Tiziana Silvestrin – La profezia dei Gonzaga

tersicore, 28 Febbraio 2019

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Con La profezia dei Gonzaga, Tiziana Silvestrin ci accompagna con grande bravura, sapienza e un formidabile senso del ritmo, in una Mantova autunnale e piena di misteri.
Siamo nel 1596 e la dinastia dei Gonzaga sembra d’improvviso minacciata di estinzione. Il tutto a causa della sparizione della mummia del Passerino nel corso dei lavori di ristrutturazione del palazzo del Capitano, parte significativa di palazzo Ducale o Reggia dei Gonzaga.

Di rientro dall’ultima missione in Francia, il capitano di giustizia Biagio dell’Orso viene accolto da un prefetto delle fabbriche, architetto Antonio Viani, sconvolto dall’inspiegabile furto della mummia e terrorizzato al pensiero della punizione che il duca Vincenzo intenderà infliggergli per non aver vigilato a dovere, durante il trasloco legato ai lavori edili, sullo stravagante amuleto.

La storia è nota: Rinaldo Bonacolsi, detto il Passerino, capitanava la famiglia che per mezzo secolo aveva dominato Mantova quando, nel 1328, Luigi Gonzaga aiutato dai figli e dal suo alleato Cangrande della Scala, riuscì a scalzarlo. In seguito a un colpo di spada e alla seguente rovinosa caduta da cavallo, il Passerino era morto proprio nel palazzo del Capitano.

Un astrologo aveva vaticinato a Luigi che finché avesse custodito nella sua dimora il corpo del Passerino la stella dei Gonzaga avrebbe brillato nel cielo.

E così era stato nei trascorsi quasi trecento anni. Pertanto, scopo di chi ha sottratto la mummia è screditare e poi distruggere non solo i Gonzaga, ma lo stesso Biagio dell’Orso visto che la difesa dei duchi è suo compito precipuo, come pure, in questo caso, scoprire chi ha rubato la mummia, come ci è riuscito e perché lo ha fatto. Chi trama nell’ombra e chi trarrebbe vantaggio dalla fine della dinastia dei Gonzaga?

Tornano in questo quinto capitolo della saga i personaggi che abbiamo imparato a conoscere e ad amare: la bella veneziana Rosa, compagna di Biagio e afflitta, a ragione, da una furibonda gelosia nei suoi confronti; il consigliere ducale Marcello Donati e sua moglie Cecilia; il bargello e braccio destro di Biagio, Gió Morisco; l’illusionista Colorni e sua figlia Estella. In un susseguirsi di agguati, scoperte, tranelli, tradimenti e cento altri colpi di scena, la vicenda trascorre fra il ducato di Mantova e la corte dell’Imperatore Rodolfo II a Praga.

Tiziana Silvestrin, come già nei precedenti romanzi, è prodiga di notazioni storiche e affascinanti, nonché documentate con precisione e rigore, descrizioni di abiti, ambienti, cibi e usi dell’epoca.

Ritmo incalzante e tagliente, personaggi vivi e vivaci, dialoghi ottimi e all’occasione divertenti, La profezia dei Gonzaga incanta dalle prime battute e, come un romanzo di cappa e spada, ci lascia fino alla fine con il fiato sospeso e la piena speranza di un prossimo seguito.

 

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