Luoghi di libri

Donato Carrisi – Io sono l’abisso

Vai alla scheda del libro

Trovare le parole, o meglio gli aggettivi, giusti per dare una descrizione al nuovo romanzo di Donato Carrisi è davvero impresa ardua. Non mi piace usare la parola etichettare ma preferisco pensare che la mia opinione su di un libro possa aiutare a caratterizzarlo agli occhi di chi sta leggendo me ancor prima di leggere il romanzo. La difficoltà che sto incontrando in questo momento è inversamente proporzionale alla rapidità con cui sono giunto alla conclusione di Io sono l’abisso, eppure, girata l’ultima pagina, non ho provato quel senso di pieno appagamento a cui il buon vecchio Donato mi ha abituato con alcuni vecchi lavori. Lo dico subito, questo nuovo libro non mi ha fatto impazzire. Sembra un controsenso, è vero, mi ha tenuto incollato alle pagine, ha risucchiato completamente alcune delle mie serate, mi sono sentito completamente immerso nella storia ma non mi ha abbattuto con quella potenza disarmante che ha sprigionato, per esempio, la serie di Mila Vasquez e di Il suggeritore.

Carrisi ci ha sempre abituati ad una ordinata confusione, un ossimoro che ben si sposa con quasi tutte le sue opere, sempre attorniate da quel alone di mistero, ombre scure dalle quali prendono vita i personaggi delle sue storie e inserti in ambientazioni vaghe, per scelta. Ricordo ancora il fascino che mi suscitò leggere Il suggeritore, che fa di questi elementi il segreto del successo: un libro d’esordio amato in tantissimi paesi e che colloca un nuovo e sconosciuto autore italiano tra i grandi del mondo. La storia che questa volta ci racconta è, al contrario, molto lineare, leggerla non equivale più ad entrare in quel labirinto studiato e progettato dalla mente di uno scrittore. Un elemento su tutti va in controtendenza e spiazza: in ogni momento sappiamo esattamente dove ci troviamo, siamo sul lago di Como dalla prima all’ultima pagina e in certi passaggi le descrizioni sono così dettagliate che arrivi davvero a chiederti se quello che stai leggendo sia un romanzo di Donato Carrisi. Il lago di Como dunque, suggestiva location ambita dai turisti ma sofferta da chi ci abita, con le sue acque che incantano per la limpida bellezza, che stregano per i pericoli che nascondono appena sotto la superficie e per quei vortici invisibili che troppo spesso ingoiano senza mai restituire. Ed è proprio da qui che l’autore inizia a raccontare la sua vicenda, traendone ispirazione. Ad essere “innominati” sono questa volta quasi tutti i protagonisti. Dalla ragazza con il ciuffo viola, figlia di una ricca famiglia locale a cui non manca nulla di materiale ma estremamente sola con quel segreto che è il filo conduttore di tutta la storia, alla cacciatrice di mosche, donna con un passato che fa troppa ombra e che ci mette anima e cuore nel disperato tentativo di dare salvezza a quelle donne illuse da chi promette mentendo di amarle e proteggerle. E poi c’è lui, l’uomo che pulisce, colui che davvero ha visto l’abisso “vis a vis” e che per colpa di quel confronto, che gli ha quasi tolto la vita, ora lotta con i suoi demoni interiori per non farlo emergere. Tre destini che partono da punti remoti dello spazio per essere attratti da un unico fulcro di energia: le profondità del lago.

Questo nuovo ed inedito Carrisi emoziona più che intimorire, crea sempre la giusta dose di ansia ma lo fa a piccole dosi, poco alla volta, senza alcun colpo di scena o stravolgimento di trama. La sua è pur sempre una scrittura meravigliosa per fluidità e leggerezza, che traspare tantissima malinconia e un pizzico di compassione. La sua è una penna incisiva che ipnotizza sempre ma questa volta non disorienta, non stordisce, è priva di quella capacità di portare a confusione il lettore, ha poca entropia e soprattutto non entusiasma. Una linearità che rende questo libro troppo prevedibile e facile preda della deduzione, con un finale affetto dallo stesso male e che lo condanna ad essere scontato. Questo Carrisi conferma i dubbi venuti a galla con il precedente romanzo e se questa è la nuova direzione ci vorranno ancora parecchi libri per farmela digerire ma quel che è certo è che non smetterò mai di acquistare i suoi libri.

