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Riccardo Landini – La strana morte di Alessandro Cellini

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Astore Rossi, restauratore di mobili e arredi di pregio, detective improvvisato e uomo destinato a passare non pochi guai, nasce dalla penna indiavolata di Riccardo Landini il quale da tempo ci racconta le sue incredibili avventure.

Ma ecco un veloce ritratto del Nostro:
Figlio di un medico di modesta levatura, svogliato studente di medicina al secondo anno, fidanzato con una dolce biondina cui avevo promesso eterno amore, mi ero ritrovato don la fama di spacciatore a imparare il mestiere del restauratore, abbandonato da tutti quelli che, sino a pochi mesi prima, rappresentavano il mio mondo.” (pag. 40)

E ora, alcuni anni e avventure dopo, Astore sta cercando di metabolizzare la morte dell’amico carissimo Oscar Bordoni mentre vorrebbe recuperare il rapporto con l’amata Anthea e il piccolo Jacopo, figlio di entrambi. Una difficile storia d’amore la loro: lui in Italia, lei a Zurigo, Svizzera, per lavoro. Molte telefonate che terminano con furibondi litigi e la speranza, siamo sotto Natale, di potersi rivedere nel paese di Garbano dove abita la madre di Anthea, trascorrere qualche giorno insieme e fare progetti – finalmente – per il futuro. Ma un nuovo incidente di percorso colpisce Astore. Qualcuno lo minaccia per iscritto e di persona senza che lui riesca a capire di chi si tratta. Potrebbe essere una delle perfide sorelle Spada? Eppure a lui risulta che siano entrambe morte nell’incendio di Villa Ruggeri. E se così non fosse? Finché un giorno gli capita di leggere sul quotidiano locale della morte di Alessandro Cellini, suo ex compagno di università, quello per il quale Astore aveva accettato di finire in galera assumendosi una colpa che non aveva. Un omicidio per il quale il commissario Grandi lo sospetta nonostante Astore abbia modo di dimostrargli che non c’entra. E intanto, un po’ con l’aiuto dell’amico ciabattino e vicino di casa Remo, un po’ da solo, cerca di sbrogliare la matassa preoccupato che il suo persecutore – o persecutrice – finisca per prendersela con Anthea e Jacopo appena approderanno in Italia, al solo scopo di infliggergli sofferenza. Ma per quanto Astore tenti di capire il legame esistente fra la morte di Cellini e il misterioso individuo o misteriosa creatura che lo vuole morto, costui/costei sembra sempre essere un passo avanti a lui, pronto a ingaggiarlo in un gioco perverso di inganni e falsi indizi. Così, ancora una volta, Astore rischierà la vita e non da solo, come scopriranno i lettori.

Landini è un ottimo costruttore di storie capaci di tenere incollati alla pagina i suoi lettori, non solo per gli eventi burrascosi dei suoi protagonisti, ma per i molti riferimenti letterari che arricchiscono la vicenda rendendola di lettura estremamente piacevole e anche, perché no, divertente.

Francesca

 

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Fabrizio Carcano – La quinta carta

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Com’è bella e spaventosa la Milano del 2023 raccontata in questo noir sincopato e martellante di Fabrizio Carcano, milanese lui stesso e giornalista professionista, diciassettesima avventura fra i misteri di una città dove c’è sempre qualcosa di nuovo da scoprire.

Il vicequestore Bruno Ardigò, capo della Sezione Omicidi e Reati contro la persona, si trova a fronteggiare un caso di estrema difficoltà. Un assassino seriale ha deciso di giocare con lui presentandogli, attraverso enigmatiche missive accompagnate da strane carte da gioco, gli omicidi che intende commettere avvertendolo che l’ultimo della serie sarà proprio lui, l’odiato vicequestore della Omicidi. E benché Ardigò sia un poliziotto tosto e navigato, nonché buon conoscitore dei meccanismi che muovono i delinquenti di quel tipo, c’è ben poco che può fare per anticiparne le mosse e i morti si accumulano.

