Gianrico Carofiglio – La versione di Fenoglio

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Non ho letto gli altri romanzi di Gianrico Carofiglio di cui il Maresciallo Fenoglio è protagonista ma non è stato difficile prenderlo in simpatia. Il Maresciallo Fenoglio, di dichiarate origini piemontesi, abita da anni a Lecce, provincia in cui presta anche servizio per l’Arma dei Carabinieri. Fedelmente. Da sempre. Il “tempo del lavoro” è quasi terminato e Fenoglio, prossimo alla pensione si trova a fare i conti con un futuro che non riesce ad immaginare: per uno che voleva fare lo scrittore o tutt’al più il giornalista e invece si è trovato ad essere carabiniere, non è semplice essere altro da sé. Neppure quell’altro che per tutta la vita si sarebbe voluto diventare: ricominciare gli studi interrotti presso la facoltà di lettere? La pensione imminente lo pone davanti al fatto compiuto che il tempo passa e le persone invecchiano: compreso lui.

In questa confusione emotiva Fenoglio incontra la giovinezza insicura e smarrita di Giulio, suo ventenne compagno di fisioterapia. In una situazione di estrema fragilità per entrambi, Giulio e Fenoglio iniziano tra un esercizio di fisioterapia e l’altro, delle chiacchierate di riabilitazione emotiva, in una dialettica che è continuo scambio tra chi ha esperienza e chi vorrebbe farne, tra maestro e allievo. Fenoglio racconta al giovane amico le storie della sua vita professionale che non ha mai raccontato a nessuno, mettendo a nudo un’umanità allo sbando, crudele e bisognosa allo stesso tempo, in cui la giustizia si fa strada ma non sempre prevale, in cui a volte il meglio ce l’ha la legge del più forte. Le chiacchierata sul lavoro investigativo di Fenoglio diventano così quasi uno scambio dialogico sulla ricerca della verità, in cui spesso il maestro impara dalle acute osservazioni dell’allievo. Il giovane Giulio infatti è confuso su ciò che vorrà fare “da grande” ma ha le idee molto chiare su ciò che NON vorrà fare, dando molti spunti di riflessione a Fenoglio. La curiosità di Giulio lo porta a scavare nei suoi ricordi e nel suo passato, cercando di consegnare al giovane la verità. Al termine di questo percorso di disvelamento maieutico per entrambi, Fenoglio comprende che dovrà congedare l’amico senza potergli consegnare alcuna formula per la verità. Perché la verità è di chi la indaga.

A far da sfondo a questo rapporto tra gioventù e vecchiaia c’è la figura romantica di Bruna, la fisioterapista che, invitando Fenoglio a continuare il loro rapporto una volta che sarà finito quello professionale, lascia al Maresciallo la strada aperta per la POSSIBILITA’ e il FUTURO.

Da leggere perché, per dirla con una frase celebre “I migliori maestri sono quelli che ti indicano dove guardare ma non ti dicono cosa vedere”.

Annamaria

 

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