Enrico Galiano – Eppure cadiamo felici

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Bisogna conoscere profondamente il mondo dell’adolescenza per essere in grado di dipingerlo così bene. E bisogna avere modo di osservarlo con attenzione, da dentro. Enrico Galiano, professione insegnante, non potrebbe farlo meglio. Capace, con la sua scrittura, di farci entrare in classe insieme a lui, riesce a tratteggiare in maniera molto efficace i lineamenti più complessi di un’età spesso ininterpretabile, conflittuale ed indecifrabile.

Gioia e Lo, alle soglie della maggiore età, vivono un’esistenza ai limiti dell’emarginazione. Famiglie complicate, amicizie reali inesistenti. Pensieri ed emozioni da comunicare, ma ad un mondo diverso da quello in cui sono costretti. Tutt’altro che superficiali, Gioia e Lo. Troppo distanti dalla rassegnazione di conformarsi al gruppo per ambire ad esserne parte. L’isolamento forzato in nome di una coerenza ed un rispetto etico difficile da ritrovare nei coetanei. Pensieri troppo profondi per essere condivisi con quell’età. Segreti troppo pesanti da vivere allo scoperto.

Poi si incontrano, Gioia e Lo; si incontrano e si piacciono, fino a scoprirsi reciprocamente attratti dalla loro consapevole distanza dal mondo. Condividono istanti e pensieri dando vita ad un fluttuare narrativo continuamente sospeso sul sottile confine tra realtà ed immaginazione, tra fiducia e disillusioni, tra segreti ed emozione. Si piacciono, si cercano, si amano e si feriscono, in nome di un sentimento tanto maturo da star stretto.

Eppure cadiamo felici è un libro che va a riprendere emozioni nascoste, le mescola, le centrifuga per benino e le restituisce candide e stropicciate. Non si limita ad abbandonare sul piatto dell’emotività la visione di una favola in chiave moderna; lascia dentro una interminabile colonna sonora dei Pink Floyd, una carrellata di immagini fotografiche da concorso, un intero vocabolario di termini, in realtà intraducibili, il cui significato si spinge molto oltre la parola stessa. Verrebbe spontaneo essere capaci di creare un vocabolo ad hoc che racchiuda tutto ciò che il libro lascia dentro; sì, è un libro TECOLASO…tenerezza-confusione-lacrime-sorrisi.

Perché, anche una volta chiuso e riposto sullo scaffale, rimane per un po’ lì nella testa e riporta fuori quei frammenti di adolescenza che inevitabilmente ci restano dentro. Quando, per strani che ci sentissimo, eravamo convinti di non essere soli. Quando la “pancia” prevaricava la “ragione”. Quando rialzarsi poteva sembrare impossibile. Quando il nostro microcosmo era tutto ciò che ci bastava per cadere felici.

Luisella Ceretta – Quello che il falso cuore sa

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Luisella Ceretta conferma la sua bravura con il secondo libro noir, dove troviamo nuovamente l’ispettore Luigi Fabris. La maturità della composizione e della scrittura non varia rispetto al primo e convince anche questa volta nella trama. Passa dalla prima alla terza persona a seconda di chi si sussegue nel racconto della storia senza infastidire mai il lettore.

La mia analisi del testo finisce qui, la trama la potete tranquillamente trovare sui mille siti internet, quindi ho deciso che vi parlerò delle sensazioni e delle emozioni che ho provato in questo viaggio.
Vi ho parlato de Le notti degli angeli, quindi potrete sapere di più sulla prima indagine cliccando; in questo racconto molti dei personaggi ritornano più forti che mai, affiancati a nuovi e affascinanti ingressi.

Luigi Fabris non perde il suo smalto, affascinante come sempre, illuminato sempre dal fascino delle donne che gli girano intorno, continua a essere in conflitto con le sue storie d’amore.

Turris amoremio, come viene chiamato dall’ispettore, fidanzato eterno di Luisa, e scrittore in erba, continua a essere pedina importante e basilare della squdra con Valeria e Galli.

Ritroviamo Gloria, la fantastica Gloria, angelo della notte nel primo libro, spassosa e sempre più importante nel cerchio delle persone vicino all’ispettore, simpatica e invadente, ma amata da tutti nella squadra, nonostante sia transessuale.

