Joseph Knox – La lunga notte del detective Waits

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Nuovo thriller che, ad essere sincera, mi ha lasciato molto molto perplessa. Per una volta inizio dal titolo, che non trovo azzeccato alla storia che ho appena finito di leggere; la copertina invece mi ha attratto molto fin dalla prima volta che l’ho vista.

E’ una delle poche volte che nelle prime cinquanta pagine penso di accantonare la lettura. Ho trovato l’inizio troppo frammentario per tenerti legato alle pagine come piace a me. Pezzi di un puzzle che purtroppo mi hanno reso difficoltoso il seguire della trama, poi però, come un fulmine, dalla cinquantunesima tutto si ribalta, qualcosa riesco finalmente ad associare e come una calamita il libro mi vola via fino alla fine: ecco la mia titubanza. Scritto in prima persona, ha una descrizione dei luoghi che non lascia mai nulla al caso, sembra proprio di essere con il detective Waits alla ricerca della verità.

I temi che il libro tocca sono tanti e tutti in qualche modo scottanti: smercio e taglio di droga, poliziotti corrotti, influenti uomini politici, figli che scappano di casa per non dover subire abusi. Un agglomerato di problematiche molto ben incastrato nella vicenda.

Protagonista principale il Detective Waits, che sta dalla parte del lato oscuro: sotto copertura cerca di risolvere il caso dopo essere stato allontanato dalla polizia per aver rubato droga dal deposito prove. Nulla però nel percorso verso la verità sarà facile. Tutti i personaggi che gli girano attorno vengono descritti con un tratto ben preciso, non saranno mai banali, fino alla conclusione del caso. Ma nonostante tutto, è un libro che non mi ha convinto fino in fondo e mi ha lasciato una sensazione di smarrimento.

Il detective Waits ha suscitato diverse emozioni contrastanti. Innanzi tutto non è uno stinco di santo: beve, si droga (quindi l’avrei subito radiato a vita altro che inserirlo sotto copertura), poi però spesso a causa di altri si trova in posizioni scomodissime (e mi sono ritrovata a difenderlo), fino ad avere la sensazione che si fosse innamorato e che potesse redimersi e tornare sulla retta via.

Non posso dire non è da leggere, ma è anche difficile urlare al grande libro. Quello che devo riconoscere sicuramente è una descrizione di Manchester minuziosa, ma mai stucchevole, un detective fuori dal comune e un assemblaggio dei pezzi del puzzle iniziale fatto con maestria.

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