Non sembra esserci una logica nella scelta delle vittime: un ex boss della mala calabrese Domenico Sunseri, ormai vecchio e malato di tumore; Jerry Carbone, titolare di un’agenzia di viaggi; il ricco e altezzoso notaio Berthier. Qual è il legame fra persone così diverse e distanti per posizione sociale e lavoro? Tutti uccisi con una vecchia Colt M911, ma neppure questo è di qualche utilità per Ardigò e colleghi. Il vicequestore le prova tutte. Cerca aiuto presso lo psichiatra e profiler Luca Nebuloni – un tempo famoso e ora condannato per uxoricidio -; si avvale di un’esperta di cartomanzia, Elena Cartotto, che gli viene consigliata dall’amico giornalista Federico Malerba, ma niente. Intanto, Milano vive la morte di Berlusconi, subisce i terribili problemi legati al traffico di rifiuti che le ecomafie trasportano dal Sud al Nord e bruciano o seppelliscono in terreni che diventeranno edificabili, si addolora per l’incendio forse doloso di una RSA.

Carcano è più che bravo a tenere i suoi lettori con il fiato sospeso pagina dopo pagina mentre ci porta in giro per una Milano in costante cambiamento eppure intatta nel suo centro storico, bella e inquietante come dicevamo all’inizio, e ci racconta una storia di dolore, autocommiserazione e vendetta.

Francesca

 

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Erica Arosio, Giorgio Maimone – Mannequin

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Milano, 1965, maggio. In via Passione, nel salone di rappresentanza della White Eagle, si prepara la sfilata italiana della stilista Egle Bianchetti che per anni è vissuta e ha costruito il suo successo a New York. Ora si è alleata con l’industriale tessile Eriprando Clerici e sta per lanciare, con l’aiuto della sua mannequin preferita Ines Corelli, una nuova linea di abiti fatti di tessuti speciali. Il parterre è affollato da celebrità del mondo della moda e dalle autorità cittadine nonché da giornalisti e fotografi. Tutto sembra filare liscio sebbene la bellissima Ines non appaia, cosa di cui in molti si stupiscono. Ma, all’improvviso, arrivano al pubblico attonito le urla di un litigio dietro le quinte: Egle e Ines si stanno azzuffando come tigri. Si accusano a vicenda di tradimenti e imbrogli in un crescendo preoccupante che termina con il grido di Ines: “Ti uccido se non dici la verità!”. Così, quando il giorno dopo il cadavere di Egle viene rinvenuto nel suo alloggio milanese, Ines, immaginando di diventare la prima sospettata, corre nello studio dell’avvocatessa Greta Morandi per affidarsi a lei. La sua bellezza lascia Greta senza fiato:
La bellezza è un valore, come l’intelligenza, come la cultura. La differenza è che non nasce dal merito, la bellezza te la ritrovi gratis. Ines la usa per incantare uomini e donne.” (pag. 37).

Di certo non incanta il navigato Marlon, al secolo Mario Longoni, detective per lo studio Morandi, e neppure il giudice Umberto Nardi che si occupa del caso ed è da anni il principale avversario di Greta in tribunale. Presente alla sfilata, ha assistito anche lui alla sfuriata e non esita a convocare la modella nel suo ufficio e a incriminarla per il delitto spedendola a San Vittore. Ora tocca a Greta scagionare la sua assistita, ma il compito si rivela improbo e le difficoltà aumentano con l’accanirsi di due giornalisti del quotidiano milanese Il Sorpasso che sembrano essere sempre un passo avanti agli investigatori. Chi è, si chiede Marlon, il loro suggeritore occulto? E fra tutti i coinvolti o sospettati, in quanti nascondono la verità sui rapporti fra le due donne e fra queste e l’imprenditore Clerici? Invidia, avidità e una lotta manifesta fra vecchia guardia e giovani iniziative sono forse alla base del delitto? A peggiorare le cose arriva un secondo omicidio: quello della equivoca esperta di moda Diana che ha scattato una foto di troppo…

I giornalisti e autori di questo giallo spumeggiante, Erica Arosio e Giorgio Maimone scrivono a quattro mani ormai da anni e sono veramente bravi non solo nella costruzione dell’indagine, ma nella presentazione dei personaggi, nei frizzanti dialoghi e nel descrizione di una Milano di cui è impossibile non innamorarsi. Un tocco di classe le molte citazioni dalle canzoni dei Beatles ad inizio capitoli e la rievocazione finale del celebre concerto al Vigorelli di Milano.

Francesca

 

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Caterina Falconi – Rose di Capodanno

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Teramo, Abruzzo, ultimo giorno dell’anno 2017. Domenico, addetto alle pulizie presso la Casa del Sorriso in frazione Centogatti, un istituto cattolico per la riabilitazione di portatori di disabilità gestito dalle suore Gertrudine, fa una macabra scoperta. Al centro della palestra che si apprestava a pulire, giace, in una posa lasciva e scomposta, il corpo di Claudia Paladini, da otto anni assistente educatrice nell’Istituto. Claudia era una gran bella donna di quarantatré anni con un triste passato – abbandonata dal marito, aveva perso per una terribile malattia l’unico figlio – e un presente molto chiacchierato fra i colleghi.

