Luoghi di libri

Ferdinando Salamino – Il kamikaze di cellophane

Vai alla scheda del libro

Esistono due tipi di mostro: quelli che divorano qualunque cosa attraversi loro la strada e quelli che scelgono una vittima. I primi sono guidati dalla propria natura e dalle circostanze. Uccidono e distruggono perché è quello che sono e l’unica cosa che occorre loro è un’occasione per liberare i propri istinti. Poi ci sono gli altri, quelli che desiderano una persona sola. Ne sono ossessionati, la cercano e la braccano, fino a quando non riescono a possederla e, nel farlo, la annientano.

Se pensate di leggere il solito thriller psicologico allora non leggete ciò che scriverò qui. L’incontro virtuale e fortunato con questo autore esordiente mi conferma, ancora una volta, di quanti diamanti allo stato grezzo ci siano da scoprire e da valorizzare in questa giungla del mondo editoriale, che sforna libri come fossero biscotti.

Voglio parlarvi di questo ragazzo, Michele Sabella, nato e cresciuto in una famiglia in cui il padre spesso ubriaco, donnaiolo e malato del gioco, riempie di botte la madre, che pur di salvare il figlio dallo stesso destino, subisce in silenzio. Un ragazzone di un metro e novanta, un po’ impacciato nei modi, timido, silenzioso, bullizzato dai compagni di scuola; ama i libri e i fumetti dei supereroi, nel cui mondo spesso si rifugia. Una banalissima, sebbene triste, storia di famiglia sfasciata e di violenza domestica, direte voi. Ebbene sì è così. Ma è da qui che parte la storia della graduale metamorfosi di Michele raccontata da lui, in prima persona, come un diario dell’orrore, dove esprime tutti i pensieri e deliri più profondi della sua mente in un alternarsi tra presente e passato. Il presente è quasi claustrofobico: in una stanza, ha di fronte a sé la vittima in preda a spasmi di dolore per le torture che gli sta infliggendo e gli parla perché quella bestia deve capire il motivo per cui morirà o moriranno (ancora non ha deciso) . E il bello di tutto questo è che, fino alla fine, non sapremo chi sta subendo queste atroci sofferenze. Faremo congetture artificiose, crederemo fino all’ultima pagina di esserci arrivati, di aver capito tutto, dicendo “ma sì è palese!”. Un thriller al contrario: conosciamo il carnefice, ma non la vittima!

Il passato, un passato molto recente, è il racconto della sua vita rivolto a noi lettori come un diario appunto. Tra i vari aneddoti familiari racconta un avvenimento che forse è stato il fattore scatenante di tutto, una terribile decisione presa da.. “l’uomo che avrebbe dovuto chiamare papà, ma per lui era solamente ‘Ypsilon'” : tutti i libri di Michele dovranno essere buttati! Non ci sarà più nessun libro nella sua stanza. Il sentimento di orrore e di ingiustizia si alimenta nel cuore di Michele e cresce sempre di più. Per difendersi da questo ulteriore dolore, la psiche delicata di Michele crea nel ragazzo una sorta di demone, come uno strato di cellophane, una bestia autodistruttiva che gli impedisce di provare emozione e di soffrire, costituendo una personalità poliedrica.

Col cellophane arrivano i deliri, le voci nella testa, sguaiate e ossessive che sussurrano, consigliano, pretendono.

Personalità in alcuni tratti fredda, calcolatrice e geniale, in altri visionaria, schizoide, borderline o chissà che altro, che tra allucinazione e realtà si autopunisce provocandosi lesioni con le lame di un rasoio.

Sento gli strati di cellophane avvilupparsi attorno al cuore, spire di serpente che soffocano la coscienza e la nascondono alla vista.