Enrico

 

Ti interessa acquistare questo titolo? Vai allo store!

Amazon

Feltrinelli

IBS

Mondadori Store



Verifica la disponibilità in biblioteca (SBN – Servizio Bibliotecario Nazionale)

Posted in recensioniLeave a Comment on Donato Carrisi – Io sono l’abisso

Piergiorgio Pulixi – Un colpo al cuore

Vai alla scheda del libro

I romanzi di Piergiorgio Pulixi sono sempre stati, per me, un insieme di tanti elementi: emozione, adrenalina, poesia, musica, personaggi che ti entrano dentro per non uscirne più. “Un colpo al cuore” non fa eccezione, anzi eleva ulteriormente il già alto livello dei suoi scritti.

Mi ero ripromessa di gustarmelo centellinandone la lettura, dopo averlo atteso così a lungo, ma, come temevo, non è stato possibile. L’organizzazione della trama, che ricorda un po’ quella delle grandi serie televisive americane, con il colpo di scena nella “mid-season finale” costringe a proseguire; il ritmo incalzante e la capacità dell’autore di creare immagini vivide che trascendono la parola letta, non lascia scampo fino all’ultima pagina.

Ad indagare sul “Dentista” ritroviamo Eva Croce e Mara Rais, conosciute ne “L’isola delle anime”: a distanza di un anno il legame tra loro si è evoluto in una complicità, forse, inaspettata. Diverse in tutto e per tutto, ma entrambe vittime di profonde ferite passate, che faticano a rimarginarsi, proseguono nella loro relazione che ha il sapore di quei sodalizi cementati dal vissuto comune, che tipicamente si creano quando si lavora gomito a gomito in situazioni emotivamente pesanti o di estremo pericolo. Battibeccano, si prendono in giro, ma si spalleggiano e si proteggono senza esitazione.

Nella “squadra” c’è un elemento in più questa volta: Vito Strega. Il criminologo solitario e affascinante, che è stato il protagonista dei primi due “Canti del Male”, arriva in Sardegna e turba il già delicato equilibrio di (e tra) Eva e Mara e, allo stesso tempo, si trova di fronte alle loro e alle proprie debolezze.

Sono molte, infatti, le corde che il serial killer tocca nei suoi inseguitori, costringendoli ad una introspezione dolorosa in cui il lettore si immerge, guidato dalla sensibilità che l’autore dimostra, ancora una volta, nella comprensione della complessità dei sentimenti umani.

Ma non è solo il profondo dei singoli ad essere turbato e messo in discussione: è soprattutto la società ad essere scandagliata: la sfiducia dilagante nel sistema, l’uso improprio dei social networks, che deresponsabilizzano i singoli, facendoli sentire parte di qualcosa di più grande, all’inseguimento di una giustizia che è tale solo in apparenza. Un ritorno all’ ”occhio per occhio, dente per dente” mascherato da riscatto e risarcimento per le vittime di errori giudiziari, che altro non è che vendetta collettiva, rabbia sociale che sfocia in una giustizia sommaria in cui tutti si sentono benefattori e nessuno colpevole. La conoscenza della psicologia della folla e l’uso che il criminale fa del sistema mediatico, per assurgere al ruolo di eroe, diventano il punto di partenza per una lucida analisi di una attualità inquietante, in cui il dolore e la violenza vengono sfruttati senza il minimo pudore, con cinismo e incoscienza. Intorno a lui personaggi senza scrupoli, pronti a tutto al solo scopo di incrementare gli ascolti, all’inseguimento della visibilità, incuranti di qualsiasi ripercussione o rispetto per la sofferenza altrui.

