John Niven – A volte ritorno

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Se avete voglia di leggere qualcosa di molto divertente ma non banale, provocatorio ma non volgare, qualcosa che stimoli il vostro spirito critico mettendo fortemente in crisi le vostre più ataviche convinzioni… allora questa potrebbe essere la lettura che fa per voi!

Come la pensereste se vi dicessero che Dio, il Creatore, l’Onnipotente – sì, insomma, proprio Lui – ne ha le scatole piene dell’Umanità, che è così tremendamente deluso e sconfortato dai disastri combinati dall’Uomo da cedere alla tentazione di mandare tutto a gambe all’aria? Se desse retta a quella testa calda di San Giovanni, l’Apostolo prediletto, sarebbe il momento di dare una bella dimostrazione di chi è il capo. Cavallette, Apocalisse, Armageddon…una bella spazzata e via! Tanti saluti e si riparte da zero! E dire che San Pietro lo aveva messo in guardia su quella faccenda del libero arbitrio…Però Dio non è convinto e ci ripensa: non ha fatto tutto quel lavoro per buttarlo alle ortiche con uno schiocco delle sue celestiali dita. Non si è sorbito l’Archeano e il Proterozoico tutto da solo (“Provateci voi a fare quattro chiacchiere con un eucariote!”), il Paleozoico a fissare scarafaggi e lucertole, per non parlare di quella pallosissima Età del Bronzo che sembrava non finisse mai…

Quando aveva visto finalmente un po’ di civiltà con i Greci e i Romani si era rincuorato. D’accordo, una lieve caduta di tono verso il Medio Evo, però subito dopo, con il Rinascimento, si era davvero inorgoglito! Troppo… quella vacanza premio che si era concesso era stata una vera imprudenza, avrebbe dovuto tenere d’occhio le Creature ancora un attimo ma si era voluto fidare… giusto qualche settimana per andare a pescare (il tempo Celeste è un po’ diverso da quello sulla Terra) e al suo ritorno cosa trova? Il pianeta ridotto a un immondezzaio, carneficine e genocidi, le peggiori crudeltà perpetrate dall’uomo verso altri uomini, per non parlare di come vengono trattati gli animali! Il Creatore è veramente indignato: “Ma era poi così difficile seguire quell’unico, semplicissimo comandamento che vi avevo dato? FATE I BRAVI…”. Tutto qui.

Così gli tocca di rispedire ai piani di sotto il povero Gesù, che se la stava allegramente spassando fumandosi le canne e schitarrando in compagnia di Jimi Hendrix (se uno deve scegliersi un insegnante di chitarra punta sul migliore, è ovvio). Il ragazzo, memore di com’era andata la sua prima volta, non è affatto entusiasta, ma non può che obbedire agli ordini di suo Padre. Così Gesù, con uno stile tutto suo, ritorna sulla Terra: un lungo viaggio coast to coast da New York a Los Angeles, per dimostrare che avere compassione, empatia e sensibilità è ancora nella capacità dell’uomo, che vivere in comunione si può fare e che, anche se tutto sembra dimostrare il contrario, la via della semplicità è l’unica che porti alla felicità.

Non consiglierei assolutamente questo libro a chi è stretto di vedute ed è privo di ironia, o a chi patisce il turpiloquio perché la scrittura è molto “disinvolta”. Alcuni temi sono trattati in modo veramente dissacrante e probabilmente urterebbero la sensibilità di chi ha una fede molto ortodossa. Chi invece ha il coraggio di ammettere che la Chiesa per prima non ha saputo rispettare l’unico enunciato divino (“Fate i bravi!”) e che – ora come allora – chi si schiera con i fatti, e non solo con le parole, dalla parte dei più deboli e degli emarginati non è ben visto dalle autorità, allora potrà trovare questa lettura accattivante e senza dubbio anche molto, molto attuale.

 

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