Antonio Mesisca – Un freezer per il morto

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Finalmente è tornato Antonio Mesisca a farci ridere! Sento già le voci di qualcuno di voi che chiede: ma non è un noir? Si vero, è un noir, ma diverso dal solito: abbiamo il morto nelle prime tre pagine del primo capitolo, sappiamo anche chi è stato e cosa l’ha spinto a uccidere, non abbiamo un commissario o un ispettore che primeggia nella storia, ma non sappiamo assolutamente il perché il malcapitato si sia trovato nel posto sbagliato al momento sbagliato; impossibile mollare il libro prima di averlo scoperto.

Di qui parte il nostro (i libri una volta in commercio diventano dei lettori) insolito giallo. Nemmeno da dire che il protagonista principale sarà l’assassino, che riuscirà involontariamente a contornarsi di una squadra che vorrebbe andargli in aiuto, ma che riesce per mille motivi a combinare solo danni e a trasformare un evento casuale in un tragico evento.

Dovrete leggerlo per capire questo mio giro di parole, ma dovrete leggerlo per divertirvi e per capire quanta ironia riesca a introdurre nella storia Antonio Mesisca, partendo da una banale ferramenta e un evento di società che oggi sempre più spesso ci troviamo a fronteggiare: un cliente moroso.

Scrittura tagliente, divertente, forse un po’ troppo carica di parolacce (siete avvisati se non amate l’interloquire del mondo moderno), ma di una verità assoluta e lucida, costruita con maestria intorno a un’insolvenza.

Il titolo racconta solo una delle tante azioni che l’assassino, o chi per lui, decide di compiere, per tutto il resto niente della vostra fantasia si avvicinerà così tanto a quello che “la squadra” riuscirà a mettere in atto.

Iniziatelo e non ve ne pentirete, perché se non lo avete letto solo per compagnia alla fine vi resterà da meditare: persino vendendo bulloni e prese elettriche si possono avere guai!

 

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Scrittura & Scritture


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Marco Revello – Il grande inganno

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Un libro che si lascia leggere volentieri, Il grande inganno di Marco Revello. Uno spaccato di una vita, un rincorrere una società fatta di apparenze, quelle apparenze che in caso di bisogno serio ti girano le spalle.

La scrittura scorrevole, spesso è tagliente per quanto riporta la verità; leggendolo mi sono riconosciuta in tante azioni, mi sono immedesimata in quello che vediamo con gli occhi, ma non vediamo con la mente e con il cuore, ho riconosciuto quello che sempre più spesso gli umani fanno: girarsi dall’altra parte per non vedere e per non prendere coscienza, sempre pronti a gettare sentenze, a inserire paletti, a etichettare quello che si ritiene diverso.

Pensiamo di condurre una vita felice e spensierata: casa in collina, macchina sportiva, ultimo modello di telefono, scarpe sempre lucide e mai con la suola consumata, sediamo su poltrone da manager, agli ultimi piani di grandi stabilimenti o grandi multinazionali, percepiamo stipendi con tanti zeri; poi un giorno il vento cambia, non ci sono più possibilità per risalire la china, bisogna accettare che non eravamo un pilastro indissolubile della società, ma solo una pedina, e allora tutto quello che pensavamo di aver costruito, tutto quello che luccicava di colpo si appanna, diventa salita, fatica, chi pensavi amico ti gira le spalle e la vergogna subentra a peggiorare le cose. Si fallisce, si fallisce sempre più spesso di quanto uno voglia ammettere.

Veramente una bella storia, molto reale e scritta decisamente bene a mio avviso, unico neo, ma probabilmente per una mia intolleranza, troppi cambi di tempo, e spesso ho faticato a centrare il periodo per l’assenza di nomi propri a identificare il personaggio.

Leggetelo, la società di oggi analizzata dalla parte di un ricco e un barbone fa sempre bene per mettere a fuoco cosa ci gira intorno.

 

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Mille


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Eliana Canova – Ho visto i lupi da vicino

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Nuovo libro per Eliana Canova che vince il Premio Letterario de Il Battello a vapore con Ho visto i lupi da vicino. Questa volta sono qui a parlarvi di un libro per ragazzi.

E’ un periodo in cui il tema principale dei libri che leggo è il periodo storico della deportazione degli ebrei verso Auschwitz- Birkenau; sono partita da un titolo per adulti “Le assaggiatrici”, sono passata a un titolo per scuole superiori e adulti “L’ultima volta che siamo stati bambini” e ora sono qui a parlarvi di Karl, Emma e Eisen.

Tanti sono gli spunti di questo libro: l’amicizia, quella importante, tra uomini, ma anche quella con gli animali; il rispetto, quello che in certi periodi storici si comprava, si barattava per dimostrare la lealtà; la paura, quella di una guerra, quella del non sapere se si riesce a sopravvivere a un campo di concentramento; la fame, il lavoro, la separazione dalla famiglia.

Libro scorrevole, che nonostante racconti di un periodo storico non indifferente, non fa mai calare l’attenzione, ma la voglia di capire le relazioni che si instaurano tra Karl e Emma per sopravvivere non fanno mai avere soste.

Un violino, un lupo, e un legame come l’amicizia spesso sono elementi base per la sopravvivenza a distacco, paura, malattie e guerra.

