Luoghi di libri

L’Audioteca di Luoghi di libri

Là, dove gli abbracci e le visite sono ancora vietati, dove l’isolamento genera solitudine e sconforto, il suono di una voce può essere determinante per alleviare il peso di una giornata altrimenti infinita. Una voce che arriva nitida e non filtrata da mascherine e visiere.

Quella voce, per noi e per voi, si nutre ovviamente di immagini tratte da libri e racconti. E’ la voce delle ragazze de Lo Scatolino di Ars e Corde, degli stessi autori e anche nostra, tutti meravigliosi interpreti di racconti. Come meravigliosi sono gli autori che, quei racconti, ce li regalano. E noi li regaliamo a voi, ovunque siate, affinchè possiate scacciare la noia e la solitudine in nostra compagnia.

Questo il nostro abbraccio virtuale per voi tutti.
Buon ascolto!

I racconti possono essere ascoltati direttamente su questa pagina oppure cliccando su è possibile scaricarli e ascoltarli più tardi.

07/10/2020

Legami ma ucciderò ancora di Mara Rosso letto da Sonia Sacrato

07/10/2020

Ellissi di Luigi Salerno letto da Cristina Avidano

07/10/2020

Il ricordo profuma di te di Giuliana Balzano letto da Mimma Caserta

07/10/2020

Pollicino di Mara Rosso letto da Cristina Avidano

07/10/2020

Lockdown di Nella Scoppapietra letto da Mimma Caserta

07/10/2020

Tavola calda di Mara Rosso letto da Annamaria Blogna

07/10/2020

Lasciatemi sognare in grande (… e grosso) di Desy Icardi letto da Cristina Avidano

30/09/2020

Filastrocca editoriale di Annamaria Blogna letta da Sonia Sacrato

Primavera del maestro Marco Ravizza

23/09/2020

Nostalgie di (e letto da) Alice Basso

Medit Air – Snowing outside del maestro Marco Ravizza

16/09/2020

Eva di Martin Rua letto da Michele Giaquinto

Autunno del maestro Marco Ravizza

08/09/2020

Manuale di sopravvivenza familiare alla quarantena di Marzia Pistacchio letto da Mimma Caserta

Holy Saints Day del maestro Marco Ravizza

26/08/2020

Dai racconti pubblicati su Facebook da Matteo Bussola letto da Elisa Albicenti de Lo Scatolino di Ars e Corde

Canzone per Tommaso del maestro Marco Ravizza

12/08/2020

L’imperatore di Alessandro Madeddu letto da Michele Giaquinto

L’imperatrice di Alessandro Madeddu letto da Michele Giaquinto

27/07/2020

Quando si dice una donna intelligente di Gianluca Campagna letto da Giancarlo Viani

Studio in Do minore/Almas Song del maestro Marco Ravizza

14/07/2020

Il papa di Alessandro Madeddu letto da Michele Giaquinto

La papessa di Alessandro Madeddu letto da Michele Giaquinto

14/07/2020

La teoria dello zainetto di Alice Basso letto da Alice Basso

Il tram numero 4 di Maria Pia Gambini letto da Annamaria Blogna

12/07/2020

Prigionieri del tempo di Letizia Vicidomini letto da Sonia Sacrato

La Ravizzana del maestro Marco Ravizza

06/07/2020

Il suo nome era Cilo di Maria Pia Gambini letto da Cristina Avidano

Ugo di Pier Carlo Maschera letto da Sara Alessandra Sottile de Lo Scatolino di Ars e Corde

23/06/2020

Il cerchio di Luisella Ceretta letto da Elisa Albicenti de Lo Scatolino di Ars e Corde

