Barbara Fiorio – Vittoria

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Ogni volta che penso a Vittoria, l’ultimo libro di Barbara Fiorio, non mi viene in mente una donna, la protagonista del romanzo, ma lo stato d’animo della Vittoria. Il libro è un canto di vittoria, che parte in sordina, inosservato, trascurato e frainteso, e poi esplode in tutte le sue note gioiose.

All’inizio non è per niente una vittoria, almeno, non c’è nulla che lo faccia presagire. Vittoria è una donna, una fotografa di quarant’anni che vive a Genova, in una bella casa sua e del suo gatto Sugo, e quando si apre il romanzo, ha appena finito una storia d’amore con Federico, tormentato artista alla ricerca di qualcosa. Lui se n’è andato perché lei, con tutto il suo amore, la sua gioia, la sua immensità di donna completa come solo le donne sanno essere, soprattutto quelle che pensano di essere sempre mancanti, non gli bastava più. Lui cercava altro, povera creatura tormentata. Che cosa? Lei sarebbe stata pronta a ribaltare la Via Lattea e un altro paio di galassie per donargliele senza un pensiero, perché avrebbe potuto farlo, per amore.

Vittoria lascia andare Federico, ma si ritrova spezzata. Il suo lavoro di fotografa si è arenato, si trova ad avere problemi seri di mantenimento di sé e del bellissimo e divertentissimo Sugo, il gatto che adora farsi lanciare palline come se fosse un cane con problemi di identità. La sua creatività si è congelata, colpita a fondo dalla sua crisi sentimentale che le ha accresciuto i dubbi e svuotato il portafoglio. E che la mette di fronte anche allo scontro con una realtà lavorativa, al di fuori di casa sua, fatta di aridità, poca voglia di investire sulla creatività e sul progetto di costruzione, e tanto desiderio di sfruttamento del bisogno altrui.

Vittoria, tuttavia, non è sola. È circondata da amiche, soprattutto la magnifica Alice, che sono pronte a sostenerla e lo fanno con forza, gentilezza e costanza. Grazie a loro e alla loro inarrestabile voglia di contribuire a restituirle la vita, Vittoria recupera la fiducia in sé stessa e la sua creatività, passando da una strada quantomeno bizzarra e lontanissima dalle sue corde. Grazie ad un sapiente gioco di amiche che si tengono bordone l’un l’altra per spingerla fuori dal burrone emotivo in cui si è voluta inabissare, Vittoria scopre… i Tarocchi. Non starò a raccontarvi il modo in cui questa donna pragmatica vede il mazzo di carte e come descrive i suoi arcani, perché è troppo divertente, e lo rovinerei. Già solo quella pagina merita l’acquisto dell’intero libro. Leggetelo e, se siete appassionate di Tarocchi come me, vi ritroverete a condividere una risatina di complicità perché almeno una volta avete pensato una cosa simile…

Vittoria si propone come lettrice di Tarocchi, e lo fa unendolo alla sua passione e al suo talento particolari di fotografa. Le persone che vengono da lei fanno tesoro delle sue indicazioni, che nascono dalla sua empatia e dal saper leggere i volti e le espressioni umane, del corpo, degli atteggiamenti. Lei legge le persone, e ne coglie l’essenza e la bellezza. Quelle cose che nessuno riconosce di sé e che non crederebbe mai di avere, nemmeno quando vengono dette. Vittoria fa di più. Coglie quegli elementi nelle fotografie e le mette davanti alle persone che vengono da lei per un consulto.

In questo modo, poco per volta, Vittoria ri-crea sé stessa: un nuovo lavoro, una nuova cerchia di amicizia, una nuova rispettabilità grazie alle persone che aiuta con le sue indicazioni. Federico ritorna a molestare soprattutto i suoi pensieri, perché ancora non si sa spiegare cosa abbia spinto quell’uomo che diceva di amarla ad accantonarla di colpo, per buttarsi sul palcoscenico fittizio di Facebook e di chissà cos’altro. Ma anche questo è destinato a cambiare…

Per questo, e per i mille altri motivi nascosti in queste pagine, dico che questo libro è un canto di vittoria, oltre ad essere la storia di Vittoria. Lo stile è meravigliosamente pieno e leggero, arguto sempre e pesante quando serve. Sferzante e deciso, sempre. E’ un libro da leggere e rileggere, di tantissima ricchezza. E perché no, anche da consultare, talvolta… quasi fosse un mazzo di Tarocchi in forma di libro!

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