Sullo sfondo luoghi che prendono vita, dei quali sembra di sentire i rumori e i profumi, l’atmosfera e i sentimenti di chi li abita. La Sardegna è di nuovo protagonista: questa volta è la parte meridionale dell’isola, la zona di Cagliari e i suoi dintorni. Una terra moderna, non certo quella dei “Ladu”, ma sempre suggestiva e viva nella descrizione coinvolgente di chi la ama e l’ha vissuta: il cielo stellato, il vento, il mare, la luce con la sua “sorta di sfumatura lattiginosa, e la morbidezza pingue con cui si adagiava sopra le cose”.

E poi Milano, città di molte solitudini, “pinacoteca a cielo aperto “ospitante“ centinaia e centinaia di quadri di Edward Hopper…permeata dalla stessa solitudine straniante, avvolta da un’atmosfera sospesa e da quei veli di malinconia, arrendevolezza e disillusione che l’artista statunitense aveva saputo cristallizzare ed eternare nelle sue opere. Anche l’aria d’attesa era la stessa”.

La scrittura chiara e lineare di Piergiorgio Pulixi, che è la sua inconfondibile “voce”, è stata ulteriormente curata e rifinita, raggiungendo una nuova eleganza, a testimonianza, non solo delle sue indiscutibili capacità nutrite da uno studio continuo e costante, ma anche di grande attenzione e rispetto per il lettore.

Mimma

 

Ti interessa acquistare questo titolo? Vai allo store!

Amazon

Feltrinelli

IBS

Mondadori Store



Verifica la disponibilità in biblioteca (SBN – Servizio Bibliotecario Nazionale)

Posted in recensioniLeave a Comment on Piergiorgio Pulixi – Un colpo al cuore

Margherita Oggero – Il gioco delle ultime volte

Vai alla scheda del libro

C’è un filo sottile nel non detto di Ale, 17 anni, prima di muovere il passo che la porta sotto un tram di Torino, e i non detti di Nicola, il medico che al pronto soccorso presta per primo i soccorsi al suo corpo devastato dall’impatto, e Matteo, trent’anni prima suo migliore amico, che con lui si divideva l’appellativo dei gemelli divini e una bellezza che li faceva desiderare da tutte le ragazze del liceo.

Un filo chiamato vendetta, delusione, solitudine, rabbia, segreti, ricordi, incomprensioni.

Un filo chiamato scelta per una vita che potrebbe non essere più possibile se non portare indietro almeno consolare.

E il gioco che un gruppo di “amici” vecchi e nuovi che si ritrova in montagna per un weekend e che si trasforma in ricordi dolorosi e in silenzi con se stessi e con altri, il gioco del raccontare l’ultima volta che si è fatto qualcosa, è non solo ciò che dà il titolo al nuovo libro di Margherita Oggero pubblicato da Einaudi, ma anche la spiegazione impossibile di un gesto, un’azione, un pensiero.

Il gioco delle ultime volte” è un romanzo di emozioni corali, di spezzoni di vita irrisolti, di ombre che arrivano inaspettate e riportano a galla domande, molte delle quali restano senza risposta.

Cosa ha spinto Ale ad andare incontro al tram in arrivo, cosa ha portato Nicola a non voler più avere a che fare con Matteo: un’azione ingiusta che sono convinti di aver subito, lei nei suoi 17 anni, lui nei suoi 19 ma di cui ancora si chiede perché trent’anni dopo, o l’incapacità di esternare un vuoto che gli altri non vedono, la convinzione di non potersi spiegare e di non poter dare spiegazioni alle loro famiglie e a chi li circonda?

Lo stile narrativo che caratterizza Margherita Oggero già nei suoi romanzi gialli ricchi di spaccati sociali è in questo libro presente e incalzante, si sposta da un punto di vista all’altro di tutti i personaggi, che siano centrali o comparse – che pur comparse non restano mai perché ciascuno ha un ruolo nei sentimenti degli altri -, fluttuando dalla terza alla prima, finanche alla seconda persona, come se il narratore fosse ora esterno, ora uno degli attori del romanzo, ora un estraneo alla vicenda che però così estraneo non è, visto che sa tutto e si rivolge a un personaggio specifico costringendolo a confrontarsi con qualcuno che solo apparentemente è altro da sé. Perché di quel “sé” sa tutto alla perfezione, come se fosse il suo alter ego.

