Fabio Geda – Se la vita che salvi è la tua

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Siete persone fredde e risolute, talmente sicure di voi stessi da governare il corso della vita a vostro piacimento? Capaci di maneggiare abilmente il destino e di non sbagliare un colpo? Inossidabili decisionisti e fermamente padroni del vostro futuro? Allora cambiate canale, questo libro non fa per voi.

A meno che non vi incuriosisca dare una sbirciata dall’altra parte della barricata. Già, perché Se la vita che salvi è la tua è il ritratto di chi affida la propria vita al fluttuare degli eventi. Di chi accetta di farsi cullare dalle onde della vita, accettandone tempeste e calma piatta. Di chi è naturalmente accondiscendente, per gentilezza e premura. Di chi fatica a dare una direzione alla propria esistenza. Di Andrea e della sua naturale propensione a non decidere. Salvo provare, di tanto in tanto, a cambiare rotta e quasi sempre arrivare tardi.

Ma lui, in fondo, è uno di noi. Aspirante qualcosa ma per nulla determinato ad ottenerlo. Andrea, la cui vera forza sembra essere quella di sapersi adattare e plasmare ad ogni tipo di situazione, senza la presunzione di volerne uscire vincente. Dal precariato all’accattonaggio, dalla vita coniugale alla completa clandestinità. In fondo, la capacità di adattamento agli eventi è pur essa una dote ed Andrea ne dimostra parecchia. Ed in ogni condizione riesce a racimolare scampoli di ammirazione e affetto.

E’ vero, ogni tanto tra le pagine viene voglia di spronarlo, di dare una sferzata alla sua apparente indolenza. Ma il più delle volte si ha la sensazione di riconoscersi, in Andrea. Di entrare nei suoi panni. Desiderare di sedersi accanto a lui e raccontargli di quella volta che, per un pelo, non siamo riusciti a cambiare la nostra vita. Perché il destino o chi per lui era passato un attimo prima. Ed evidentemente aveva progetti diversi dai nostri.

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