Luoghi di libri

Santiago Roncagliolo – La notte degli spilli

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Ci sono libri dai quali fatichi ad allontanarti. Fatichi durante la lettura, fatichi quando li hai terminati.

La notte degli spilli” di Santiago Roncagliolo è sicuramente uno di questi. Un thriller psicologico dove i ruoli si ribaltano e la realtà dei fatti, pur essendo una, diventa quattro, perché quattro sono le voci che, a distanza di quindici anni, raccontano quanto accaduto in una Lima del 1992 unendo quattro ragazzi, compagni di scuola adolescenti, in un segreto di cui parlano davanti a una telecamera.

Quattro ragazzi ciascuno con una sua indole, che fronteggiano una società che si muove in un Paese in guerra civile e un mondo di adulti che non li comprende per incapacità, mancanza di volontà, a volte anche solo pensando di proteggerli. Ma esponendoli invece a dover da soli prendere decisioni che vanno al di là di loro e che li costringono a scelte nelle quali restano sempre più invischiati.

È un romanzo di crescita e di paura, di desideri e di rabbia, di speranze e di delusioni, di sperimentazioni e di curiosità, un romanzo dove chi dovrebbe essere una guida forse, a ben guardare, è lì solo per giudicare pensando di essere sempre dalla parte della ragione, e chi scatena un’azione che inevitabilmente diventa dramma, alla fine, è il gruppo per cui chi legge si trova a parteggiare.

Stile eccezionale, emozioni immense.

Sara

 

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Sonia Sacrato – La mossa del gatto

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Pensavo di venire qui, riempire due scatole, cinque sacchi neri e andarmene. Invece mi ritrovo a fare i conti con immagini e ricordi che bussano dal passato.

Così argomenta fra sé Cloe, protagonista e, per la maggior parte del libro, voce narrante di questo giallo bello e intrigante ambientato nella bellunese Valdobbiadene e, più precisamente nel paesino di Vas. La morte della nonna Ilde costringe Cloe, su richiesta di sua madre, a ritornare a Vas per svuotare la vecchia casa di famiglia. Lasciando Alba – luogo del suo ultimo incarico come insegnante di storia dell’arte – e a malincuore il nuovo compagno Sandro, bravissimo cuoco e proprietario del B&B Lavinia a Grinzane Cavour, la nostra eroina, accompagnata dall’inseparabile gatto Pablo, torna in un luogo carico di memorie dell’infanzia e intriso di mille presenze del passato, alcune ancora vive e presenti, altre che iniziano a perseguitarla insinuandosi nei suoi sogni e negli oggetti misteriosi che la vecchia casa, poco alla volta, restituisce. E per quanto riguarda il passato, il lettore segue le vicende accadute sessant’anni prima attraverso i resoconti del maresciallo Giordano e del brigadiere De Carli che nel 1956 indagarono su un omicidio e un suicidio mai risolti o davvero compresi, due eventi che torneranno prepotenti a galla durante il soggiorno di Cloe a Vas e che lei si troverà quasi costretta a decifrare e risolvere. Ma non saranno solo i morti a chiedere a Cloe chiarezza e giustizia. Ci sono anche i vivi con cui fare i conti nel cuore della protagonista: il compagno Sandro e l’ex carabiniere Fabrizio, ora proprietario del bar ristorante del paese, figura affascinante e tormentata, un dolce ricordo di Cloe bambina, una Cloe, però, che oggi bambina non è più.

Sonia Sacrato è bravissima nel costruire la complessa trama di questo libro agganciandola a vicende del passato realmente accadute come la tragedia di Marcinelle in Belgio, e ci consegna Cloe, una straordinaria figura di donna alle soglie dei quarant’anni, combattuta fra il dolore ancora vivo per la morte prematura del padre, le proprie personali incertezze, la paura di fallire con il cuore e la mente, il disamore per una nonna anaffettiva fino alla crudeltà, la caparbietà nel voler capire e svelare un mistero e una propensione per l’ironia verso se stessa e il mondo davvero speciali.

Parlare prima di un’ora dal caffè dovrebbe essere vietato dalla Costituzione.” Verissimo.

Una prosa ricca e scorrevole che non mancherà d’incantare i lettori così come i tanti brani musicali citati, molti dei quali affidati al genio esecutivo del grande Ezio Bosso.

