Joel Dicker – La scomparsa di Stephanie Mailer

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Questo mese, con il gruppo di letture condivise a cui sono associata, abbiamo dato spazio all’ultima creazione di Joël Dicker. Lettura impegnativa per la mole di carta che dovete trascinarvi dietro se optate per leggere il cartaceo, ma se scegliete l’ebook tutto diventa un po’ più leggero.

Non posso dire, per quanto mi riguarda, che sia un libro che ho amato: ci sono state troppe cose che mi hanno resa scettica. La lettura è scorrevole come è sempre stato anche nei suoi lavori precedenti, ma c’è stato un punto del libro nel quale ero quasi annoiata dal non procedere della storia, ma assolutamente risoluta a scoprire l’assassino. Per il mio modo di essere lettrice è un libro con troppi personaggi, e non tutti legati alla storia: qualcuno probabilmente inserito per depistare, ma veramente la quantità di elementi da memorizzare mi ha spesso messa in confusione. Altro elemento che non ho amato è la lunghezza della storia, che tra le altre cose ho trovato interessante, ma in certi tratti troppo prolissa e dispersiva.

Consiglio la lettura? Sì, assolutamente sì, perché gli elementi di disturbo che ho incontrato io, magari non sono i vostri e nel complesso è un libro che un lettore deve avere nel suo bagaglio.
Ci sono state pagine in cui avrei fatto volentieri un salto all’interno della trama per picchiare qualche personaggio, ma ho amato molto Anna, risoluta, di carattere, che non si spezza e non si abbatte nonostante tutto le sia avverso. Anna crede in quello che ama e lo fa con una passione e una determinazione che non le fanno mai perdere le coordinate. Poi ho tifato per Jesse e Derek, per la loro amicizia, per quello che hanno dovuto affrontare, per le carriere che hanno scelto di accantonare, perché la squadra spesso è l’arma vincente.

I salti di tempo sono sempre stati chiari, non mettono mai in difficoltà il lettore e le descrizioni dei luoghi sono sempre accurate, non ci si sente mai smarriti.
Probabilmente è uno di quei libri che non rileggerò, ma sono contenta di essermi persa nelle pagine di questo meraviglioso festival che alla fine è il nocciolo dell’intera questione.

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