Gastone Manpreso di Maria Pia Gambini letto da Mimma Caserta

21/06/2020

Irlanda indiani e Covid di Alice Basso letto da Alice Basso

Valse Vague del maestro Marco Ravizza

16/06/2020

Rocco Campochiaro (da Meraklidikos 28/01/2020) letto da Annamaria Blogna

85 centesimi di Maria Pia Gambini letto da Cristina Avidano

14/06/2020

Il miracolo di Lara di Giuliana Balzano letto da Giuliana Balzano

Come vuoi tu del maestro Marco Ravizza

09/06/2020

Qualcuno da amare di Luca Caci letto da Mimma Caserta

Ultimo giorno di scuola di Alice Basso letto da Alice Basso

02/06/2020

Handy va al mare di Flavio Massazza letto da Elisa Albicenti de Lo Scatolino di Ars e Corde

Tutto di Giuliana Balzano letto da Sara Alessandra Sottile de Lo Scatolino di Ars e Corde

The Ship del maestro Marco Ravizza

26/05/2020

Chi arriva ultimo di Luisella Ceretta letto da Mimma Caserta

Rocco Campochiaro (da Meraklidikos 19/01/2020) letto da Michele Giaquinto

Matteo Bussola (da Facebook 27/04/2020) letto da Sara Alessandra Sottile de Lo Scatolino di Ars e Corde

Sudamerica del maestro Marco Ravizza

19/05/2020

Fiocchi di neve di Alessandro Codogno letto da Sara Alessandra Sottile de Lo Scatolino di Ars e Corde

La signorina Felicita di Annamaria Blogna letto da Mimma Caserta

Quello della 22 di Sonia Sacrato letto da Sonia Sacrato

12/05/2020

Matteo Bussola (da Facebook 26/03/2020) letto da Michele Giaquinto

Matteo Bussola (da Facebook 04/04/2020) letto da Annamaria Blogna

Vorrei dirti di Sonia Sacrato letto da Elisa Albicenti de Lo Scatolino di Ars e Corde

05/05/2020

Matteo Bussola (da Facebook 16/04/2020) letto da Annamaria Blogna

Sonata per pianoforte n. 14 in Do diesis minore di Sonia Sacrato letto da Sara Alessandra Sottile de Lo Scatolino di Ars e Corde

La vanità è femmina di Patrizia Durante letto da Sonia Sacrato

La Divina di Sonia Sacrato letto da Mimma Caserta

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Maurizio de Giovanni – Troppo freddo per Settembre

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Mina è tornata e, con lei, il caos dei Quartieri Spagnoli, la continua dicotomia tra la “giustizia” e l’abitudine ai soprusi, tra i desideri di chi si trova a nascere nella famiglia e nel quartiere sbagliato e la “legge” non scritta da rispettare ad ogni costo, per sopravvivere, per sopraffare e non essere sopraffatti.

Mina anche questa volta irrompe nella vita di chi le sta intorno, non risparmia se stessa e nemmeno i suoi “soci”: Rudy e Domenico “chiamamimimmo” sono letteralmente travolti dalla sua determinazione, trascinati quasi contro la loro volontà nella nuova impresa. E che meraviglia, in questo momento della nostra storia sociale, politica e morale, leggere di qualcuno che, a scapito anche della propria incolumità, è disposto a lottare per ciò che è giusto, a spendersi per chi è più debole, per chi vorrebbe reagire ma non ha il coraggio e che si batte nel rispetto di chi, invece, il coraggio lo raccoglie a piene mani e osa l’impensabile: passare sopra l’orgoglio per chiedere aiuto fuori dalla cerchia consentita.

Il tutto narrato con la consueta attenzione ai piccoli dettagli, alle tante sfaccettature dell’animo umano, con l’eleganza e l’arguzia di un autore che sa farci amare ogni suo personaggio, ciascuno estremamente diverso dagli altri, ma talmente umano da riuscire sempre a toccare qualche corda profonda in ognuno di noi, in modo da farcelo sentire vicino e da farci immedesimare in qualche suo pensiero, sentimento, pregio o difetto. Per questo tutti i personaggi di Maurizio de Giovanni riescono a trasportarci, per il tempo della lettura, nelle strade di Napoli: Mina ci porta nel suo consultorio, nelle case dei Quartieri e negli uffici della magistratura con un realismo tale da farci sentire per un momento passionali e forti come lei, come se davvero potessimo cambiare il mondo, scardinando un pezzo alla volta i meccanismi inceppati, creandone di nuovi, sradicando consuetudini malate protette da un silenzio che il coraggio di Mina squarcia come un grido. Potrebbe essere l’urlo di ognuno di noi di fronte ai soprusi, all’indifferenza e all’omertà? Maurizio de Giovanni ci suggerisce la risposta: perché no?