Non voglio raccontarvi di più di questo prezioso libro, che anche questa volta mi ha insegnato, ha portato a galla nozioni che avevo riposto in cassetti remoti della memoria, un libro che sicuramente consiglio a tutti di leggere: il mondo semplice visto dai bambini, anche in periodo di guerra è sempre quello che più bisognerebbe tenere in considerazione!

 

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Sonia Sacrato – La mossa del gatto

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Nuova autrice, nuova penna: quando prendi tra le mani un manoscritto, fisicamente non ancora uscito, e non conosci nulla della storia e del modo di scrivere dell’autrice è come aprire il vaso di Pandora.

Cosa uscirà? Delusione, o una storia meravigliosa, o perché no, una via di mezzo. Anche questa volta vi racconterò le mie sensazioni.

La mossa del gatto, pubblicato nella collana noir di Golem Edizioni, non è prettamente un noir. Seguitemi: l’autrice è così brava a creare intorno a uno dei suoi personaggi principali un patos e un immagine talmente di spicco che, prima di tutto il pubblico femminile non può che innamorarsi. Cosi facendo, il delitto riesce quasi a passare in secondo piano.

La storia è ben composta, scorrevole, non ci si annoia e mai si perde il filo nonostante ci siano passaggi tra passato e presente; tutti i personaggi hanno una personalità spiccata e non annoiano mai, anzi spesso suscitano nel lettore delle reazioni del tipo: ora entro nel libro e lo picchio, oppure adesso vado a consolare Cloe.

I personaggi sono molti, ma ognuno ha un ruolo ben preciso e un carattere sempre molto ben delineato e marcato in questi casi. La mamma di Cloe è il personaggio che più di tutti mi ha fatto impazzire per il rapporto che ha con la figlia: un modo diretto e tagliente di redarguirla e prenderla in giro, che fa del personaggio una persona simpatica e ironica. Di Fabrizio invece mi sono innamorata, ma questa è un’altra storia.

Ho perso ore di sonno per leggere questo libro, tanto mi ha appassionato l’umorismo sottile con cui è stato scritto, leggetelo non ve ne pentirete, imparerete a conoscere l’autrice in mezzo a queste righe.

Passatemi un accostamento: leggere Sonia Sacrato e leggere Alice Basso è una dose di buon umore che non potete perdervi, quelle storie tra il noir e romantico, ma che non hanno ancora un’etichetta a formalizzarle, ma soltanto tanto tanto ottimismo da elargire.

Il titolo La mossa del gatto, vi condurrà con la storia in quello che può essere la vita di un qualsiasi felino, che spesso quando ti guarda con una semplice occhiata sembra parlare al posto della vostra coscienza.

Buona lettura a tutti. Io sto già aspettando il prossimo libro.

 

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Sara Magnoli – Se il freddo fa rumore

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Se il freddo fa rumore: quanto rumore abbiamo nella nostra testa e nelle nostre orecchie se fa freddo? E non intendo il suono dei denti che battono, ma il “non suono” che i sentimenti sterili e freddi lasciano dentro di noi. Proviamo ad immaginare la parola freddo non solo come una conseguenza delle temperature rigide dovute all’inverno e, come leggiamo nel libro di Sara Magnoli, la parola freddo che troviamo nel titolo viene spiegata con maestria all’interno del giallo e assume tutt’altro significato.

Capitoli brevi, spesso brevissimi, che cambiano scena, che ti trasportano su altre frequenze, ma che compongono un puzzle perfetto, perché Sara Magnoli riesce dietro allo scorrere di una trama a far emergere etichette, a far meditare su sentimenti che spesso cerchiamo di cancellare, di non vedere, di tenere nascosti.

Personaggi che non puoi identificare nella tua mente, ognuno di loro ha dei tratti, non solo fisici, ben precisi che ti portano a immaginare uno scenario d’insieme in una società che spesso si perde dietro apparenze, etichette, religioni, senza dar peso alla persona e ai valori della stessa.

La voglia di far conoscere una zona ormai lasciata in balia di se stessa, intorno a Milano Malpensa, dove una volta c’erano famiglie, campagne, scuole, vita, ma che ora necessiterebbe di una riqualificazione del territorio che come sappiamo molto spesso stenta ad arrivare.

Sara Magnoli è brava anche a descrivere un mestiere, quello del giornalista: riesce a fondere tra le sue pagine Lorenza e Fulvo, i due personaggi a cui verrà affidata la cronaca della sparizione di due ragazzine adolescenti; due modi diversi di fare giornalismo: quello d’assalto e quello di verifica delle notizie, verranno fuori tra pagine. Un mondo dietro quello del giornalista, difficile per certi versi, facile per certi altri, ma con la ricerca della verità, e con il pensiero che dietro una notizia ci sono sempre degli umani, nella ragione o nel torto.

Sonia e Najeeba, due ragazze che si allontanano da casa, che non si conoscono, dove si pensa al solito movente del pedofilo, della baby prostituzione, due religioni diverse e due società di appartenenza diverse, ma alla fine sono due ragazze che sentono il rumore del freddo.

Perdetevi tra le pagine di questo libro: il finale non è scontato e il freddo entra nel cuore prima che nelle ossa e fa rumore!

 

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