Francesca

 

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Filomena Gagliardi – Laboratorio della vita [#audioteca]

Là, dove gli abbracci e le visite sono ancora vietati, dove l’isolamento genera solitudine e sconforto, il suono di una voce può essere determinante per alleviare il peso di una giornata altrimenti infinita. Una voce che arriva nitida e non filtrata da mascherine e visiere.

Quella voce, per noi e per voi, si nutre ovviamente di immagini tratte da libri e racconti. E’ la voce delle ragazze de Lo Scatolino di Ars e Corde, degli stessi autori e anche nostra, tutti meravigliosi interpreti di racconti. Come meravigliosi sono gli autori che, quei racconti, ce li regalano. E noi li regaliamo a voi, ovunque siate, affinchè possiate scacciare la noia e la solitudine in nostra compagnia.

Questo il nostro abbraccio virtuale per voi tutti.
Buon ascolto!

I racconti possono essere ascoltati direttamente su questa pagina oppure cliccando su è possibile scaricarli e ascoltarli più tardi.

22/09/2021

Laboratorio della vita di Filomena Gagliardi con la voce di Loredana Zapparoli

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Maria Elisa Aloisi – Il canto della falena

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Mondadori esce a luglio in edicola con Il Canto della Falena, un legal thriller che si legge tutto d’un fiato e che si fa apprezzare riga per riga, perché scritto bene, con competenza e grande sensibilità.

L’autrice, che ha vinto il Premio Tedeschi 2021 e si è guadagnata la pubblicazione nella serie ORO de “Il Giallo Mondadori”, è una brillante esordiente siciliana, l’avvocato Maria Elisa Aloisi, che in questo giallo oltre a trasporre la sua esperienza professionale di togato ci trasmette il profondo amore per la sua terra.

Siamo a Catania: Ilia Moncada, giovane avvocato penalista dello Studio Marra, si trova costretta suo malgrado ad assumere la difesa di un caso di omicidio. Si tratta dell’uccisione di un noto commercialista della città, Adriano Politi, assassinato con due colpi di pistola nel suo chalet in località Nicolosi, sulle pendici dell’Etna. Il cadavere viene ritrovato con il volto coperto da un fazzoletto, quasi che l’omicida abbia pietosamente voluto coprire con la stoffa l’ultima luce negli occhi della vittima.

Accusata dell’omicidio è la moglie, Speranza Barone, in quanto tutte le prove indiziarie convergono verso e contro di lei.

Il caso è complicato e Ilia non se ne vorrebbe incaricare, sia per il grande risvolto mediatico, sia perché il pubblico ministero che ha assunto l’accusa è Federico Salini, ex compagno di università ma soprattutto ex fidanzato. Invece la sua amica Irene Marra, avvocato civilista nonché figlia del titolare dello studio dove lavora Ilia, con grande determinazione e poca delicatezza ce la trascina dentro a forza, così come le “impone” la conoscenza del fascinoso Andrea Belmonte, l’astuto giornalista e conduttore televisivo, “in nome della tradizione dello studio, che ha sempre avuto un occhio di riguardo per stampa e TV”.

In questa accattivante storia la carrellata dei personaggi è paragonabile a un vassoio di dolci in una pasticceria siciliana: ce n’è per tutti i gusti! Oltre agli attori principali, ho trovato particolarmente gustosi un paio di macchiette, come ad esempio l’avvocato Cristoforo Dito (un disastroso civilista tanto pasticcione quanto borioso, con velleità da celebrity televisiva) ma in special mondo Mariano, il quale prima di diventare il segretario dello studio di Ilia era stato un suo cliente – una specie di rubagalline sfigato, portato a delinquere dalla malasorte – con un cuore buono come il pane, che si prende cura di Ilia con uno zelo e una premura che vanno ben al di là dei suoi compiti professionali. Mariano con la sua parlata popolana, piena di strafalcioni e di termini dialettali (divertentissimi!) ci fa sentire più forte l’aria di Catania, perché neanche per un attimo ci si può scordare di essere nella bella città etnea: si gira la pagina ed ecco spuntare una piazza, una via, uno scorcio del porto.

