Michel Bussi – Codice 612. Chi ha ucciso il Piccolo Principe?

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La mattina del 31 luglio 1944 Antoine de Saint-Exupéry decolla da Borgo, in Corsica, in missione militare di ricognizione. Nessuno lo rivedrà più. La sua scomparsa è rimasta avvolta dal mistero per moltissimi anni.
Lo scrittore di gialli Bussi ha l’idea geniale di ricavarne un giallo letterario, un escamotage accattivante per un’analisi critica de ‘Il Piccolo principe’, che improntata come tale avrebbe potuto esitare in un testo maggiormente tecnico, magari più noioso, con fruitori eventualmente più di nicchia.

Con uno stile leggero e immediato, Bussi racconta le indagini di Andie e Neven circa la scomparsa di Antoine de Saint-Exupéry e la fine del piccolo principe, eventi apparentemente correlati. I due intraprendono un lungo viaggio a tal fine, un viaggio che ricorda da vicino quello del romanzo analizzato, dall’isola del bevitore, a quella della vanitosa, dell’uomo d’affari, del re, del lampionaio e infine del geografo.

Le isole sostituiscono pedestremente gli asteroidi visitati dal piccolo principe. Inoltre i due protagonisti di questo romanzo viaggiano su un aereo Falcon 900, nome onomatopeico non casuale, avendo viaggiato il piccolo principe trasportato da uno stormo di uccelli. Il protagonista maschile vive in un piccolo mondo come è piccolo l’asteroide del principe più amato della letteratura mondiale. Si aggiunge che Neven, fossilizzato in una vita dedicata a Veronique, che si definisce la sua rosa, rinunciando alla sua passione per il volo, recupera quest’ultima nell’avventura qui descritta e scopre forti emozioni per la sua compagna di viaggio. Allo stesso modo il piccolo principe scopre che esistono molte altre rose oltre la sua e forte è il parallelismo anche con la vita di Saint-Exupéry che ha fortemente amato nella sua vita, oltre alla moglie Consuelo, molte amanti, ciascuna convinta di essere la sua unica rosa.

Progressivamente si evince come il romanzo del famoso scrittore sia intriso di indizi volutamente disseminati dall’autore per svelare il mistero della sua scomparsa e la sua visione della vita. L’attuale libro di Bussi con i suoi personaggi, la vita reale di Saint-Exupéry e il ‘Piccolo principe’ appaiono come binari paralleli, la cui esistenza è imprescindibile l’una dall’altra, così come la loro comprensione.

Lo stesso stile narrativo dei due romanzi è affine, per cui Bussi abbandona un più classico stile giallistico per sposarne uno semplice, fatto di periodi brevi e immediati, favolistico e fortemente evocativo rispetto a quello del ‘Piccolo principe’. L’esperimento narrativo è a tal punto riuscito che ci si potrebbe domandare se in realtà Saint-Exupéry non sia ancora vivo e non stia scrivendo sotto pseudonimo come Bussi. Saint-Exupéry, il Piccolo principe e Neven, compiono tutti il classico viaggio dell’eroe e tutti vivono il dilemma interiore dicotomico vita adulta-infanzia, dovere-libertà e impudicizia-purezza. In questo modo il lettore vive un continuo voluto fluire dalla realtà alla fantasia e dalla vita adulta all’infanzia quasi a perdersi fino a domandarsi se l’attuale romanzo sia finzione o meno.

In questa ottica la scomparsa di Saint-Exupéry, l’adulto, mandatoria per far rivivere il bambino, il piccolo principe, con l’enorme successo del libro dedicatogli, ci insegna non tanto che ‘siamo responsabili di ciò che addomestichiamo (la volpe e la rosa) e quindi amiamo, ma che ‘l’essenziale è invisibile agli occhi’ per cui l’assenza è più comunicativa della presenza e la verità va cercata con il cuore. Pertanto l’autore decide di uccidere l’adulto per liberare il fanciullo che è in lui, e così facendo mostra a noi tutti la via per seguire il suo esempio, una via d’uscita colta subito da Bussi che in questa parentesi abbandona un genere letterario adulto per uno apparentemente più infantile e da Neven, che sceglie di partire. Allo stesso tempo non si deve scordare che è proprio la visione del bambino che svela la realtà, in quanto è il piccolo principe che ci fornisce grandi insegnamenti di vita, laddove invece Saint-Exupéry non era un grande esempio di rettitudine, e che è il libro a lui dedicato che fornisce la chiave di lettura per un mistero decennale.

Il Piccolo principe esiste grazie alla scomparsa del suo autore, ma allo stesso tempo ne è la salvezza. Uccidere l’adultità è la chiave per la felicità?

Patrizia

 

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