Chiaramente Michele finisce in un centro di recupero mentale nel quale conoscerà una ragazza anoressica, Elena, che sarà per lui la ragione principale per guarire ed uscire al più presto da lì! Il rapporto tra i due è descritto con una prosa che passa dal poetico al cinico, dal sensuale al barbaro, in una splendida altalena di equilibrio e squilibrio. Elena è una fata nera, nei suoi occhi profondi si vede l’abisso e, si sa, che se guardi troppo l’abisso, lo stesso può attirarti a sé senza scampo. Michele si farà attirare e deciderà di essere il Kamikaze disposto a tutto pur di salvarla da quella presenza oscura che lentamente la sta distruggendo. Riuscirà a salvarla e a salvare se stesso? Uno stile di scrittura acuto, a tratti didascalico, ma mai pesante, ironico e divertente oltretutto. Gli occhi scorrono tra le pagine, avidi di conoscere e aprire le serrature nascoste della verità, tra bene e male, tra rinascita, perdono e vendetta. È tutta una questione di equilibri, sempre così fragili, delicati e ai limiti di ciò che è giusto e di ciò che è sbagliato. Credete che alla fine sarete in grado di condannare o assolvere? Io sono certa di no. A voi comunque la decisione.

Un’ultima cosa, un avvertimento di Michele: “Non affezionatevi a questo spilungone strampalato, al quale il croupier ha servito una mano di carte davvero di merda. Forse provate un po’ di pena. Ebbene, ricordatevi chi sono. Non dimenticate il rasoio”.

Un grazie sincero all’autore Ferdinando Salamino. Sapendo della sua professione di psicoterapeuta avevo il timore di trovarmi a leggere un saggio. E invece ammetto che in questo romanzo il pathos non manca mai ed è rappresentato sotto ogni sua più dannata forma! In attesa di un seguito, io non potrò mai dimenticare quel ragazzaccio di Michele Sabella!

 

Ti interessa acquistare questo titolo? Vai allo store!

Amazon

Feltrinelli

IBS

Mondadori Store



Verifica la disponibilità in biblioteca (SBN – Servizio Bibliotecario Nazionale)

Visualizza la mappa delle biblioteche (Anagrafe Biblioteche Italiane)

Posted in recensioni

Alessia Gazzola – Lena e la tempesta

Vai alla scheda del libro

Tanto vale ammettere subito che ho cominciato a leggere Lena e la tempesta con la mente ad Alice Allevi, con il timore di incontrare un personaggio non altrettanto accattivante, oppure troppo simile a lei.

Per fortuna questa lettura è stata una piacevole sorpresa: Lena cattura dalle prime pagine perché ha tutta la freschezza della Alice dei primi romanzi, nonostante un vissuto molto diverso, unito ad una personalità molto più articolata e complessa. A tratti sembra quasi che i personaggi siano due: Lena adolescente e Lena giovane adulta, tale è la capacità introspettiva dell’autrice nel raccontare le paure, i sentimenti contraddittori e soprattutto i silenzi della ragazzina costretta a crescere bruscamente e improvvisamente ma rimasta imprigionata e nascosta nel profondo della donna, combattuta, fragile, ma determinata, alla quale non permette di andare avanti e ricominciare.

Il trauma adolescenziale viene trattato con la delicatezza e la discrezione che ci si aspetta di riservare ad argomenti di questo genere, ma la cosa che colpisce è il tono della narrazione, contemporaneamente distaccato in modo quasi professionale ma allo stesso tempo fortemente empatico, che permette all’autrice di non cadere mai nella banalità, sia nell’analisi che Lena stessa fa di sé e delle sue azioni passate e presenti e delle loro conseguenze, sia nell’evoluzione del personaggio che appare chiaro e ben definito, pur nello spazio di un breve romanzo (sono appena centosessanta pagine).

Lena, che inizialmente ci dice: “Io vorrei soltanto dimenticare, quella sarebbe la mia vera vittoria“, arriva alla fine a ricordare, a scoprire quali percorsi inaspettati la mente, la sua mente ha costruito per proteggerla e permetterle di sopravvivere, e a costruire su nuove consapevolezze un nuovo inizio.

Lena, insomma, è un personaggio che si fa amare e che dispiace un po’ abbandonare, anche se siamo certi di lasciarla più forte e meno sola di quando l’abbiamo trovata.

 

Ti interessa acquistare questo titolo? Vai allo store!