Mimma

 

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Luoghi di… BIMBI

Luoghi di Libri, attento come sempre a promuovere l’amore per la lettura nel territorio, questa volta apre uno spazio per i più piccoli. Luoghi di Bimbi è una rubrica dedicata ai piccoli lettori che, con l’aiuto di mamma e papà e anche delle maestre e dei maestri, possono condividere con altri piccoli e grandi lettori le impressioni sul libro che hanno amato.

Quindi bambini e bambine se avete appena terminato un libro e volete consigliarlo ad altri piccoli lettori, inviate un video di due minuti al massimo in cui:

  • non compare il vostro faccino ma solo la copertina del libro
  • ci dite il vostro nome, il titolo del libro e l’autore
  • ci raccontate se vi siete divertiti a leggerlo e perchè

Quando il video è pronto, scaricate la liberatoria, compilatela, allegatela insieme al video in una mail e inviateci il tutto a redazione@luoghidilibri.it.

Ogni venerdì sceglieremo un piccolo lettore da rendere protagonista della nostra rubrica. Vi aspettiamo!

Nel frattempo vi presentiamo già il nostro primo Luogo di Bimbi!

Gianni Rodari – Le avventure di Tonino l’invisibile (by Filippo, 9 anni)

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Vladimiro Bottone – Il giardino degli inglesi

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Una Napoli diversa da quella che sono abituata a ricordare, diversa dalla Napoli chiassosa e colorata che siamo abituati a immaginare. La Napoli della metà dell’800, che fa da sfondo alla vicenda de Il giardino degli Inglesi è una città spesso silenziosa, lugubre e buia in cui si incontrano personaggi appartenenti a culture, paesi e ceti sociali molto diversi tra loro.

Vladimiro Bottone crea un intreccio complicato di rapporti a volte ambigui, alcuni di una tenerezza struggente, con i bambini in primo piano: vittime della povertà, dell’indifferenza, della cattiveria degli adulti che paiono ignorarli o usarli, ma non vedere la loro sofferenza. L’autore spazia così dalle ipocrisie e dalle perversioni della aristocrazia napoletana, agli intrighi del mondo accademico a cui fanno da contraltare i membri della borghesia vittoriana inglese che, per svariati motivi, il destino ha portato a convergere a Napoli, a diventare vittime e salvatori, a trovarsi legati a doppio filo ad una vita diversa e a trovare la felicità, la morte e l’amore così lontano dal loro mondo.

Una storia di egoismi e perversioni, miseria e redenzione, un affresco storico a tinte noir che immerge il lettore in un’atmosfera nebbiosa che ricorda quella londinese, descritta con un linguaggio delicato, che colpisce per la sua ricchezza: concreto, ma allo stesso tempo elegante, a tratti forbito, ma mai pomposo o eccessivamente desueto. A mio parere lo stile di per sé è già un ottimo motivo per leggere questo romanzo che fa venire voglia di leggere il precedente a chi come me, non lo ha ancora fatto.

Mimma

 

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Riccardo Persano – Come difendersi da una veneziana

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La mattina al bar è come la sera nella Savana, quando tutte le specie si ritrovano a bere dallo stesso lago, prede e cacciatori avvicinati dai comuni bisogni primari. Allo stesso modo, ogni giorno, al bancone di Arleo, si ritrovano persone di tutti i tipi che, senza distinzione di sesso, religione, etnia, squadra del cuore o ceto sociale, si dedicano al sacro rito del caffè prima di andare incontro alla loro giornata. In questo microcosmo, che ogni giorno si ricrea e si distrugge dopo quindici minuti al massimo, interagiscono soggetti che mai, ripresi nel loro habitat naturale, avrebbero avuto modo o interesse a scambiarsi anche solo un cenno del capo.

