti a Fiumicino. O Stella che smania d’amore per Rodrigo che, però, la considera una semplice collega e se la spassa con varie altre rappresentanti del genere femminile. Questi e altri amori, o pseudo-amori, scorrono tra le pagine trasportati da una narrazione frizzante, ironica, fluida, divertente e mai superficiale.

Perché le facce dell’amore non sono solo quelle che troviamo nei romances ma hanno svariate sfumature, e quella colorata dal guizzo e dall’ironia ha il potere di strapparci qualche sano rinfrancante sorriso.

 

Ti interessa acquistare questo titolo? Vai allo store!

Amazon

Feltrinelli

IBS

Mondadori Store



Verifica la disponibilità in biblioteca (SBN – Servizio Bibliotecario Nazionale)

Visualizza la mappa delle biblioteche (Anagrafe Biblioteche Italiane)

Cristina Frascà – Egò. La ricetta dell’amore su misura

Vai alla scheda del libro

Avete presente un romanzo ottocentesco, come quelli di Jane Austen, delle sorelle Brönte o di Virginia Wolf, e i film americani degli anni ’60, tipo “Colazione da Tiffany” con la splendida Audrey Hepburn o “Non mangiate le margherite” con la frizzante Doris Day? Ecco, Egò. La ricetta dell’amore su misura ha il sapore di un bel romanzo d’altri tempi contaminato dalla vivacità di una commedia cinematografica in bianco e nero, il tutto condito con una buona dose di sentimento e di rosa, senza mai precipitare nel melenso.

Il romanzo si snoda tra Torino, la Francia e la Toscana (in questo caso viene citato un paesino medievale di Castagneda che è un’invenzione dell’autrice). L’avventura torinese di Blanche, la protagonista, dall’apertura dell’atelier, poi atelier-ristorante, all’entrata in scena di tutti gli altri personaggi, sempre ben disegnati da Cristina Frascà, mi ha fatto venire voglia di leggere avidamente per vedere come andasse a finire. Un po’ me lo aspettavo, ma non lo dico con tono da saputella, piuttosto perché speravo finisse così. E non aggiungo altro…

Insomma, qui il rosa è condito con una buona e ottima dose di ironia, allegria, poesia (sì, anche quella) e, qui e là, una velata malinconia. Il tutto dosato con bravura, anche nei passaggi dal presente al passato. E, ogni tanto, un po’ di romanticismo non fa male come non fa male avere la ricetta originale della tarte tatin, perché sì!, l’autrice l’ha inserita nel romanzo e sta a chi legge scoprirne il motivo e, perché no?, prepararne una.

 

Ti interessa acquistare questo titolo? Vai allo store!

Amazon

Feltrinelli

IBS

Mondadori Store



Verifica la disponibilità in biblioteca (SBN – Servizio Bibliotecario Nazionale)

Visualizza la mappa delle biblioteche (Anagrafe Biblioteche Italiane)

Giancarlo De Cataldo – Alba Nera

Vai alla scheda del libro

Una ragazza sta per essere smembrata a colpi di machete da Ramon e dal riluttante Jaime, due pandillerosdella Mara Salvatrucha, la MS13, la più fetente fra le bande di latinos approdate in Italia negli ultimi anni”. L’arrivo del commissario Gianni Romani, il Biondo, evita che la giovane, ancora viva, subisca quell’ennesima tortura.

È così che inizia il nuovo romanzo di Giancarlo De Cataldo. Lo scrittore ci immerge subito in un’atmosfera nera, anticipata dal titolo emblematico, che non preannuncia nulla di buono. E vi garantisco che la premessa già la dice lunga. Uno dei protagonisti del romanzo è il commissario Alba Doria, che sa tirare come Rambo e Tex Willer messi insieme, un personaggio particolare, affascinante e inquietante perché “in Alba Doria c’è della follia. Di che genere e di che intensità, sarà compito suo scoprirlo. Per il momento il dottor Salzano ha una convinzione: quella donna è pericolosa. E ora, finalmente, riesce a dare un nome a quella traccia olfattiva che continua a tormentarlo. È l’odore intimo di una donna. È quell’odore. L’odore di Alba”. La affiancano proprio il Biondo, un tipo “alto, massiccio, le spalle da rugbista, i capelli, un tempo biondo cenere, ora bianchi, un po’ appesantito, un po’ sciupato, l’espressione fra il sarcastico e il corrucciato, gli occhi grigi, un tempo luminosi, ora quasi spenti” e Giannaldo Grassi “per tutti, amici e nemici, era il dr. Sax, perché se non si fosse messo in testa di ripulire le strade dai cattivi sarebbe finito di sicuro in qualche grande orchestra, bravo com’era col suo strumento”.