“Confessare pensieri tenuti segreti per anni è rischioso per sé e per gli altri, non porta conforto, ma rimorso” (pagina 129): questo sembra essere il nodo centrale verso cui devono convergere le decisioni, o meglio, le scelte. E la confessione che porta con sé il rimorso può anche non essere confidata a un altro, ma a se stessi. La mancanza di conforto resta la stessa. Forse.
Perché un’ulteriore forza narrativa ed emozionale di questa storia, fatta di tante storie che a ben vedere, pur nella diversità delle vite, tendono verso un unico centro, è anche questa: la sospensione del sapere cosa viene dopo. Il dolore del sapere che trent’anni di silenzio per qualcosa che voleva essere uno scherzo, ma cela molto di più, è a volte più facile da superare che non il sentirsi soli a 17 anni.

E che l’ultima volta resta cristallizzata a lungo, anche se, alla fine, per qualcuno potrebbe rivelarsi non essere stata davvero l’ultima. Tutto sta a come un segreto decide di essere confessato. E se decide di esserlo, confessato.

Sara

 

Ti interessa acquistare questo titolo? Vai allo store!

Amazon

Feltrinelli

IBS

Mondadori Store



Verifica la disponibilità in biblioteca (SBN – Servizio Bibliotecario Nazionale)

Posted in recensioniLeave a Comment on Margherita Oggero – Il gioco delle ultime volte

Marilù Oliva – Biancaneve nel Novecento

Vai alla scheda del libro

Bianca ha quattro anni all’inizio degli Anni Ottanta e vive alla periferia di Bologna con due genitori che si amano, ma il cui rapporto è minato da qualcosa di ben profondo. Lui, sognatore brillante e affascinante, cerca, allenando aspiranti boxeur in una palestrina, di rimediare a quelli che sono i suoi sogni sportivi infranti. Lei, Candi, bellissima e dinamica, gira per i paesi del Modenese vendendo asciugamani e lenzuola, la pettinatura impeccabile, un neo disegnato sopra il labbro per assomigliare alla Monroe e il vizio del bere. Accanto al padre che è a casa con lei mentre la madre trascorre lavorando le sue giornate, Bianca attraversa con gli occhi di bambina le notizie di stragi che vanno da Ustica alla stazione di Bologna, del terremoto dell’Irpinia, e, da adolescente, cammina accanto alle strade che si punteggiano di vittime della droga e compagnie diversamente assortite e il dolore del disastro al liceo di Casalecchio di Reno smembrato da un aviogetto. Tessendo la sua storia personale con trasposizioni personali che fa delle fiabe. Del resto, si chiama Bianca, abbreviazione, per lei, di Biancaneve.

Lili negli Anni Quaranta ha più o meno vent’anni, sposata a un uomo mai conosciuto prima, deportata dalla Francia al campo di concentramento di Buchenwald poiché la famiglia del marito nascondeva in casa alcuni ebrei. E lì la sua dignità viene calpestata fino al luogo dove finisce a passare le sue giornate: il Sonderbau che accoglie il bordello, ulteriore agghiacciante realtà di un luogo dove l’uomo e la donna non erano più trattati come esseri umani.

Due storie, due voci narranti, che scorrono parallele nel romanzo di Marilù OlivaBiancaneve nel Novecento” (Solferino), libro di rara bellezza e rara intensità, dove le parole sono preziose e trattate con rispetto e amore. Perché sono lo specchio delle emozioni e lo strumento per raccontare l’andata e ritorno da inferni della Storia e della quotidianità e per dire che la Storia è insieme di storie che devono essere narrate perché ne resti memoria.

