Barbara Comyns – La ragazza che levita

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Morta la regina Vittoria, la Londra Edoardiana si presenta sempre più spaccata in due tra miseria e splendore: il progresso e le nuove architetture hanno come sfondo fabbriche e sobborghi operai e una densa nebbia giallognola ricopre la città.

Alice, la protagonista di questo romanzo che potremmo definire un moderno gothic novel, non è la protagonista della fiaba di Carroll. La Alice di Barbara Comyns vive una realtà che è peggiore di qualsiasi fantasia: un padre violento e crudele, una madre debole e malata, degli amici che non riescono a proteggerla e una donna, Rosa Fisher; che alterna momenti di compassione a attimi di vera malvagità. Come la più famosa Cenerentola, alla morte delle madre, Alice si trasforma nella serva della nuova matrigna. In seguito, tenterà di cambiare vita, allontanandosi da Londra, ma sarà costretta a farvi ritorno dopo aver vissuto altre peripezie. Non c’è amore nell’orizzonte che l’autrice ricama per la sua protagonista, ma solo sopraffazione e sofferenza. Sembra proprio non esserci pace per una ragazza nella sua posizione. Ed è così che Alice trova il modo per sganciarsi da una realtà così orrenda che sembra non lasciarle scampo.

Magistrale la conclusione della Comyns che riconduce gli eventi ad un fatto di cronaca e dà, lungo tutta la narrazione, elementi geografici reali per permettere al lettore una maggiore immedesimazione in un fatto distante oltre cento anni.

Da leggere se amate le descrizioni dettagliate dei luoghi e la psicologia dei personaggi che rendono quasi secondaria la vicenda centrale, preannunciata dal titolo, mentre danno una perfetta descrizione del ruolo riservato alla donna nella Londra di inizio XX secolo. Un po’ come in “The Turn of the Screw” di Henry James, ritroverete un’atmosfera di piacevole inquietudine.

 

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