Le ferite sul corpo della ragazza salvata dal Biondo assomigliano a quelle della Sirenetta, la vittima di un killer oggetto (meglio sarebbe definirlo “soggetto”) di un’indagine del loro passato, così definita per un tatuaggio, sul corpo della donna, con le fattezze del personaggio disneyano.

De Cataldo ci trasporta nel mondo delle perversioni sessuali, quello delle pratiche sadomaso, dove spopolano pratiche come il bondage e lo shibari, “un’antica tecnica di legatura giapponese, con una forte valenza erotica”.

Con Alba nera ci immergiamo in un romanzo dove anche i giusti non lo sono del tutto e dove i cattivi hanno sfumature diverse, cangianti. Ma dov’è, in realtà, il male? E può essere sconfitto? È molto difficile, se non impossibile, trovare il confine tra quei due poli, tra ciò che è giusto e ciò che è sbagliato. E scegliere è la tortura più grande da affrontare.

 

Ti interessa acquistare questo titolo? Vai allo store!

Amazon

Feltrinelli

IBS

Mondadori Store



Verifica la disponibilità in biblioteca (SBN – Servizio Bibliotecario Nazionale)

Visualizza la mappa delle biblioteche (Anagrafe Biblioteche Italiane)

Silvia Bencivelli – Le mie amiche streghe

Vai alla scheda del libro

Valeria e io siamo cresciute insieme, nella stessa città e nelle stesse scuole, nelle stesse piazzette e negli stessi giardini pubblici. Siamo figlie della stessa borghesia intellettuale di sinistra e dei suoi cascami anni Ottanta, tirate su a lezioni di musica, nuoto, judo e gite nei boschi in autunno. Solo che oggi lei è diventata una strega. Una che crede alle pozioni magiche e ai massaggi miracolosi.

Alice è una giornalista scientifica, laureata in Medicina, considerata dai più una “privilegiata” e “rompiscatole” e da sé stessa uno “strano medico-giornalista che non sa nemmeno mettere un cerotto, ma che come teorico se la cava benino”. Ha una serie di amiche che lei definisce streghe perché, nonostante tanto po’ po’ di lauree, hanno iniziato a mettere in dubbio la validità della medicina tradizionale a favore di pratiche e cure alternative.

– Alternativo a cosa? – chiedo io, simulando stupore ma vivendo fastidio. E loro, in coro: – Alternativo a quelli della modernità!
Come alghe secche da diciassette euro al barattolo e bacche cinesi («Ma il tuo contadino a chilometro zero non potrebbe farsi mandare i semi dalla Cina e coltivare le bacche qui?», ho chiesto un giorno a Valeria. E lei: «Ma no, dài, sono bacche cinesi tradizionali…»).
A volte le mie amiche trovano il mago che con qualche seduta le mette a dieta, ma una dieta che se la prende insensatamente con qualche alimento di quelli con cui siamo cresciute («Perché proprio i pomodori?» «Perché il campo magnetico del pomodoro interferisce con il mio plesso energetico solare»).

Sono streghe perché praticano una sorta particolare di stregoneria o brujería e cioè “l’enorme quantità di tempo investita dalle donne a discutere di oroscopi, malattie inesistenti, terapie per il niente e misteri vari.”

La narrazione diventa così una riflessione ironica, pungente e divertente sulla medicina frutto di scienza, studio e ricerca in opposizione alla medicina alternativa frutto, sovente, di casualità e improvvisazione.
L’autrice, pardon, la protagonista ne ha un po’ per tutti e si diverte a smascherare e confutare queste alternative citando esempi con dovizia di particolari, frutto di ricerche approfondite. Con uno stile narrativo vivace e leggero ci invita a riflettere su falsi (o presunti tali) miti, su cure alternative del momento, su teorie prive di fondamento scientifico. E ci tiene compagnia chiacchierando in maniera anche wikipediana (o wikipedestre…), passatemi il termine, sugli argomenti più disparati.

Perché, in fin dei conti, sono tante le donne, e anche gli uomini, a essere comunque un pochino streghe.

 

Ti interessa acquistare questo titolo? Vai allo store!

Amazon

Feltrinelli

IBS

Mondadori Store



Verifica la disponibilità in biblioteca (SBN – Servizio Bibliotecario Nazionale)

Visualizza la mappa delle biblioteche (Anagrafe Biblioteche Italiane)