Lacrime e sorrisi, voglia di gridare e necessità di ascoltare in silenzio pagine passate e recenti che graffiano la pelle e l’anima, pagine passate e presenti davanti alle quali ci si è troppo spesso voltati dall’altra parte, ci si volta ancora troppo spesso dall’altra parte.

La ricerca documentale di Marilù Oliva sui bordelli dei lager si dipana con una maestria narrativa che te li schiaffa sotto gli occhi, assieme alle cicatrici e alle ferite che a quelle donne sono state lasciate da percosse immotivate di chi le rendeva schiave. Le cicatrici visibili delle violenze fisiche, ma anche quelle che restano dentro, che segnano l’anima, e che nelle pagine di “Biancaneve nel Novecento” vengono tratteggiate con una forza emotiva e della scrittura tali da renderle visibili tanto quanto quelle lasciate dalle botte, dai pugni, dalle frustate e dai calci.

Perché una delle grandi forze di questo libro di Marilù Oliva è quello di far vedere la sofferenza che si ha dentro, di dare voce a parole rimaste inascoltate, a silenzi imposti da una vergogna a cui sono costrette le vittime anziché carnefici. Ma anche quella di raccontare madri e figlie, ma anche padri e figlie, e di raccontarle e raccontarli cercando la forza dell’amore anche quando ha paura a farsi vedere. Quando fa fatica a farsi vedere.

Sara

 

Ti interessa acquistare questo titolo? Vai allo store!

Amazon

Feltrinelli

IBS

Mondadori Store



Verifica la disponibilità in biblioteca (SBN – Servizio Bibliotecario Nazionale)

Posted in recensioniLeave a Comment on Marilù Oliva – Biancaneve nel Novecento

Daniela Schembri Volpe – Killer Tattoo. La strana coppia

Vai alla scheda del libro

Daniela Schembri Volpe è un’autrice dalle molteplici sfaccettature narrative. L’abbiamo conosciuta su Luoghi di Libri con il mistery young “È Natale per tutti”, qualcuno di voi la conoscerà anche per i suoi saggi su Torino e sulle curiosità e i misteri del capoluogo piemontese. Con questo nuovo romanzo ci coinvolge in una vicenda che si snoda tra Torino, Malta, l’isola di Calypso, l’Irlanda e Londra.

Dafne Volpi (notate qualcosa di strano in questo nome, una particolare “assonanza”?) è una guida turistica che accompagna i visitatori alla scoperta della Torino magica. Ama alla follia i cioccolatini al cacao 85%, le piace accudire il suo acquario anche se “ogni tanto trapassava un pesce, erano rimasti per strada, anzi per acqua, alcuni Black Molly; un Platy era addirittura saltato fuori, forse nel tentativo maldestro di raggiungere il fiume Po”. Una guida turistica che si trova, suo malgrado, coinvolta nella drammatica sparizione di alcuni adolescenti, tra cui il suo stesso figlio. Dafne inizia a trovare biglietti di carta che riportano simboli misteriosi, una sorta di messaggio cifrato dalla complicata traduzione. E i tatuaggi cosa c’entrano in tutto questo? C’entrano, eccome, e giocano la loro parte, insieme a tarocchi, a personaggi bizzarri e ad altri più oscuri e maligni.

Il romanzo di Daniela è un mix di giallo, mistero, grottesco e un pizzico di horror. A voi scoprire chi è la strana coppia del titolo, lasciandovi trasportare lungo un percorso che alterna tensione e divertimento, mistero e conoscenza.

Mise via le carte, infilò il mazzo in borsa, svuotò la cassaforte della camera, posta dietro una riproduzione di un quadro di Matisse in cui vi erano dei pesci rossi, e iniziò a prepararsi per quella che lei avrebbe fatto divenire una stupefacente serata”.

Luisella

 

Ti interessa acquistare questo titolo? Vai allo store!

Amazon

Feltrinelli

IBS

Mondadori Store



Verifica la disponibilità in biblioteca (SBN – Servizio Bibliotecario Nazionale)

Posted in recensioniLeave a Comment on Daniela Schembri Volpe – Killer Tattoo. La strana coppia