Luca Bianchini – Baci da Polignano

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Polignano è quella perla incastonata nella roccia a metà strada tra il Gargano e il Salento, dove cielo e mare si fondono in un blu così profondo da aver ispirato Domenico Modugno per la sua “Volare”.

In questa cornice che ci conquista per la bellezza mozzafiato dei suoi paesaggi e la naturalezza dei personaggi, ritroviamo i protagonisti di “Io che amo solo te”, alcuni anni dopo il matrimonio di Chiara e Damiano. Nonostante siano cresciuti (e invecchiati) le loro vite gravitano ancora tutte intorno a Polignano.

Luca Bianchini ci presenta in media res un romanzo in cui il “girl power” la fa da padrone: da Matilde, che stanca di essere sempre “la seconda scelta” del marito intreccia una relazione seria con Pasqualino Settebellezze, tuttofare degli Scagliusi, Chiara che si invaghisce di un giovane futuro sposo di cui sta seguendo il matrimonio. Tra tutte le donne del romanzo emerge sempre lei, Ninella, che per una volta nella vita parrebbe aver scelto la leggerezza e la felicità che ha il volto di un bell’architetto milanese, detto anche il toy-boy, vista la differenza d’età.

Fanno da sfondo i personaggi secondari e le loro storie: Orlando in cerca dell’Amore, Nancy che vuole diventare collega di Chiara Ferragni, la Signora Labbate ormai non solo più pettegola del paese ma anche donna d’affari, lo zio Franco e i suoi affari al limite della legalità e infine la zia Dora, giunta da Castelfranco Veneto per spartire un’eredità.

Bianchini gioca a confermare e sfatare miti e luoghi comuni, in una commistione di descrizioni evocative ora del Nord ora del Sud, dove tutto poi si mescola in nome dei sentimenti, pur rimanendo fedele a se stesso. Le caratteristiche dei personaggi vengono esaltate dall’uso consapevole del dialetto e dell’intercalare nei vari dialoghi che, come in una pièce teatrale, tengono il ritmo della narrazione sempre vivace.

Don Mimì, Ninella, Chiara, Damiano, Orlando, Matilde, Franco e persino la zia Dora ci accompagnano ancora una volta, mano nella mano, in una Polignano che non è solo turisti e villeggiatura ma è soprattutto calette nascoste in cui ci si può baciare al chiaro di luna, scogli da cui tuffarsi all’alba, spiagge in cui campeggiare abbracciati.

Non manca la parte sui manicaretti (panzerotti e cozze impanate) che non c’è modo migliore di dimostrare il proprio affetto che cucinare per chi si ama.

Insomma, “Baci da Polignano” è proprio una cartolina di saluti da personaggi che abbiamo tanto amato nel primo romanzo e che ci invitano ancora una volta ad entrare nelle loro storie, consapevoli che, davanti a tanta bellezza, il finale non potrà essere altro che il migliore possibile.

 

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