Maurizio de Giovanni – Troppo freddo per Settembre

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Mina è tornata e, con lei, il caos dei Quartieri Spagnoli, la continua dicotomia tra la “giustizia” e l’abitudine ai soprusi, tra i desideri di chi si trova a nascere nella famiglia e nel quartiere sbagliato e la “legge” non scritta da rispettare ad ogni costo, per sopravvivere, per sopraffare e non essere sopraffatti.

Mina anche questa volta irrompe nella vita di chi le sta intorno, non risparmia se stessa e nemmeno i suoi “soci”: Rudy e Domenico “chiamamimimmo” sono letteralmente travolti dalla sua determinazione, trascinati quasi contro la loro volontà nella nuova impresa. E che meraviglia, in questo momento della nostra storia sociale, politica e morale, leggere di qualcuno che, a scapito anche della propria incolumità, è disposto a lottare per ciò che è giusto, a spendersi per chi è più debole, per chi vorrebbe reagire ma non ha il coraggio e che si batte nel rispetto di chi, invece, il coraggio lo raccoglie a piene mani e osa l’impensabile: passare sopra l’orgoglio per chiedere aiuto fuori dalla cerchia consentita.

Il tutto narrato con la consueta attenzione ai piccoli dettagli, alle tante sfaccettature dell’animo umano, con l’eleganza e l’arguzia di un autore che sa farci amare ogni suo personaggio, ciascuno estremamente diverso dagli altri, ma talmente umano da riuscire sempre a toccare qualche corda profonda in ognuno di noi, in modo da farcelo sentire vicino e da farci immedesimare in qualche suo pensiero, sentimento, pregio o difetto. Per questo tutti i personaggi di Maurizio de Giovanni riescono a trasportarci, per il tempo della lettura, nelle strade di Napoli: Mina ci porta nel suo consultorio, nelle case dei Quartieri e negli uffici della magistratura con un realismo tale da farci sentire per un momento passionali e forti come lei, come se davvero potessimo cambiare il mondo, scardinando un pezzo alla volta i meccanismi inceppati, creandone di nuovi, sradicando consuetudini malate protette da un silenzio che il coraggio di Mina squarcia come un grido. Potrebbe essere l’urlo di ognuno di noi di fronte ai soprusi, all’indifferenza e all’omertà? Maurizio de Giovanni ci suggerisce la risposta: perché no?

Mimma

 

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