Luoghi di libri

S.Alice Piangente – Umanità periferica

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Nuova autrice in casa Biplane: una ragazza magica, dalle mille risorse. Protagonista di questa storia senza luogo preciso, Fosca. Ragazza schiva, solitaria, quasi aggressiva se qualcuno cerca rapporti con lei, cresciuta nelle periferie e con una storia non facile in famiglia. Riuscirà il suo professore di musica Eugenio a portare alla luce quello che è dentro il cuore di questa ragazza fragile?

Una storia piena di spunti, un racconto di un qualsiasi ragazzo nato e cresciuto nelle periferie frequentante scuole difficili a livello umano, dove le classi sono più campi di battaglia che legami e squadra, dove imparare non è prioritario, ma è il luogo più sicuro per stare lontano dalla strada, anche se non è detto che sia il fabbricato ideale a difendere da cattive compagnie. Poi compare un insegnante, un insegnante che ama il suo lavoro, che non si arrende davanti a situazioni difficili, che combatte per provare a dare un piccolo contributo: insegnare diventa secondario rispetto a spronare, a alimentare la fiducia in se stessi; una persona magica che davanti all’ostilità usa l’arma magica della gentilezza e del conforto.

Umanità parola magica che spesso è in disuso, umanità quella che spesso risulta difficile, ma anche in questa circostanza la musica aiuta a superare le barriere dalla comunicazione.

S.Alice Piangente ha una storia che mi piacerebbe vedere su un palco teatrale.

Simona

 

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Giancarlo Sorge – Se avessi avuto gli occhi neri

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Stella ha 85 anni e ha tentato il suicidio.

Già immaginavo di trovarmi di fronte una vecchina indementita che magari aveva assunto una doppia o tripla razione di farmaci per sbaglio dimenticando di averli già presi, come più di una volta mi era capitato in passato. Ma, appena Attilio me la presentò, dovetti ricredermi. Nonostante avesse il viso attraversato da innumerevoli rughe che s’infittivano lungo le guance ricordando gli incroci e gli snodi dei binari nelle stazioni ferroviarie, gli occhi emanavano una luce intensa, spiccando come due gemme di acqua marina su quel volto raggrinzito e irregolare, simile alla scogliera lavica del litorale che congiunge Catania ad Aci Castello”.

No, Stella non è affatto una “vecchina indementita” ma solo una donna che vuole raggiungere il capolinea di una storia fatta di amori, di violenza e di pregiudizio. Una storia che viene raccontata a Umberto, il medico che l’ha in cura e che, da narratore, diventa uditore.

Giancarlo Sorge ci conduce con Stella in una fuga alla ricerca di se stessa, attraverso una narrazione a più voci, ben costruita, piacevole, capace di trascinare il lettore fino alla fine. Troviamo i pregiudizi radicati nella Sicilia degli anni Sessanta, un uomo padrone che diventa poi padre-padrone di un figlio non voluto perché incapace di palesare il suo essere maschio. Un figlio dagli occhi chiari, come quelli della madre, anziché neri, da vero uomo. Una vicenda dura, crudele, che irrita, fa arrabbiare, che fa, gioco forza, parteggiare per Stella e per il figlio Carmelo. O per Melissa, che lascio a voi il piacere di trovare tra le pagine e di conoscerla.

Ricordo solo che lei mi strinse la mano in segno di assenso e poi tutto si appannò. Solo l’odore di mio padre che emanava dal letto persisteva. Se avessi avuto gli occhi neri, chissà come sarebbe stata la mia vita?… pensai prima di sprofondare nel sonno.

Luisella

 

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Anna Maria Dileo – Pensieri contorti di Anna – Roma [#audioteca]

Là, dove gli abbracci e le visite sono ancora vietati, dove l’isolamento genera solitudine e sconforto, il suono di una voce può essere determinante per alleviare il peso di una giornata altrimenti infinita. Una voce che arriva nitida e non filtrata da mascherine e visiere.

Quella voce, per noi e per voi, si nutre ovviamente di immagini tratte da libri e racconti. E’ la voce delle ragazze de Lo Scatolino di Ars e Corde, degli stessi autori e anche nostra, tutti meravigliosi interpreti di racconti. Come meravigliosi sono gli autori che, quei racconti, ce li regalano. E noi li regaliamo a voi, ovunque siate, affinchè possiate scacciare la noia e la solitudine in nostra compagnia.

Questo il nostro abbraccio virtuale per voi tutti.
Buon ascolto!

I racconti possono essere ascoltati direttamente su questa pagina oppure cliccando su è possibile scaricarli e ascoltarli più tardi.