Amazon

Feltrinelli

IBS

Mondadori Store



Verifica la disponibilità in biblioteca (SBN – Servizio Bibliotecario Nazionale)

Visualizza la mappa delle biblioteche (Anagrafe Biblioteche Italiane)

Posted in recensioni

Lorenzo Licalzi – L’ultima settimana di settembre

Vai alla scheda del libro

Ad un certo punto ho dovuto interrompere. Posare il libro ed uscire a prendere una boccata d’aria. Stavo entrando con eccessiva intensità tra le pagine. O erano loro che entravano dentro di me. Perché è complicato mantenere le distanze da questo tipo di storia e dai suoi personaggi; e da questo modo di scrivere. Generalmente non sono facile alla commozione ma ammetto che, a questo giro, qualche bel sospirone l’ho gestito a fatica.

E, come non bastasse il libro in sé ad alimentare la girandola di emozioni, ho letto (per puro caso, lo confesso) L’ultima settimana di settembre appena dopo aver terminato Tutto sarà perfetto di Lorenzo Marone. Ed è pazzesco… perché si ha l‘impressione di entrare in storie parallele nelle quali analogie ed emozioni danzano intrecciando i loro passi e ti si conficcano dentro attraverso la voce di un “io narrante” diverso che ne modifica la percezione del punto di osservazione offrendo una diversa angolazione di una prospettiva molto simile. Un figlio che racconta il padre e un nonno che racconta il nipote. Storie di viaggi lungo strade e paesi che ripercorrono le orme del passato in direzione di destini che possono significare l’inizio o la fine.

L’ultima settimana di settembre, dicevamo. Un nonno burbero ai limiti della misantropia costretto a procrastinare il proprio appuntamento con l’aldilà per offrire al nipote poco meno che estraneo una via d’uscita dall’abbraccio di un destino cinico e maldestro. Gomitoli di strade a bordo di una vecchia e mai doma Citroën DS. Centinaia di chilometri di asfalto su cui accumulare ricordi, emozioni, sguardi e sentimenti. Partire da zero e costruire un legame, solido quanto la stessa Via Aurelia, nel breve spazio che separa Genova da Roma. Con la premessa di un addio. Con la promessa della felicità.

Lorenzo Licalzi è abilissimo ad inquadrare luoghi e personaggi ed a suscitare nel lettore un senso di empatia nei loro confronti. A strappare risate, sorrisi, stupore e lacrime. Praticamente impossibile restare impassibili. Viene invece spontaneo accomodarsi sul sedile posteriore della DS e godere del viaggio insieme ai protagonisti. Misurare il ridursi delle distanze. Godere della smisurata tenerezza costantemente mascherata dai silenzi o dalle ruvidità di facciata. Condividere il dolore e percepirne la metamorfosi in qualcosa di molto vicino alla felicità.

Io sono ancora qui, seduto sullo squalo…e credo che mi ci vorrà un po’ di tempo prima di decidere di scendere da queste pagine!

 

Ti interessa acquistare questo titolo? Vai allo store!

Amazon

Feltrinelli

IBS

Mondadori Store



Verifica la disponibilità in biblioteca (SBN – Servizio Bibliotecario Nazionale)

Visualizza la mappa delle biblioteche (Anagrafe Biblioteche Italiane)

Posted in recensioni

Lorenzo Marone – Tutto sarà perfetto

Vai alla scheda del libro

C’è un momento della vita in cui, circa intorno ai quarant’anni, ci si ritrova dall’altra parte della barricata. Succede quando tocca ricambiare le premure ricevute dai genitori ed assistere il loro declino verso la vecchiaia e la non più completa autosufficienza. Lo si può affrontare nella maniera più ossessiva o con malcelato distacco.

Lorenzo Marone ci mette di fronte a questo genere di situazione con una storia tenera, romantica, a tratti grottesca.

Un anziano padre con i giorni contati. Una figlia apprensiva fatta di regole e precisione. Un figlio poco presente, troppo impegnato a prendere per il culo la vita per costruirsene una vera.

