Juan Gómez-Jurado – Regina rossa

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Questo non è il primo libro scritto da Juan Gómez-Jurado, quarantaquattrenne scrittore spagnolo uno dei cui titoli era già stato tradotto in italiano nel 2007. Di certo, però, è il libro che ne ha decretato il successo nel nostro paese o almeno così sembrerebbe dal momento che i blog letterari riportano commenti di lettori che variano dal tiepido all’entusiasta.

Che si tratti di un thriller e anche ben costruito non c’è dubbio, come sono presenti tutti gli elementi del caso per renderlo affascinante, spumeggiante e ironico quanto basta al fine di smorzare una storia cruda e crudele.

Protagonisti assoluti la trentenne Antonia Scott – madre spagnola, padre inglese, che qui ritroviamo vedovo da molti anni e ambasciatore della Corona Britannica a Madrid – e l’ispettore della polizia di Bilbao Jon Gutierrez. Per carattere, corporatura e capacità, opposti come il sole e la luna (ma se ricordate, anche Pedra Delicado e il suo braccio destro sono così). Insieme per colpa di tale Mentor, figura misteriosa poiché fa parte di una di quelle costole dell’Interpol di cui nulla si deve sapere, un po’ come in Mission Impossible. Jon Gutierrez, omosessuale dichiarato, ottimo poliziotto e ancora a casa con la madre, a Bilbao ne ha combinata una delle sue pur di salvare una prostituta dal suo lenone. Di conseguenza è non solo sospeso dall’incarico, ma su di lui pende la doppia scure di un processo e del possibile licenziamento. La cosa fa gioco a Mentor che lo recupera e lo affianca ad Antonia in un’indagine legata al rapimento e alla truculenta morte di Alvaro Trueba, unico figlio della proprietaria di una delle più importanti e potenti banche spagnole ed europee. Antonia – è lei la regina rossa del titolo, ai lettori scoprire come e perché – e Jon, dopo un inizio poco promettente per le loro personali e opposte visioni del mondo, si mettono sulle tracce del criminale: un tale che si fa chiamare Ezequiel e che non chiede un riscatto in denaro, ma qualcosa di ben più difficile e pesante da eseguire per i parenti dei rapiti. Già, perché Àlvaro non è che il primo. Dopo di lui sparisce Carla Ortiz, figlia del novantenne Ramón Ortiz, proprietario di una delle più note catene mondiali di abbigliamento, lei stessa manager nell’impresa di famiglia. E mentre Antonia e Jon, sotto la supervisione di Mentor, cercano di svelare il mistero Ezequiel e salvare Carla Ortiz, anche la polizia madrilena si muove capitanata dal commissario Parra che vede i due compari come il fumo negli occhi.

Gómez-Jurado racconta con un linguaggio colorito e preciso una storia rocambolesca e ben architettata senza dimenticare il lato umano dei suoi personaggi, tutti, senza eccezione. E senza dimenticare la città di Madrid, in arabo Magerit, costruita sull’acqua, portandoci a spasso nel travolgente finale lungo i suoi mille canali sotterranei.

Grande tensione e colpi di scena assicurati dall’inizio alla fine.

Francesca

 

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