Giampaolo Simi – Come una famiglia

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L’ultimo gruppo di lettura ha visto protagonista il libro di Giampaolo Simi – Come una famiglia. Protagonista Dario Corbo, che in questo libro racconta e si racconta in una lettera aperta al figlio Luca, calciatore esordiente, accusato di un crimine. Ex giornalista, padre separato si interroga raccontando la vicenda, si mette a nudo e si mette in discussione: il suo seminato, le sue azioni, l’educazione impartita al figlio sono state corrette?

Il mestiere del genitore è forse il più difficile al mondo, ma in questo libro è ben visibile uno spaccato dell’Italia odierna: tutto si fa per rendere la vita facile ai figli, non mettendoli davanti alle responsabilità delle proprie azioni, ma intervenendo anche oltre alla legalità per ostentare la famiglia felice del Mulino Bianco; nella stessa misura il racconto di una gioventù assente, catturata più dall’immagine di se stessi che dalla responsabilità e dal conto che la vita ci presenta tutti i giorni.

Un libro importante, una penna decisa, tagliente. Dario Corbo, piace, affascina, destabilizza, fa arrabbiare fino al limite delle botte, ma è veramente una radiografia di tutto quello che ci circonda.

Il rapporto tra un padre e un figlio messo a confronto dal rapporto tra un padre e una figlia, in un caso con una mamma troppo pressante e presente, dall’altra da una mamma fragile e non troppo curante della figlia. Giampaolo Simi con il suo romanzo vi porterà in altalena, un’altalena di emozioni e idee condivisibili o meno.

Il personaggio che più ho apprezzato è stato Nora, che nel suo silenzio, nel suo modo di vivere artistico ha una visione delle cose e della vita netta e solida, dritta al punto sempre (e per capire meglio il personaggio bisognerà aver letto La ragazza sbagliata).

Ho amato questo libro, nonostante sia qualche giorno che ho finito di leggerlo faccio fatica a staccarmene, mi ha toccato corde interne che non avevo ancora focalizzato e mi ha portato anche a meditare sulle tante notizie che ci circondano giorno dopo giorno sparate da notiziari e giornali. Ve lo consiglio, nel bene o nel male sarà un’ottima lettura, perché un autore che per due pagine descrive un rigore tenendovi incollati al racconto può solo essere un’ottima penna.

Mirko Zilahy – E’ così che si uccide

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Terminata una nuova avventura: voi sapete come si uccide? In E’ così che si uccide Mirko Zilahy lo spiega in modo molto dettagliato.

Se non amate thriller troppo cruenti questo non fa per voi, ma se amate i profiler, e i thriller psicologici siete tra le pagine giuste. Mirko Zilahy non usa mezzi termini, e voi non potete che amarlo od odiarlo, anche qui senza sfumature.

All’inizio ho veramente faticato: troppe descrizioni, troppo ritornare a raccontare posti già citati e letti, ma la calamita messa in tasca a Enrico Mancini è talmente forte che ti fa traghettare oltre e non ti dà scampo. Devi capire chi, cosa, perché, movente e assassino, non puoi non arrivare all’ultima riga. Passate le prime cento pagine il commissario Enrico Mancini non potrete per nulla accantonarlo.

Questo personaggio, uscito dalla penna di Zilahy è triste, burbero, con modi da non usare mai, ma è magnetico, è l’uomo che incontri e non ti lascia mai indifferente. Magico, come la squadra di cui ho apprezzato ogni singolo componente.Un romanzo duro, crudo, con descrizioni di una Roma improbabile e diversa, ma spettacolare in ogni suo angolo, anche dietro l’obbiettivo della macchina fotografica di Caterina.

Un sussegursi di morti e di colpi di scena, fino al termine, tenendo sempre ben presente argomenti come abbandono, malattie, tristezza.

“Il mondo visto frontalmente è illeggibile” mai frase più vera nei miei pensieri, ma sarà proprio così? Cosa vorrà farci capire l’autore con questa frase?