Un continuo alternarsi tra vicende attuali e ricordi di un passato in cui immagini, rumori ed odori ne alimentano continuamente il ricordo. Storie che si intrecciano e danno vita ad un involontario processo di autoanalisi; perdonare e perdonarsi.

Andrea, splendido quarantenne convintamente scapolo dotato di rare capacità fotografiche mai sfruttate con vera passione, si ritrova a dover sostituire per qualche giorno la sorella Marina nell’assistere il padre malato. Precisa al limite del maniacale lei. Poco affidabile e incline all’improvvisazione lui. Andrea, sdrammatizzatore per professione, capace di trovare la forza e la sensibilità di assecondare le bizzarre volontà del padre e, col tempo e la ricerca, di comprenderne aspetti mai emersi. Andrea, capace di ripartire da un’esperienza drammatica per dare un vero senso alla propria vita. Andrea, confuso ed inconsapevole protagonista delle ultime volontà paterne.

Si intrecciano drammi e passioni, in Tutto sarà perfetto, con la consueta capacità di coinvolgimento del lettore che Marone, come pochi, riesce a suscitare. Viene naturale immedesimarsi nei protagonisti, sentirsi parte del romanzo. Viene istintivo sentirsi fotografi dei personaggi e dei paesaggi di Procida; percepirne i colori, i rumori e gli odori.

Storia drammatica, in teoria. Ma in realtà ricca di allegria, buon umore, amore e tenerezza. Una favola moderna, realistica e surreale allo stesso tempo. La fotografia di un’immagine a colori tenui descritta con l’occhio di chi sa cogliere l’attimo, afferrare la luce giusta; e con la penna di chi è capace di esprimerne ogni dettaglio senza necessariamente doverla imprimere su pellicola. Clic.

 

Ti interessa acquistare questo titolo? Vai allo store!

Amazon

Feltrinelli

IBS

Mondadori Store



Verifica la disponibilità in biblioteca (SBN – Servizio Bibliotecario Nazionale)

Visualizza la mappa delle biblioteche (Anagrafe Biblioteche Italiane)

Posted in recensioni

Cristiano Cavina – Ottanta rose mezz’ora

Vai alla scheda del libro

Quanti volti può avere una persona? Infiniti, come ci racconta il libro di Cavina, in cui vengono messi a nudo – è il caso di dirlo – i molteplici aspetti dell’animo che coesistono in ciascuno di noi.

Dissoluto, realista, ironico e romantico, il romanzo sviscera una storia semplice e solo in apparenza banale: se le prime pagine sembrano condurre verso gli stilemi tipici della letteratura rosa, si avverte da un certo punto in poi un messaggio più profondo, complesso e originale.

La storia è quella di uno scrittore che si innamora di una giovane insegnante di danza, Chantal, soprannominata da lui Sammi. Il rapporto tra i due è caratterizzato fin da subito da un’attrazione molto intensa. L’intreccio si accende ancor più dal momento in cui Sammi deve, per necessità economica, iniziare a prostituirsi: lui, contro ogni aspettativa, la asseconda e sostiene in quest’avventura.

Tra i due si avverte una passione carnale così cruda e concreta da diventare paradossalmente quasi poetica e alimentare, nel corso delle pagine, un sentimento di pura e delicata bellezza.

Cavina non giudica i suoi personaggi, lascia a noi ogni valutazione etica. Ma, al tempo stesso, ci interroga direttamente: quanti di noi hanno conosciuto una come Sammi? Una ragazza normale, che vende il proprio corpo (o la propria anima, che a volte è peggio) per mantenersi, sempre in bilico tra salvezza e perdizione, tra colpa e riscatto.

Quanti di noi riescono ad ammettere le proprie debolezze e peccati, senza giudicare ma amando incondizionatamente gli altri e soprattutto se stessi?

 

Ti interessa acquistare questo titolo? Vai allo store!

Amazon

Feltrinelli

IBS

Mondadori Store



Verifica la disponibilità in biblioteca (SBN – Servizio Bibliotecario Nazionale)

Visualizza la mappa delle biblioteche (Anagrafe Biblioteche Italiane)

Posted in recensioni