Nuovo ingresso per l’ispettore Alisea Fantin, spettacolare personaggio. Mi sono innamorata di questa donna ispettore, che si trova a Torino per un trasferimento richiesto perchè ha bisogno di fuggire da un amore e perchè ha bisogno di inchieste con movimento (arrestare assassini, e non ladri di galline). Bellissima donna, carismatica, sempre sul pezzo, ma che non tenta mai di fare le scarpe a nessuno, tanto da integrarsi immediatamente nella squadra.

E poi abbiamo la spettacolare Eva, anatomopatologo, immaginate una dea, questa è la dottoressa dalle mani di ghiaccio che esce dalla penna di Luisella, l’unica che fa sentire Luigi un oggetto, ma che sa fare il suo lavoro come nessun altro. La donna perfetta dentro e fuori, quella che fa girare ogni uomo al suo passaggio.

Non tralasciamo Don Gianni, anche lui nuovo ingresso, da cui si dipana tutta la trama, prete sì, ma agli occhi delle donne un modello, e… il maschile di Eva a livello di immagine (donne potete dare sfogo a tutti i migliori attori belli sulla piazza).

Pagina dopo pagina non ho potuto fare a meno di smettere, la storia è incalzante, riga dopo riga non riesci a separarti dal libro. E quando arrivi all’ultima pagina dove scopri che l’assassino, come sempre nei noir e nei thriller è Ambrogio il domestico, non vedi l’ora di leggere la prossima indagine: Bruno Gambarotta nella prefazione ci fa capire che ci saranno altre due stagioni per l’Ispettore Fabris, per tutto il resto come sempre ho amnesie, e a voi non resta che leggerlo!

Lorenzo Marone – La tentazione di essere felici

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Un libro magico. La tentazione di essere felici è un libro magico, e lo è per tante ragioni: innanzitutto è un regalo che mi è stato fatto da una persona a cui tengo molto e che nel preciso momento della consegna ha rilanciato un’amicizia che era stata messa in soffitta sotto un pesante strato di polvere; in secondo luogo Lorenzo Marone possiede delle doti di scrittura che sono magiche, o almeno lo sono per me.

Vi presento Cesare Annunziata che per 265 pagine circa vi terrà compagnia in modo stravagante, dolce, noioso (cosa ci si può aspettare dalla vita di un ottantenne?), ma soprattutto in modo schietto. Vi troverete a leggere per tante ragioni la vostra vita, vi riconoscerete nei suoi errori, vi sembrerà di essere davanti allo specchio a dialogare con un altro vostro “io”. Avete presente quei gufetti che si poggiano sulla spalla e vi bacchettano tutte le volte che fate una cosa sbagliata? Ecco ci sarà Cesare con la sua sapienza, i suoi credo e la sua voglia di aggrapparsi e vivere la vita. Una vita che per settanta anni è stata piatta e monotona e che in qualche modo ora vuole scuotere per correggere i suoi errori e per non darsi per vinto.


Forse l’unico libro letto ultimamente che rileggerei . Vi sembrerà di danzare sulle note di una musica delicatissima, mentre qualcuno vi legge una poesia dolce, ma vi renderete conto in ogni pagina del libro che Lorenzo Marone vi metterà davanti degli aspetti della vita che sono veri, ma da cui ci nascondiamo, fuggiamo.

Cesare non è stato un bravo padre per i suoi figli, ma saprà farsi perdonare; Cesare non è un bravo nonno, ma troverà il modo per diventarlo; Cesare non è stato un buon marito, nella monotonia di un matrimonio che nessuno ha voluto salvare, ma dai suoi errori ripartirà per riallacciare rapporti sfilacciati.

Non si può non amare Cesare, perché non si arrende mai, cerca sempre una soluzione, combatte e non sta ad aspettare.

Grazie Cesare, sei stato nonno anche un po’ mio e come a te “Mi piace chi combatte ogni giorno per essere felice”.

Laura Marshall – Friend request

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Vi siete mai fermati a chiedervi cosa è per voi l’amicizia? E se vi siete dati una risposta, vi siete chiesti che tipo di amicizia è? E come vi sentite voi dentro questo involucro chiamato amicizia? Leggete Friend request se volete meditare sull’argomento.

Come sempre gioco con il gruppo de I Thriller di Edvige e le loro letture condivise mensili (se mi seguite da un po’ ne avete già sentito parlare) ma questa volta medito ancora di più: il gruppo de i Thriller è condiviso su un social e Louise, la nostra protagonista, proprio sulla sua pagina del social trova un messaggio a dir poco inquietante, coincidenze? Si scherza ovviamente.