Leggetelo lo scoprirete. Al momento io vado a leggere la seconda indagine del Commissario Mancini, che sono sicura non mi deluderà nemmeno questa volta.


Mariapaola Perucca – Rivelazioni incrociate

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Una nuova avventura attraverso i viaggi, questa volta i viaggi dell’anima. Terzo libro di Mariapaola Perucca, Rivelazioni incrociate ci porta tra sogni e realtà per capire, per dare delle risposte, per quietare i punti interrogativi che ci tormentano e che ci fanno vivere poco sereni. La paura, l’invidia, l’altruismo, l’amore, la ricchezza, tutti sentimenti che ci fanno scegliere nella quotidianità, ma che spesso non ci rendono liberi.

Giorgio e Stefania sono contornati da problematiche normali come la perdita di un nonno, la paura di innamorarsi, i genitori divorziati che si ricostruiscono la famiglia, fratelli adolescenti arrabbiati con il mondo; i due si trovano tra le mani Enigma, una rivista di cruciverba con poteri un po’ speciali: ogni volta che i due ragazzi cercano la soluzione alle parole crociate, si addormentano e partono per sogni strani. Sì, partono: ogni sogno mette loro davanti delle difficoltà, degli insegnamenti, delle lezioni da imparare, per avere risposte alle loro domande e per cercare di essere più maturi e consapevoli nelle scelte.

E’ un libro particolare, per questa scelta di realtà e passeggiate nell’onirico, ma che ho letto volentieri, con leggerezza, perché la scrittura sempre molto diretta e immediata, fa meditare molto. I viaggi, i sogni, la libertà, le scelte, non solo Giorgio e Stefania si trovano ad affrontarli, ma ognuno di noi in qualche modo tutti i giorni cerca risposte e prende delle direzioni. Spesso pensiamo di essere liberi nelle nostre scelte, ma leggendo questo libro, mi sono resa conto che spesso sono scelte dettate e pilotate da eventi esterni, perché ci preoccupiamo troppo di accontentare il prossimo.

Ovviamente in queste riflessioni, come in tutti i precedenti libri, viene fuori il romanticismo di Mariapaola, le passioni come il canto, l’arte e lo sport; tutto associato alla cultura non finalizzata a se stessa ma ad una esplosione e una amalgama di concetti e suggerimenti per riflettere.

Ho viaggiato nei sogni di Giorgio e Stefania, ho gioito dei successi di Federico, ho ammirato la saggezza di nonna Caterina e la dolcezza di mamma Lin, mi sono immedesimata nel lavoro di Marco e nella passione che ci mette e poi per magia mi sono trovata nelle orecchie la musica diretta da Elisa e le tonalità di melodie del coro di VociMundi. Grazie, gran bella esperienza.

Luisella Ceretta – Quello che il falso cuore sa

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Luisella Ceretta conferma la sua bravura con il secondo libro noir, dove troviamo nuovamente l’ispettore Luigi Fabris. La maturità della composizione e della scrittura non varia rispetto al primo e convince anche questa volta nella trama. Passa dalla prima alla terza persona a seconda di chi si sussegue nel racconto della storia senza infastidire mai il lettore.

La mia analisi del testo finisce qui, la trama la potete tranquillamente trovare sui mille siti internet, quindi ho deciso che vi parlerò delle sensazioni e delle emozioni che ho provato in questo viaggio.
Vi ho parlato de Le notti degli angeli, quindi potrete sapere di più sulla prima indagine cliccando; in questo racconto molti dei personaggi ritornano più forti che mai, affiancati a nuovi e affascinanti ingressi.

Luigi Fabris non perde il suo smalto, affascinante come sempre, illuminato sempre dal fascino delle donne che gli girano intorno, continua a essere in conflitto con le sue storie d’amore.

Turris amoremio, come viene chiamato dall’ispettore, fidanzato eterno di Luisa, e scrittore in erba, continua a essere pedina importante e basilare della squdra con Valeria e Galli.

Ritroviamo Gloria, la fantastica Gloria, angelo della notte nel primo libro, spassosa e sempre più importante nel cerchio delle persone vicino all’ispettore, simpatica e invadente, ma amata da tutti nella squadra, nonostante sia transessuale.

