Sonia Sacrato – L’istinto del gatto

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Cloe Damiani ha terminato il suo incarico come insegnante nella città di Alba, ma non ha alcuna intenzione di trascorrere le vacanze estive da sua madre nel paese di Vas: troppi ricordi la legano a quel luogo dove sei mesi prima, nel cuore dell’inverno, ha risolto un intricato caso di omicidio e si è lasciata travolgere dalla passione per l’ex carabiniere e ora proprietario del bar locale, Fabrizio.

Una pessima idea perché Fabrizio è sposatissimo e perché il colpo di testa è costato a Cloe la rottura con il suo compagno Sandro. Le restano dunque amari ricordi e l’adorato gatto Pablo, unica certezza nella sua vita da single quasi quarantenne. Così Cloe decide di trasferirsi pro tempore a casa dell’amica e mamma sostituta Cristina a Torino. Accolta con l’amore di sempre e i mille manicaretti che la padrona di casa non manca di cucinare, Cloe incontra un giovane nipote della sua ospite, Alex Priante, stagista presso un quotidiano torinese e in rotta con il direttore per un articolo che ha sollevato un polverone. Alex vuole riabilitarsi, ma soprattutto aspira a diventare un vero giornalista per fare la qual cosa gli serve uno scoop con i fiocchi.

Nonostante gli anni che li separano, Cloe e Alex scoprono di avere molto in comune e Cristina fornisce loro un oggetto che potrebbe diventare elemento per un’interessante indagine: un vecchio violino all’interno del quale Cloe e Alex rinvengono una foto ingiallita e un biglietto del Cinema Statuto del 1983. Da qui si dipana una girandola di accadimenti solo in apparenza scollegati fra loro, ma in realtà facenti parte di un’unica trama con singolari diramazioni. Accadimenti che porteranno i nostri eroi in un divertente locale dove si esibiscono splendide drag queen; nella liuteria dell’esperta Silvia Cravero; a casa della sorella di una ragazza perita nel rogo del Cinema Statuto e, per finire, a rischiare la pelle per un’improvvida testimonianza. In parallelo all’indagine di Cloe e Alex si muove quella della questura di Torino, nei panni dell’affascinante vicequestore Luca Ferraris e dei suoi sottoposti Paolo Schiavo e Celeste Priante, sorella di Alex, per scoprire a chi appartiene il cadavere carbonizzato rivenuto in una Punto bianca nei pressi dell’Abbazia di Sant’Antonio di Ranverso e il motivo di quella morte.

Diviso in un Preludio, tre Movimenti, un Interludio e una Coda con cadenza sospesa, questo bel giallo ci accompagna proprio come una sinfonia in giro per una Torino estiva e semi deserta che rammenta al lettore La donna della domenica di Fruttero e Lucentini, non a caso citata nel libro.

Sonia Sacrato non lesina sui colpi di scena e sulla suspense, ma lo fa come sempre con grande bravura e indiscutibile ironia. Perfetti i dialoghi fra i protagonisti e quelli fra i comprimari; tenere e profonde le riflessioni di Cloe sulla sua vita presente e il suo passato; arguti e mai scontati tutti i riferimenti a libri, film e musica; meraviglioso il personaggio della drag queen Rebecca/Roberto. Sulla nostra eroina, infine, veglia il gatto Pablo con il suo innegabile intuito, mentre noi lettori attendiamo con ansia la prossima avventura di Cloe.

Francesca

 

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