Parliamo di thriller e, ci aggiungo io, abbastanza psicologico: le parti in cui l’autrice racconta il pedinamento di Louise o la sensazione di essere controllata anche nei luoghi pubblici mette decisamente una discreta ansia, quasi da girarsi e controllare dietro le spalle che non ci sia nessuno. Una storia divisa tra passato e presente, scritta in modo scorrevole e coinvolgente, basata su episodi di bullismo scolastico dove troviamo un dominante e una dominata, dove tutti cercano di fare a gara per entrare nella compagnia più in vista della scuola per essere tenuti in considerazione, per riuscire ad essere invitati alle feste, e anche solo per poter mangiare in mensa allo stesso tavolo dei volti noti, discriminando i più deboli. Poi si cresce, le cose si modificano e Louise si trova a fare i conti con il passato e con gli atti di bullismo avvenuti a scuola, con amicizie nuove, ma anche con le vecchie che ricompaiono, con le meditazioni sul chi era veramente e sul chi è ora come persona.

Ecco che la parola amicizia spazia in tutte le sue forme in questo libro, in tutte le sfumature belle e brutte, spesso portando il lettore ad equipararsi e a mettersi in discussione, a capire se l’amicizia vera, quella con la A maiuscola, esiste o no. Siamo noi che ci facciamo trascinare, che siamo succubi delle amicizie o viviamo la nostra identità alimentandola con le amicizie?

Mi piacciono i thriller e i polizieschi, perché solitamente mi piace scavare nel fondo sotto lo strato che nasconde l’assassino e ci fa scoprire il morto. Ogni buon libro è creato da una matassa che porta il lettore a farsi delle domande anche se non stiamo leggendo il saggio più impegnativo, che ti fa analizzare e mettere a nudo nei confronti della società in cui viviamo.

Ho parlato di social all’inizio, perché il racconto parte da una richiesta di amicizia su Facebook, ma alla fine del libro la prima domanda che ti poni è: quanto male stanno facendo questi social al tessuto sociale? Quanta falsità o verità c’è dietro ogni post, ogni account e ogni like? Starà diventando tutto un’arma che ci pentiremo di aver innescato?

Leggetelo, e se vi piace meditateci. Laura Marshall secondo me ha fatto un bel lavoro.

Michela Murgia – Futuro interiore

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Prato, luna e relax. Condizione ideale per affrontare un nuovo libro. Opto per Michela Murgia. Ho sentito un gran bene di Accabadora. Ma, come al solito, lascio che sia il titolo a scegliere me, alla cieca. Futuro Interiore! Già assaporo l’aria di Sardegna. Già pregusto una storia delicata ed appassionante.

Curioso… un libricino…una manciata di pagine o poco più. Meglio; sarà un racconto…così lo finisco e vado a dormire presto. Eh, no! Già dalle prime parole mi rendo conto che è tutt’altro rispetto a quanto mi aspettassi (e bravo te…bastava una qualsiasi googleata per saperlo prima).

Un saggio! Magari in forma più accessibile, ma sempre un saggio. Linguaggio tecnico, non sempre semplice, che punta dritto alle questioni. Una forma di induzione alla discussione su argomenti molto attuali e molto comuni. Non la becera discussione da social. Non risposte banali preconfezionate. Domande, piuttosto. Spunti di riflessione, condivisibili o meno, utili anche per inquadrare alcune delle dinamiche sociali che ancora oggi riempiono le prime pagine dei quotidiani.

Cittadini del mondo scelto” -primo capitolo- letto proprio nei giorni dei migranti tenuti in ostaggio sulla Diciotti dovrebbe perlomeno obbligare a farsi delle domande prima di starnazzare a gran voce slogan che pensavamo, forse troppo ottimisticamente, di poter ritenere un capitolo chiuso della storia moderna.

E riflessioni altrettanto interessanti emergono addentrandosi nel valore politico della bellezza (Abitare la democrazia), nell’analisi dell’applicazione urbanistica allo status sociale; l’incidenza delle scelte politiche nel valore dei centri urbani e nella marginalità delle periferie.

Ho l’abitudine, quando leggo, di evidenziare i passaggi che ritengo significativi; quelle frasi che in qualche modo ritengo debbano restare dentro. Ecco, in Futuro interiore ho sottolineato davvero molto!

Però Michela, la prossima volta, voglio un romanzo!