20/10/2021

Pensieri contorti di Anna – Roma di Anna Maria Dileo con la voce di Mimma Caserta

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Posted in #vicinimadistanti, audioteca, letture1 commento su Anna Maria Dileo – Pensieri contorti di Anna – Roma [#audioteca]

Alice Basso – Il grido della rosa

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Eccoci nuovamente in compagnia di Alice Basso e della sua nuova protagonista Anita. Ormai Vani è un sottofondo che fa parte del passato, che spesso ritorna, ma Alice si sta facendo largo a gran voce.

Torino 1935. Periodo del fascismo, Anita prosegue nella sua decisione di lavorare e di aspettare a sposarsi (ma chi glielo fa fare a sposarsi che è tanto bello scrivere storie?) anche se il regime non vede di buon occhio che una donna abbia un impiego: deve badare alla famiglia e ai figli.

Lavorare per una rivista di gialli la aiuta ad avere una mentalità da detective e quindi a cercare e trovare la verità in quello che le succede intorno. Spalleggiata dalle sue amiche Clara e Candida riesce sempre a trovare soluzioni ai suoi quesiti. Anche questa volta riusciranno, lei e Sebastiano a scrivere il loro racconto, un racconto di denuncia e di verità, ma il magnetismo tra i due proseguirà, avrà dei risvolti?

L’unico modo per scoprire i dettagli nei rapporti dei protagonisti è leggere la seconda storia di Anita, mentre io aspetto la terza. Sapete che sono curiosa e sicuramente tifo per Sebastiano e non per Corrado.

I libri di Alice riescono sempre ad avere una leggerezza e un coinvolgimento che ti tengono stretti alle pagine, una volta iniziato non si può interrompere la lettura. Cosa state aspettando? Buona lettura.

Simona

 

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Juan Gómez-Jurado – Regina rossa

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Questo non è il primo libro scritto da Juan Gómez-Jurado, quarantaquattrenne scrittore spagnolo uno dei cui titoli era già stato tradotto in italiano nel 2007. Di certo, però, è il libro che ne ha decretato il successo nel nostro paese o almeno così sembrerebbe dal momento che i blog letterari riportano commenti di lettori che variano dal tiepido all’entusiasta.

Che si tratti di un thriller e anche ben costruito non c’è dubbio, come sono presenti tutti gli elementi del caso per renderlo affascinante, spumeggiante e ironico quanto basta al fine di smorzare una storia cruda e crudele.

Protagonisti assoluti la trentenne Antonia Scott – madre spagnola, padre inglese, che qui ritroviamo vedovo da molti anni e ambasciatore della Corona Britannica a Madrid – e l’ispettore della polizia di Bilbao Jon Gutierrez. Per carattere, corporatura e capacità, opposti come il sole e la luna (ma se ricordate, anche Pedra Delicado e il suo braccio destro sono così). Insieme per colpa di tale Mentor, figura misteriosa poiché fa parte di una di quelle costole dell’Interpol di cui nulla si deve sapere, un po’ come in Mission Impossible. Jon Gutierrez, omosessuale dichiarato, ottimo poliziotto e ancora a casa con la madre, a Bilbao ne ha combinata una delle sue pur di salvare una prostituta dal suo lenone. Di conseguenza è non solo sospeso dall’incarico, ma su di lui pende la doppia scure di un processo e del possibile licenziamento. La cosa fa gioco a Mentor che lo recupera e lo affianca ad Antonia in un’indagine legata al rapimento e alla truculenta morte di Alvaro Trueba, unico figlio della proprietaria di una delle più importanti e potenti banche spagnole ed europee. Antonia – è lei la regina rossa del titolo, ai lettori scoprire come e perché – e Jon, dopo un inizio poco promettente per le loro personali e opposte visioni del mondo, si mettono sulle tracce del criminale: un tale che si fa chiamare Ezequiel e che non chiede un riscatto in denaro, ma qualcosa di ben più difficile e pesante da eseguire per i parenti dei rapiti. Già, perché Àlvaro non è che il primo. Dopo di lui sparisce Carla Ortiz, figlia del novantenne Ramón Ortiz, proprietario di una delle più note catene mondiali di abbigliamento, lei stessa manager nell’impresa di famiglia. E mentre Antonia e Jon, sotto la supervisione di Mentor, cercano di svelare il mistero Ezequiel e salvare Carla Ortiz, anche la polizia madrilena si muove capitanata dal commissario Parra che vede i due compari come il fumo negli occhi.

Gómez-Jurado racconta con un linguaggio colorito e preciso una storia rocambolesca e ben architettata senza dimenticare il lato umano dei suoi personaggi, tutti, senza eccezione. E senza dimenticare la città di Madrid, in arabo Magerit, costruita sull’acqua, portandoci a spasso nel travolgente finale lungo i suoi mille canali sotterranei.

Grande tensione e colpi di scena assicurati dall’inizio alla fine.

Francesca

 

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