Nuovo ingresso per l’ispettore Alisea Fantin, spettacolare personaggio. Mi sono innamorata di questa donna ispettore, che si trova a Torino per un trasferimento richiesto perchè ha bisogno di fuggire da un amore e perchè ha bisogno di inchieste con movimento (arrestare assassini, e non ladri di galline). Bellissima donna, carismatica, sempre sul pezzo, ma che non tenta mai di fare le scarpe a nessuno, tanto da integrarsi immediatamente nella squadra.

E poi abbiamo la spettacolare Eva, anatomopatologo, immaginate una dea, questa è la dottoressa dalle mani di ghiaccio che esce dalla penna di Luisella, l’unica che fa sentire Luigi un oggetto, ma che sa fare il suo lavoro come nessun altro. La donna perfetta dentro e fuori, quella che fa girare ogni uomo al suo passaggio.

Non tralasciamo Don Gianni, anche lui nuovo ingresso, da cui si dipana tutta la trama, prete sì, ma agli occhi delle donne un modello, e… il maschile di Eva a livello di immagine (donne potete dare sfogo a tutti i migliori attori belli sulla piazza).

Pagina dopo pagina non ho potuto fare a meno di smettere, la storia è incalzante, riga dopo riga non riesci a separarti dal libro. E quando arrivi all’ultima pagina dove scopri che l’assassino, come sempre nei noir e nei thriller è Ambrogio il domestico, non vedi l’ora di leggere la prossima indagine: Bruno Gambarotta nella prefazione ci fa capire che ci saranno altre due stagioni per l’Ispettore Fabris, per tutto il resto come sempre ho amnesie, e a voi non resta che leggerlo!

Lorenzo Marone – La tentazione di essere felici

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Un libro magico. La tentazione di essere felici è un libro magico, e lo è per tante ragioni: innanzitutto è un regalo che mi è stato fatto da una persona a cui tengo molto e che nel preciso momento della consegna ha rilanciato un’amicizia che era stata messa in soffitta sotto un pesante strato di polvere; in secondo luogo Lorenzo Marone possiede delle doti di scrittura che sono magiche, o almeno lo sono per me.

Vi presento Cesare Annunziata che per 265 pagine circa vi terrà compagnia in modo stravagante, dolce, noioso (cosa ci si può aspettare dalla vita di un ottantenne?), ma soprattutto in modo schietto. Vi troverete a leggere per tante ragioni la vostra vita, vi riconoscerete nei suoi errori, vi sembrerà di essere davanti allo specchio a dialogare con un altro vostro “io”. Avete presente quei gufetti che si poggiano sulla spalla e vi bacchettano tutte le volte che fate una cosa sbagliata? Ecco ci sarà Cesare con la sua sapienza, i suoi credo e la sua voglia di aggrapparsi e vivere la vita. Una vita che per settanta anni è stata piatta e monotona e che in qualche modo ora vuole scuotere per correggere i suoi errori e per non darsi per vinto.


Forse l’unico libro letto ultimamente che rileggerei . Vi sembrerà di danzare sulle note di una musica delicatissima, mentre qualcuno vi legge una poesia dolce, ma vi renderete conto in ogni pagina del libro che Lorenzo Marone vi metterà davanti degli aspetti della vita che sono veri, ma da cui ci nascondiamo, fuggiamo.

Cesare non è stato un bravo padre per i suoi figli, ma saprà farsi perdonare; Cesare non è un bravo nonno, ma troverà il modo per diventarlo; Cesare non è stato un buon marito, nella monotonia di un matrimonio che nessuno ha voluto salvare, ma dai suoi errori ripartirà per riallacciare rapporti sfilacciati.

Non si può non amare Cesare, perché non si arrende mai, cerca sempre una soluzione, combatte e non sta ad aspettare.

Grazie Cesare, sei stato nonno anche un po’ mio e come a te “Mi piace chi combatte ogni giorno per essere felice”.