Si vocifera che, nonostante l’ineccepibile curriculum lavorativo, sia una di facili costumi e che la Madre Superiora, suor Maura, abbia sempre chiuso ambedue gli occhi sulla vita di Claudia fuori da quelle mura. A indagare sul delitto arrivano il magistrato Manuela Travaglini e l’ispettore capo della Squadra Mobile di Teramo, la giovane Vera Ferri, nota non solo per la sua avvenenza, ma soprattutto per la perizia con la quale conduce le indagini e la grande empatia che dimostra. Anche Vera ha trascorsi tormentati e dolorosi dai quali, nonostante gli anni passati e l’aiuto del suo amico e compagno di scuola, lo psichiatra Massimo Dejana, non riesce ancora a liberarsi. Tempo addietro è caduta nella rete di un narcisista maligno, la peggior specie di manipolatore che esista, maestro nel creare con la vittima prescelta una relazione tossica e distruttiva.

L’abuso è come un’opera architettonica, una complessa concrezione del male, può essere interpretato da più angoli prospettici, ha svariati accessi e poche uscite.

Vera, dunque, ha giurato che se mai nella vita si fosse imbattuta in crimini legati a questa orribile patologia, che vede le donne vittime di psicopatici senza possibilità di recupero, avrebbe ottenuto per loro giustizia e massima pena per i colpevoli. Nel caso di Claudia Paladino, sono molti gli elementi che la spingono a cercare il reo fra i manipolatori. Affiancata dal magistrato Travaglini, dalla giovane ispettrice Stella Bellosguardo, da Massimo Dejana, dalla Scientifica e dal suo capo, il commissario Mariano Farandola – solo temporaneamente fuori servizio, ma in realtà coinvolto nell’indagine – Vera verrà a capo della complessa vicenda rischiando a sua volta la vita.

Caterina Falconi, con questo thriller ad alta tensione, estremamente ben costruito e documentato, non solo mette in guardia ogni donna da un rischio reale eppure sfuggente – quello di credere di essere amate da uomini che in realtà capitalizzano sulla sofferenza e l’umiliazione inflitte alle loro compagne – ma ricostruisce per i lettori un Abruzzo ancora piagato dal terremoto e le vite complesse e intrecciate dei suoi protagonisti.

Francesca

 

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Laura Marinaro – Maremoto a Varigotti

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Milano. Febbraio 2021. Alina Ferrari è Colonnello dei Carabinieri nella caserma di via Moscova. In seguito alla morte dei genitori è rimasta sola e dopo varie delusioni amorose non ha un compagno, solo il lavoro e la stretta amicizia con Marino Di Leo, ex ufficiale dell’Arma ormai in pensione. Gli incubi legati alla morte di due giovani donne, una moldava e una rumena, ufficialmente modelle in realtà escort, la tormentano. Gli omicidi, avvenuti in due luoghi iconici, Villa Necchi Campiglio e la piscina di De Chirico nel giardino della Triennale, sono stati di inusitata violenza e caratterizzati da inquietanti similitudini tanto che Alina pensa a un killer seriale.

Meglio dunque seguire il consiglio di papi Di Leo e accettare il Comando Provinciale a Savona, allontanarsi da Milano e prendere le distanze dall’orrore. Alina conosce bene quella parte di Liguria. Da bambina ha trascorso le vacanze nella villa del padre, ricco imprenditore, nel parco di Le Manie teatro, purtroppo, di un altro efferato omicidio avvenuto nel 1975 e sul quale, con l’idea di distrarla dal caso milanese, la spinge a indagare Marino Di Leo.

Ignara di quello che l’aspetta, Alina parte per Savona e contatta a Varigotti Carlo Ruffini, l’ufficiale dei carabinieri che all’epoca si era occupato della morte della giovane, bellissima e molto corteggiata cameriera Lena Ionescu, uccisa proprio a Le Manie in una notte in cui tutti erano chiusi in casa poiché si attendeva un possibile maremoto. Sarà Carlo a raccontarle, poco alla volta, la storia di un omicidio fotocopia di quelli avvenuti a Milano e di un’indagine lunga e infruttuosa. Ma sarà senza dubbio il finale a rendere sconvolgente questo giallo perfetto.

Francesca

 

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