Matteo Bussola – L’invenzione di noi due

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Non so se vi è mai successo di leggere un romanzo e di attribuire alle pagine che vi scorrono sotto gli occhi una vostra colonna sonora, intima, personale, che porta con sé ricordi di un tempo passato. La musica che ha fatto da sottofondo durante la lettura de “L’invenzione di noi due” è stata una canzone di Jovanotti, neanche tra le più recenti. Adesso, non so se a Matteo Bussola piaccia Jovanotti (o viceversa) ma proverò a farvi “sentire” quel che ho sentito io.

Se rimaniamo insieme
Potremo anche volare
Potremo attraversare questo mare
Se rimaniamo insieme nelle diversità
Insieme scopriremo la nostra unicità

Milo e Nadia sono due ragazzini che, con la maturità alle porte, si incontrano virtualmente lasciandosi messaggi a matita su un banco di scuola. Non si sono mai visti o incontrati o immaginati ma la forza delle parole li ha “messi insieme” finché… finché la vita va avanti, i messaggi sui banchi vengono cancellati e altre storie e altri incontri determinano le nostre scelte, dipingono le nostre giornate.

Se noi si resta insieme saremo la continuità
Se rimaniamo insieme sarà vera libertà

Il destino è strano e come divide due cuori che si appartengono così è poi capace di rimetterli sulla stessa strada: Milo e Nadia si incontrano anni dopo ad una festa. Casualità? Predestinazione? Si incontrano e si riconoscono, pur non essendosi mai visti, diversi ma uguali ai ragazzini che avevano lasciato. Si mettono insieme e finalmente può iniziare la loro storia d’amore. Mettersi insieme è cogliere l’occasione, essere la persona giusta per l’altro al momento giusto. Restare insieme è un altro paio di maniche. Restare insieme è una scelta, un atto di coraggio e anche di fede a volte nei confronti di chi ti fa decidere che vale la pena restare.

Se rimaniamo insieme
Se ci diciamo tutto
Se insieme seminiamo
Insieme coglieremo il frutto
Se noi si resta insieme sarà una meraviglia
Se rimaniamo insieme saremo una famiglia

Bussola, con sapiente maestria nel cogliere i dettagli semplici della quotidianità, inizia allora a muovere le fila di questa storia che si trasforma da storia d’amore a storia di disamore. Per stare insieme bisogna raccontarsi tutto? Per essere famiglia bisogna attendere l’arrivo di un figlio? Quanto realmente conosciamo dell’altro e quanto siamo disposti a conoscere? Si cambia per amore o è l’amore che ci cambia? La storia di Milo e Nadia attraversa questi interrogativi e dall’orizzonte placido della sua quotidianità Milo si accorge che la calma apparente della moglie si è tramutata in realtà in indifferenza: Nadia non lo ama più. E lui che esiste ed è esistito fino a quel momento riconoscendosi nello sguardo di lei, non sa più chi è.

Noi rimarremo insieme se noi ci capiremo
Se ci perdoneremo gli sbagli che faremo
Noi rimarremo insieme se avremo volontà
Se riusciremo insieme a darci libertà

Come fare a riportare la loro storia nel porto sicuro del matrimonio? Bussola ce lo dice a chiare lettere: accollandosi il rischio dell’insuccesso. Ed è proprio quello che Milo fa per far tornare Nadia da lui. Ma sarà la stessa Nadia che aveva scelto? E lui, dopo questa esperienza, sarà lo stesso Milo? A volte la sola speranza che abbiamo per ritrovare chi amiamo è in realtà ritrovare noi stessi.

Per la vita che verrà
Per la vita che verrà
Tu non sarai mai sola
Sotto questo cielo,
Io non sarò mai solo,
Sotto questo cielo

Cosa ci insegna, o almeno cosa mi ha insegnato “L’invenzione di noi due”? Che ci si può sentire soli anche in coppia ma che ci va molto coraggio per restare, perché andarsene spesso è la via più facile. Che una coppia è sempre composta da due persone e che è bene mantenere la propria unicità, preservando un piccolo spazio segreto, quel non detto che ci fa ancora avere voglia di conoscere e di riconoscerci nello sguardo di chi si ama. Grazie Matteo Bussola per aver trattato con estrema poesia e umiltà un tema con cui, prima o poi, tutti ci confrontiamo.

 

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