Ale, all’anagrafe Alessandro, lavora come barista da quando era ragazzino, dopo aver abbandonato la scuola. Non che sia poco intelligente, tutt’altro. Non ha avuto solo voglia di studiare e, dopo aver svolto lavoretti saltuari, si ritrova, proprio come il padre, barbiere vecchio stampo, a ripetere ogni giorno la stessa frase “Cosa ti faccio oggi?”. Una frase retorica potremmo dire perché Ale, proprio come il padre, sa cosa vogliono le persone, conosce gli avventori del bar Arleo, nel centro città, come le proprie tasche. Ci sono i clienti fissi, come Cappuccino Tiepido, avvenente ragazza della porta accanto o il Poeta, detto così perché “versifica” su ogni argomento terreno e ultraterreno. E poi ci sono gli abituali, quelli che Ale non conosce ma riconosce. Un gesto, una ciocca di capelli ribelle, il loro abbigliamento, alla mimica facciale: ogni dettaglio non sfugge all’occhio allenato del barista che ne capisce la psicologia. Perché, in fondo, per far bene questo lavoro devi essere cortese e far parlare il cliente, senza forzarlo ma portandolo ad aprirsi alle confidenze, così il giorno dopo e il giorno dopo ancora avrà voglia di tornare a “fare due parole” con te. E poi ovviamente DEVI saper fare un buon caffè: questa è la regola numero uno ma il figlio di un napoletano ancor di più. Perché il romanzo di Persano è ambientato in una delle città più belle e controverse d’Italia. Le vicende si svolgono nel Bar Pasticceria Arleo (che realmente esiste nel centro di Genova). Ale vede sfilare sotto i propri occhi ogni mattina una moltitudine di persone e vite e storie diverse e ce le racconta, intercalandole con storie familiari e di incontro scontro ora con “Cannavacciuolo”, il collega arrogante, ora con Davide, l’altro barista e suo amico d’infanzia. La passione di Davide per il cinema ci regala, all’interno degli aneddoti narrati da Ale, numerose citazioni da film. Una per tutti il loro gioco de “l’Adelina” che vale allo sfortunato Ale un bello sganassone in piena faccia.

Ma la “veneziana” del titolo, direte voi? C’è anche lei, descritta in maniera così sensuale che vi verrà subito voglia di procurarvene una.

Ma tra tutti i nostri prodotti ce n’è uno che è di gran lunga il più apprezzato e richiesto: la Veneziana. Un dolce lievitato, farcito con crema pasticcera la cui origine è attestata intorno al quindicesimo secolo. Lo si può reperire facilmente in qualsiasi pasticceria della città, ma quello che abbiamo qui da Arleo è speciale. Il segreto sta nella crema pasticcera, più precisamente nella quantità di crema pasticcera con cui è farcita la Veneziana. In media, ognuna pesa dai due ai tre etti, tanto è il ripieno stipato tra le dolci pareti di brioche […] La Veneziana non conosce stagionalità ed è trasversale rispetto al clima. Va di moda a Natale come a ferragosto, quando piove e quando splende il sole. I suoi consumatori si dividono in due categorie: ci sono quelli seriali, che la prendono ogni mattina e i neofiti, attratti per lo più dalla sua forma rotondeggiante e dal colore della crema che fa capolino in cima al dolce.

La veneziana altro non è che metafora della vita. Se è la prima volta che ti avvicini ad essa, come in ogni nuova esperienza, può finirti male. A meno che non ci sia lì accanto un buon amico, o un barista fidato, pronto a consigliarti.

Buona lettura e, se vi viene l’acquolina in bocca e vorreste vedervi materializzare davanti agli occhi i dolci citati dall’autore, fa tutto parte di un piano diabolico da cui non ci si può’ salvare. Parola di lettrice golosa!

Annamaria

 

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