Giancarlo Bosini – Giallo Milano

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“La carta e l’inchiostro. Due inconsapevoli strumenti della narrazione del passato e del presente. Testimoni di fatti avvenuti o ambasciatori di avvenimenti non ancora accaduti. Nella carta e nell’inchiostro sono conservati secoli di storie. Dalle più grandi alle più modeste. Pubbliche e intime, vere o false”. Credo che queste poche righe possano in qualche modo racchiudere l’indagine alla quale ho assistito leggendo questo piacevole giallo di Giancarlo Bosini.

Parliamo questa volta, prettamente di un giallo, nulla di spaventoso, nulla di ciò che caratterizza il genere thriller. Un po’ di suspense? Sì, ma non troppa. Navighiamo lentamente tra i navigli, passeggiamo tra le vie di Milano, tra le case dalle tinte gialle, quel tipico “Giallo Milano” e siamo in pieno clima sessantottino! Le prime contestazioni studentesche, i primi scioperi e lotte operaie, dove il mondo politico attua la strategia della tensione sperando di placare gli animi. L’architetto Luigi Bellotti, docente alla facoltà di Architettura, si trova, suo malgrado, immischiato in una brutta faccenda, in cui pare c’entrino i servizi segreti deviati, la politica e il clero : una miscela esplosiva per far sì che il Bellotti rischi addirittura la vita per far emergere la verità. Una verità scomoda che sarebbe meglio lasciare lì, insabbiata, come lo era da anni, da secoli! Invece no, lui è un testardo, un uomo sano di principi, leale. Quando capisce che la morte della collega che lavorava allo stesso progetto di restauro alla chiesa per il quale è stato chiamato lui, è in qualche modo collegata a certi ritrovamenti fatti durante i lavori, vuole andare fino in fondo nonostante le, non troppo velate, minacce che gli giungono dalle alte sfere politiche.

È davvero un’opera di Leonardo quella che si nasconde lì sotto? Esiste davvero un libro dal quale l’artista ha tratto ispirazione per i suoi immensi progetti? E perché è così importante che non venga alla luce? E poi c’è quella lettera. Non vi dico altro.

Un romanzo dove realtà e fantasia trovano un perfetto equilibrio, ripercorriamo alcuni fatti storici affiancando Luigi nell’indagine. Ci caliamo un po’ nel suo privato: single, pochi amici, una vita tranquilla e poco vivace per la sua ancor giovane età, una mamma iper protettiva e un papà ammalato con il quale ha un rapporto contrastato. E un vecchio amore dell’adolescenza, mai dimenticato, che il destino forse vorrà far ritrovare. [Continuo a pensare che il fato esista, che tutti rientriamo in un disegno al quale non possiamo sottrarci, almeno completamente, ma credo che (…) stia a noi saper cogliere le possibilità dalle quali dipenderà il nostro presente e il nostro futuro.]

Le splendide descrizioni della Milano vintage ci fanno rivivere un passato non troppo lontano che, per chi conosce la città, è sicuramente un bel ricordo e per chi non la conosce è un piacevole viaggio nel tempo. [Guardo il fiume di questa città. Con i suoi bazar e i suoi barconi mi rammenta i navigli che furono testimoni inconsapevoli di una storia maledetta.] Le descrizioni delle opere architettoniche, a volte un po’ troppo tecniche per i non addetti ai lavori, sono affiancate ad altre quasi poetiche del suo lavoro, un lavoro che l’Autore fa di professione e che tra le righe si capisce bene quanto sia appassionato!

Scrittura fluida, niente fronzoli inutili, 140 pagine ben scritte che si bevono come un buon caffè dal retrogusto un po’ amaro per le riflessioni che ci lascia sul finale.

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