Maria Elisa Aloisi, catanese purosangue, ci tiene tantissimo a farci da cicerone per le strade della sua città, che riluce di bellezza anche se il sole è quello pallido autunnale e non quello rovente dell’estate.

Passeggiamo insieme a Ilia sul lungomare e ci sediamo volentieri insieme a lei ai tavolini del bar, di cui non fatichiamo a immaginarci il colore, l’ombra delle tende, sentiamo attorno a noi il rumore del traffico o lo sciabordio delle onde del mare, tanto l’autrice è brava a portarci dentro la storia.

Un altro bellissimo personaggio, molto dolce, e quello della zia Ofelia, il cui affetto compensa quello della mamma, prematuramente perduto da Ilia quando era molto piccola, e quello del papà, che si è allontanato risposandosi con un altra donna a cui lei non si è mai affezionata.

Forse è per questo che il nostro giovane avvocato ha una particolare sensibilità per Tecla, la figlia adolescente dell’imputata Speranza Barone e della vittima Adriano Politi, perché, come lei, la ragazzina rischia di perdere di colpo la figura sia materna che paterna e per questo si aggrappa più forte a quella della nonna, Magda Politi.

Quest’ultima è un personaggio chiave, come testimone del processo e in quanto madre del commercialista assassinato: non era fatto semplice darle la caratterizzazione giusta. Eppure di Madga ne vediamo ogni gesto, ogni lampo negli occhi, cogliamo ogni sfumatura della sua voce. Quando uno scrittore riesce a delineare così bene i suoi personaggi tanto da farceli sentire intimi, vicini, a empatizzare con loro, io, signori miei, questo lo chiamo talento.

Anche dall’intreccio della storia – sul quale non mi piace indugiare troppo per non togliere nulla al piacere della lettura – si denota il talento. Una scrittrice di legal thriller che è a sua volta una penalista potrebbe facilmente scivolare nella saccenza, diventare pedante con i tecnicismi. La Aloisi, invece, sa di cosa parla, trasmette tutto in modo chiaro, con competenza, ma usa un grande rispetto verso il lettore, non lo blandisce né lo annoia mai, e secondo me questo è un dettaglio non trascurabile.

Mi accorgo ora di aver parlato poco del personaggio principale, Ilia Moncada (qualcosa mi dice che la ritroveremo presto in nuove avventure). Poco male, lascio a voi il piacere di fare la conoscenza con questa che si prefigura essere (cito la copertina Mondadori) una nuova stella nel firmamento del giallo giudiziario. Ma si riferirà all’avvocato Moncada o all’avvocato Aloisi?

Manu

 

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Alessia Gazzola – Costanza e i buoni propositi

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Il primo buon proposito era il mio e sono lieta di averlo seguito: non fermarmi alla prima avventura del nuovo personaggio di Alessia Gazzola, Costanza al suo esordio non mi aveva convinta. Da lettrice affezionata ad Alice Allevi l’avevo trovata molto simile a lei, ma priva delle “stravaganze” che di Alice tanto mi piacevano e, quindi, meno accattivante.

Questa volta Costanza è diversa: più matura di come l’avevamo lasciata, e decisamente differente da Alice e questa evoluzione non guasta affatto, anzi.

Anche questa volta alle vicende di Costanza si accosta un mistero, che affonda le radici nel passato e che spetterà alla nostra paleopatologa indagare e risolvere; una parte ben strutturata e approfondita in cui si racconta una storia parallela, in cui leggenda e verità storica sono sapientemente mescolate e che lambisce la vita di Costanza, appassionandola e avvicinandola a un mondo lontano dalle sue aspirazioni, in cui si era rassegnata a “sopravvivere” solo per qualche tempo, in attesa di realizzare il suo sogno e aprire le ali per volare oltre Manica. Ma, del resto, se la sua vita privata è stata così tanto sconvolta da un vissuto che diventa più presente che mai, perché anche il suo lavoro, i suoi colleghi e le tante storie che il passato ha da raccontare, non dovrebbero assumere importanza e spessore diversi da quelli che si aspettava?

Questa dimensione affettiva meno rigida, che non sfora nel salto nel vuoto a cui era avvezza anni prima, fa di Costanza, finalmente, una adulta a tutto tondo, pronta ad affrontare la vita per sé e per la figlia. E, diciamolo, ce la rende anche un po’ più simpatica.

Mimma

 

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